La festa è di tutti noi, scelti e chiamati da Gesù,
siam nati tutti a vita nuova, un solo Corpo siamo in Lui.
Nel battesimo siamo rinati, dal Suo Corpo siamo nutriti,
dallo Spirito siamo guidati, e dagli angeli accompagnati.
Tutti insieme come fratelli siamo diretti verso il Padre,
lungo le strade della vita desideriamo quella infinita.
E nel cammino ci districhiamo fra l’amor sacro ed il profano,
ma dal cielo alcuni eroi, fanno il tifo proprio per noi.
Sono i beati, i protettori, oggi facciamo festa insieme a loro.
Siamo tutti santi ma essi ci superano di tanto in santità.
Sono gli eletti, i nostri eroi che raggiunti da Gesù,
generosi hanno risposto, al dono d’amore a loro concesso.
Ci sono d’esempio, sono testimoni di umanità santificata,
sono i fari della Chiesa, hanno cambiato il volto della storia.
Eccoci qui davanti al Re, tutti salvati da Gesù
eroi santi e peccatori ma bisognosi del tuo amor.
Sulla musica di “Oh when the Saints go marching in” (tradizionale spiritual). Testo di don Franco Mastrolonardo. Cantano Petra Rossi, Valentina Rastelli ed Emily Lepri. Suonano Filomena Galvani e Jacopo Campagna
La Solennità di Tutti i Santi è una delle feste più luminose e sorprendenti della Chiesa.
Non celebra soltanto i santi “famosi”, quelli con una statua o una biografia conosciuta, ma una folla immensa di uomini e donne che hanno lasciato passare la luce di Dio nella loro vita.
L'inno lo dice benissimo:
“La festa è di tutti noi”
Questa è forse la cosa più bella della festa di Ognissanti:
la santità non è riservata a pochi eroi irraggiungibili.
È la vocazione normale del cristiano.
Storicamente la festa nasce nei primi secoli cristiani dal culto dei martiri.
Le comunità ricordavano coloro che avevano dato la vita per Cristo, soprattutto durante le persecuzioni romane.
Ma presto la Chiesa si rese conto che la santità era molto più ampia:
non solo martiri,
ma anche:
monaci,
vergini,
padri e madri,
poveri,
missionari,
persone semplici.
Così nacque una festa “universale” di tutti i santi, fissata in Occidente il 1° novembre probabilmente da Papa Gregorio IV.
L' inno ha una spiritualità molto moderna ma profondamente cristiana.
Parte dal Battesimo:
“Nel battesimo siamo rinati”
Questa è la radice della santità:
non essere perfetti,
ma appartenere a Cristo.
L’inno insiste moltissimo sul tema del cammino:
siamo in viaggio,
siamo fragili,
combattiamo tra “amor sacro e profano”.
È una visione molto realistica della vita cristiana.
I santi non vengono presentati come superuomini, ma come persone che hanno detto sì all’amore di Dio.
Bellissima anche questa immagine:
“dal cielo alcuni eroi,
fanno il tifo proprio per noi.”
Qui emerge il grande tema della “comunione dei santi”:
la Chiesa non è fatta solo di chi è sulla terra,
ma anche di chi vive già in Dio.
È quasi una grande famiglia:
noi camminiamo,
loro ci accompagnano.
E infatti l’inno li chiama:
fari della Chiesa,
testimoni,
protettori.
Non persone lontane, ma compagni di viaggio.
Molto forte anche il finale:
“eroi santi e peccatori
ma bisognosi del tuo amor.”
Questa è la vera santità cristiana:
non sentirsi arrivati,
ma vivere continuamente della misericordia di Dio.
Spiritualmente Ognissanti è la festa della speranza:
guardando i santi, il cristiano scopre che il Vangelo può davvero essere vissuto.
E che la santità non cancella l’umanità…
la trasfigura.