La storia di San Costanzo di Perugia (29 Gennaio)
Siamo a Perugia.
Una città antica.
Costruita sulla roccia.
Abituata a resistere.
È il terzo secolo dopo Cristo.
Un tempo difficile.
Un tempo pericoloso.
Qui vive Costanzo.
Un giovane uomo.
Secondo la tradizione, un soldato romano.
Ma soprattutto, un cristiano.
Costanzo crede in Gesù.
E non lo nasconde.
Quando l’imperatore chiede sacrifici agli dèi,
lui dice no.
Un no semplice.
Un no definitivo.
Viene arrestato.
Interrogato.
Minacciato.
Ma Costanzo non rinnega la fede.
La tradizione racconta che Costanzo fosse promesso sposo.
Un matrimonio atteso.
Una vita normale davanti a sé.
Ma sceglie Cristo.
Prima di tutto.
Durante il processo subisce torture.
Viene ferito.
Lasciato quasi senza vita.
Eppure resiste.
La sua forza non è nei muscoli.
È nella fiducia.
Quando gli chiedono di salvarsi,
lui risponde con il silenzio della fedeltà.
Costanzo viene ucciso fuori dalle mura della città.
Muore giovane.
Ma non muore invano.
Il suo sangue diventa seme.
Perugia non dimentica Costanzo.
Lo ricorda come martire.
Lo onora come patrono.
Lo sente vicino.
Nei secoli, il suo nome diventa segno di protezione.
Di coraggio.
Di identità.
San Costanzo diventa il santo che custodisce la città.
Non dall’alto.
Ma dalle fondamenta.
Un santo che ha scelto la fedeltà
quando sarebbe stato più facile cedere.
San Costanzo ci lascia un messaggio chiaro.
La fede non è solo parole.
È scelta.
È coerenza.
È resistenza interiore.
In un mondo che cambia idea facilmente,
lui ci insegna a restare.
Restare nella verità.
Restare nel bene.
Restare in Dio.
Signore Gesù,
hai reso San Costanzo forte nella prova.
Donaci una fede che non arretra.
Un cuore che non si vende.
Una speranza che non cede alla paura.
Fa’ che, come lui,
sappiamo scegliere Te
anche quando costa.
San Costanzo di Perugia,
martire fedele e custode della città,
prega per noi.
Amen.
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Asia Di Vasta, Mariasole Soldati
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