La storia di Santa Elena, madre di Costantino (5 Agosto)
Dove nacque Sant’Elena?
Sant’Elena nacque intorno all’anno 248 a Drepanum, una piccola città della Bitinia, in Asia Minore (oggi in Turchia). La città era modesta, situata vicino al mare, e la popolazione viveva di commercio e allevamento. Più tardi suo figlio Costantino le darà il nome di Helenopolis in suo onore.
Che origini aveva?
Secondo gli storici, Sant’Elena proveniva da una famiglia semplice e di umili origini. Alcuni raccontano che lavorasse come stabularia (cioè locandiera o forse serva in una stazione di posta), ed è proprio per questo che la sua ascesa al fianco di Costanzo Cloro (padre di Costantino) fu vista come sorprendente.
Come divenne madre di Costantino?
Elena si legò a Costanzo Cloro, un generale romano, e da questa unione nacque Costantino (verso il 274). Anche se non fu sposata ufficialmente con lui, il destino di Elena cambiò radicalmente grazie al figlio che un giorno sarebbe diventato imperatore.
Quale fu il suo ruolo nella storia dell’Impero Romano?
Quando Costantino divenne imperatore e diede libertà ai cristiani con l’Editto di Milano (313 d.C.), Elena si convertì sinceramente al cristianesimo. Da quel momento si dedicò a opere di carità e alla costruzione di chiese.
Qual è l’aneddoto più famoso della sua vita?
Il più celebre riguarda il suo viaggio in Terra Santa. Giunta a Gerusalemme, attorno al 326, volle cercare la vera Croce di Gesù. La tradizione racconta che, dopo aver scavato sul Golgota, furono ritrovate tre croci; per capire quale fosse quella di Cristo, venne toccata una donna malata: guarì subito, e così si riconobbe la Croce autentica.
Che eredità lasciò?
Elena promosse la costruzione di basiliche importantissime, tra cui la Basilica della Natività a Betlemme e la Basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme. Morì attorno al 329, e le sue reliquie si trovano oggi in diverse chiese europee, tra cui Roma.
Preghiera a Santa Elena
Santa Elena, donna umile e coraggiosa,
che hai saputo cercare con amore la Croce di Gesù,
insegnaci a non stancarci mai di cercare Dio
nella nostra vita quotidiana.
Aiutaci ad essere segni di pace e di unità,
a custodire la fede nei momenti difficili
e a trasmetterla con gioia a chi incontriamo.
Accompagnaci nel nostro cammino
perché, come te, possiamo amare il Signore
sopra ogni cosa e riconoscere la sua presenza nella storia.
Amen.
Recita
Giuseppe Zamboni, Irene Tecchio
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