Creatore degli astri (Tempo Avvento)



Creatore degli astri,
Verbo eterno del Padre,
la Chiesa a te consacra
il suo canto di lode.

Cielo e terra si prostrano
dinanzi a te, Signore;
tutte le creature
adorano il tuo nome.

Per redimere il mondo,
travolto dal peccato,
nascesti dalla Vergine,
salisti sulla croce.

Nell'avvento glorioso,
alla fine dei tempi,
ci salvi dal nemico
la tua misericordia.

A te gloria, Signore,
nato da Maria vergine,
al Padre ed allo Spirito
nei secoli sia lode. Amen.

Emily Lepri. Canta e suona Emily Lepri.

“Creatore degli astri” è uno degli inni più antichi e solenni dell’Avvento.
Il testo latino originale è:

Conditor alme siderum
(“O creatore amoroso degli astri”)

ed è uno dei grandi inni della tradizione latina dei primi secoli cristiani, probabilmente composto tra il VII e l’VIII secolo, anche se alcune immagini sembrano ancora più antiche, quasi patristiche.

La cosa affascinante è che questo inno guarda Cristo in una prospettiva cosmica.

Non parte da Betlemme.
Parte dall’universo.

“Creatore degli astri”

Cristo viene contemplato come Signore della creazione, luce che sostiene il cosmo intero. È una spiritualità molto tipica dei primi cristiani: Gesù non è solo il bambino della mangiatoia, ma il Verbo eterno attraverso cui tutto è stato creato, come dice il Vangelo secondo Giovanni:

“Tutto è stato fatto per mezzo di lui.”

Per questo subito dopo l’inno lo chiama:

“Verbo eterno del Padre”

Qui c’è tutta la teologia dei primi concili cristiani:
Cristo non nasce semplicemente a Natale, ma esiste da sempre presso il Padre. L’Incarnazione è il momento in cui l’Eterno entra nel tempo.

Molto bella anche la tensione drammatica dell’inno.
L’umanità viene descritta quasi come immersa nella notte:

* peccato,
* smarrimento,
* morte,
* oscurità spirituale.

E Cristo appare come luce che rompe il buio.

Questo linguaggio cosmico della luce era centralissimo nell’antica liturgia di Avvento:

* le giornate più corte,
* l’inverno,
* l’attesa dell’alba,
diventavano simboli spirituali.

In alcune strofe l’inno parla anche delle lacrime del mondo e della compassione divina:
Cristo viene perché vede l’umanità ferita.

Non è un Dio distante:
si commuove davanti alla fragilità umana.

Poi emerge il tema del doppio avvento:

* il primo nella povertà di Betlemme,
* il secondo nella gloria finale.

Questa è una caratteristica importantissima dell’Avvento antico.
Oggi spesso pensiamo solo al Natale imminente, ma nei primi secoli l’Avvento era soprattutto attesa del ritorno glorioso di Cristo alla fine dei tempi.

Musicalmente e spiritualmente, Conditor alme siderum ha un tono molto austero e contemplativo:

* notte,
* stelle,
* silenzio,
* attesa della luce.

Non è l’esplosione gioiosa del Natale.
È il cielo ancora scuro, ma già attraversato da una promessa.

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