Nella Santa Assemblea (Tempo Quaresima)



Nella santa assemblea,
o nel segreto dell'anima,
prostriamoci ed imploriamo
la divina clemenza.

Dall'ira del giudizio
o Padre buono, liberaci.
Non togliere ai tuoi figli
il segno della tua gloria.

Ricorda che ci plasmasti
con il soffio del tuo Spirito:
siam tua vigna, siamo il tuo popolo,
e l'opera delle tue mani.

Perdona i nostri errori,
e sana le nostre ferite,
e guidaci con la tua grazia
alla vittoria pasquale.

Sia lode al Padre altissimo,
al Figlio al Santo Spirito
com'era nel principio,
ora e nei secoli. Amen.

Petra Rossi. Canta Petra Rossi. Suona Federico Fabbri.

Questo è un tipico e bellissimo inno della Quaresima, dal tono profondamente penitenziale ma anche pieno di fiducia.
Appartiene a quella tradizione liturgica antica in cui la preghiera comunitaria e la conversione del cuore camminano insieme.

La prima strofa è molto intensa:

“Nella santa assemblea,
o nel segreto dell’anima…”

L’inno mette insieme due dimensioni della fede:

la preghiera della Chiesa riunita,
e il silenzio interiore personale.
È una spiritualità molto biblica: Dio si incontra sia nella comunità sia nel cuore.

Poi compare una delle grandi invocazioni quaresimali:

“imploriamo
la divina clemenza.”

La parola “clemenza” oggi sembra antica, ma nella liturgia latina è importantissima:
Dio viene visto come giudice giusto, ma soprattutto come Padre misericordioso.

Anche quando l’inno parla:

“dell’ira del giudizio”

non lo fa in modo terrorizzante.
Nel linguaggio biblico il “giudizio” è la verità di Dio che mette in luce ciò che salva e ciò che distrugge il cuore umano.

Molto bella la seconda parte:

“Non togliere ai tuoi figli
il segno della tua gloria.”

Qui c’è una teologia profondissima:
l’uomo porta dentro di sé un’impronta divina.
Anche ferito dal peccato, resta creatura amata.

La terza strofa richiama direttamente la Genesi:

“ci plasmasti
con il soffio del tuo Spirito”

È l’immagine della creazione di Adamo:
Dio che plasma l’uomo dalla terra e gli dona il respiro della vita.

Poi l’inno usa una simbologia amatissima nella Bibbia:

“siam tua vigna”

La vigna rappresenta il popolo di Dio:
fragile, bisognoso di cura, ma prezioso agli occhi del Signore.

Molto quaresimale è anche questa richiesta:

“Perdona i nostri errori,
e sana le nostre ferite”

Qui il peccato viene visto quasi come una ferita da guarire più che come una colpa da punire.
È una spiritualità molto antica e molto umana:
Cristo è il medico che cura l’anima.

E il finale orienta tutto verso:

“la vittoria pasquale.”

Questo è fondamentale:
la Quaresima non finisce nel dolore,
ma nella Pasqua.

Tutto il cammino penitenziale ha come meta:

la vita nuova,
la liberazione,
la Risurrezione.
Spiritualmente l’inno ha un tono raccolto, umile, quasi monastico:

silenzio,
prostrazione,
supplica,
speranza.
È la preghiera di chi conosce la propria fragilità… ma si fida ancora della misericordia di Dio.

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