INNO VESPRI SACRATISSIMO CUORE DI GESU'
Creati per la gloria del tuo nome,
redenti dal tuo sangue sulla croce,
segnati dal sigillo del tuo Spirito,
noi t'invochiamo: salvaci, o Signore!
Tu spezza le catene della colpa,
proteggi i miti, libera gli oppressi
e conduci nel cielo ai quieti pascoli
il popolo che crede nel tuo amore.
Sia lode e onore a te, pastore buono,
luce radiosa dell'eterna luce,
che vivi con il Padre e il Santo Spirito
nei secoli dei secoli glorioso. Amen.
Canta Rachele Consolini. Musiche di Rachele Consolini e RaDioLuce.
Questo inno dei Vespri del Sacro Cuore di Gesù è molto bello perché unisce insieme tre grandi temi della spiritualità cristiana:
la creazione,
la redenzione,
l’amore misericordioso di Cristo.
È un testo relativamente moderno nella forma italiana, ma profondamente radicato nella tradizione biblica e nella devozione al Cuore di Gesù sviluppatasi soprattutto dal Medioevo fino a Santa Margherita Maria Alacoque.
L’inizio è teologicamente fortissimo:
“Creati per la gloria del tuo nome”
Qui l’uomo viene visto come creato per Dio, chiamato a partecipare alla sua luce e al suo amore.
Poi subito arriva il centro della fede cristiana:
“redenti dal tuo sangue sulla croce”
Il Sacro Cuore non è una devozione sentimentale: nasce dalla contemplazione del cuore trafitto di Cristo sulla croce, dal quale sgorgano sangue e acqua nel Vangelo secondo Giovanni.
Per questo la spiritualità del Cuore di Gesù parla:
di misericordia,
compassione,
dono totale di sé.
Molto bella anche questa espressione:
“segnati dal sigillo del tuo Spirito”
È un linguaggio battesimale:
il cristiano appartiene a Cristo, quasi “marchiato” dall’amore di Dio.
La seconda strofa ha un tono quasi profetico e sociale:
“Tu spezza le catene della colpa,
proteggi i miti, libera gli oppressi”
Qui il Cuore di Gesù appare come forza liberatrice:
non solo perdono interiore,
ma giustizia e consolazione per chi soffre.
È interessante perché la devozione al Sacro Cuore, soprattutto nell’Ottocento, veniva spesso accusata di essere troppo intimistica.
Ma gli inni liturgici autentici ricordano che l’amore del Cuore di Cristo trasforma anche i rapporti umani e la storia.
Bellissima poi l’immagine:
“quieti pascoli”
che richiama il Salmo 23:
“Il Signore è il mio pastore…”
Cristo è presentato come:
pastore buono,
guida,
rifugio,
colui che conduce alla pace.
Infatti l’ultima strofa lo chiama esplicitamente:
“pastore buono”
La spiritualità del Sacro Cuore è proprio questa:
non un Dio lontano o freddo,
ma un Dio dal cuore umano, vicino, ferito d’amore per l’uomo.
Storicamente la festa del Sacro Cuore si diffuse enormemente dopo le apparizioni a Santa Margherita Maria Alacoque a Paray-le-Monial nel Seicento, e venne poi estesa a tutta la Chiesa.
Spiritualmente questo inno ha un tono dolce ma forte:
tenerezza,
protezione,
misericordia,
liberazione.
È la preghiera di chi si sente fragile… ma custodito dentro un amore più grande.