Accogli nel tuo grembo Vergine Maria (Tempo Avvento dal 17 Dicembre)



Testo dell'Inno
Accogli nel tuo grembo,
o Vergine Maria,
il Verbo di Dio Padre.

Su te il divino Spirito
distende la sua ombra,
o Madre del Signore.

Porta santa del tempio,
intatta ed inviolabile,
ti apri al re della gloria.

Predetto dai profeti,
annunziato da un angelo,
nasce Gesù salvatore.

A te, Cristo, sia lode,
al Padre e al Santo Spirito,
nei secoli dei secoli. Amen.

Oppure:
Verbum salútis ómnium,
Patris ab ore pródiens,
Virgo beáta, súscipe
casto, Maria, víscere.

Te nunc illústrat cælitus
umbra fecúndi Spíritus,
gestes ut Christum Dóminum,
æquálem Patri Fílium.

Hæc est sacráti iánua
templi seráta iúgiter,
soli suprémo Príncipi
pandens beáta límina.

Olim promíssus vátibus,
natus ante lucíferum,
quem Gábriel annúntiat,
terris descéndit Dóminus.

Læténtur simul ángeli,
omnes exsúltent pópuli:
excélsus venit húmilis
salváre quod perierat.

Sit, Christe, rex piíssime,
tibi Patrique glória
cum Spíritu Paráclito,
in sempitérna sæcula. Amen.

Musica e canto
Musicato da Valentina Rastelli.
Cantano Marco Missiroli e Valentina Rastelli.
Suona Federico Fabbri

E' un bellissimo inno dei Vespri del tempo di Avvento, usato nei giorni immediatamente precedenti il Natale.
L’incipit completo è:

Accogli nel tuo grembo,
o Vergine Maria,
il Verbo di Dio Padre.

È un inno profondamente mariano ma, al centro, c’è soprattutto il mistero dell’Incarnazione: Dio che entra nella storia umana attraverso il grembo di Maria.

Storicamente, l’inno deriva dalla tradizione latina medievale. Il testo latino originale inizia con:

Verbum salutis omnium
(“Il Verbo salvezza di tutti”)

ed è costruito con immagini bibliche molto antiche.

Una delle più belle è:

“Su te il divino Spirito
distende la sua ombra”

Qui c’è il richiamo diretto al racconto dell’Annunciazione nel Vangelo secondo Luca:

“Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra.”

L’“ombra” non indica oscurità, ma la presenza misteriosa di Dio. Nell’Antico Testamento la nube luminosa copriva il tempio e l’arca dell’alleanza: ora quella presenza abita Maria.

Molto intensa anche questa immagine:

“Porta santa del tempio,
intatta ed inviolabile”

Maria viene chiamata “porta”. È una simbologia antichissima: attraverso di lei Dio entra nel mondo, ma resta “inviolabile”, cioè totalmente consacrata a Dio.
I Padri della Chiesa vedevano qui anche un richiamo alla porta misteriosa del tempio descritta dal profeta Libro di Ezechiele, attraversata solo dal Signore.

Poi l’inno mette insieme tutta l’attesa dell’Avvento:

i profeti che annunciano,
l’angelo che parla,
il Cristo che nasce.
“Predetto dai profeti,
annunziato da un angelo,
nasce Gesù salvatore.”

È come se tutta la storia biblica convergesse lì, nel silenzio di Betlemme.

Spiritualmente questo inno ha un tono molto delicato, quasi contemplativo. Non c’è ancora l’esplosione gioiosa del Natale pieno: c’è l’attesa, il raccoglimento, il mistero custodito nel grembo di Maria.

È il clima tipico dei Vespri maggiori di Avvento:

luce soffusa,
promessa,
desiderio,
Dio che sta per venire.

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