La storia di San Gregorio di Nissa (10 Gennaio)
Siamo nel IV secolo, in Cappadocia, nell’Asia Minore, l’odierna Turchia.
Una terra di rocce, grotte, silenzi vasti e cieli immensi.
Nasce qui Gregorio, fratello minore di Basilio il Grande.
Cresce in una famiglia straordinaria: la mamma, Santa Emmelia, e la sorella, Santa Macrina, gli insegnano la fede come si impara a respirare.
Gregorio non è un uomo superficiale.
Non si accontenta di risposte piccole.
Lui scava. Domanda. Contempla.
Studia retorica, diventa insegnante.
Potrebbe vivere nella stima del mondo.
Ma Dio gli accende un fuoco diverso:
capire il mistero di Dio per donarlo alla Chiesa.
Quando scoppiano le grandi controversie sulla Trinità, Gregorio non si tira indietro.
Entra nel dibattito non per vincere… ma per difendere il volto vero di Dio.
Diventa vescovo di Nissa, una piccola città, fragile e divisa.
E proprio per la sua difesa della fede cattolica, viene accusato, allontanato, esiliato.
Ancora una volta, la sua vita passa per la prova.
Ma Gregorio non perde la luce.
La approfondisce.
Si racconta che un giorno, mentre pregava in un giardino roccioso della Cappadocia, uno sciame di api gli ronzasse intorno.
I presenti si spaventarono.
Lui restò immobile.
Le api non lo punsero.
Gli si posarono sulle mani, calme.
Gregorio sorrise e disse:
“Chi vive nella dolcezza di Dio, non deve temere il ronzio del mondo.”
Da quel giorno molti lo ricordarono come l’uomo della mitezza forte, non della forza aspra.
Gregorio diventa una delle voci più luminose dei Padri Cappadoci.
Scrive pagine immense sulla Trinità, sull’anima, sulla bellezza del cammino verso Dio.
Dice che l’uomo non sale al cielo in un attimo,
ma in un progresso infinito di amore,
dove Dio ci attira a sé passo dopo passo.
Per questo viene chiamato il santo dell’epektasis:
la tensione continua del cuore verso Dio, senza fine.
Muore nel 395 circa.
Ma per lui non è conclusione, è passaggio.
La sua eredità non è una teoria, ma una visione di Dio che abbraccia tutto.
San Gregorio ci insegna che la fede non ha paura delle domande, l’intelligenza è un dono se resta inginocchiata, la verità va difesa con dolcezza e fermezza, e il cuore è fatto per un cammino infinito verso Dio.
Signore Dio,
che hai acceso in Gregorio un cuore in cammino,
donaci una fede che non teme le domande,
una mente che cerca la verità con umiltà,
un’anima che non si spaventa davanti ai mari agitati,
ma si affida al tuo vento.
San Gregorio di Nissa,
maestro di profondità e di dolcezza,
prega per noi,
per il nostro cammino verso Dio.
Amen.
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Ivonne Casadei, Stefania Palma
Musica di sottofondo
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Testo elaborato con IA