II Quaresima – Monte Tabor
Sono solo un piccolo colle situato al cuore della terra di Israele, nel sud della Galilea e mi elevo sopra la fertile valle di Esdrelon, lungo la via che si può percorrere per andare dalla Galilea verso la Giudea.
Nella lunga storia di Israele sono stato spettatore di antiche vittorie di Israele, sepolte ormai nella mia memoria. Gesù di Nazareth, il rabbi di Galilea, il messia di Israele, mi ha scelto per stare in ritiro una notte con tre dei suoi discepoli, Pietro, Giacomo e Giovanni. Quando ho visto questi quattro uomini salire pazientemente per i miei tornanti, io che oggi sono meta solo di qualche pascolo di capre e cammelli, mi sono molto incuriosito. Perché mai su di me e in solitudine doveva salire il maestro di Nazareth, diventato già così rapidamente famoso presso i suoi contemporanei, tanto da attirare enormi folle dietro di lui? Ho percepito una profonda concentrazione nel rabbi, e un certo timore nei suoi discepoli, come se dense nubi oscurassero il loro sguardo verso il futuro. Certamente i capi di Gerusalemme, verso dove era diretto, si erano già coalizzati contro di lui e il maestro cercava nel Dio di Israele, Colui che lo aveva inviato, conforto e orientamento. Ma perché proprio sulla mia povera schiena, così brulla e poco slanciata? Ad un certo punto, scesa la notte, ho ottenuto risposta. Una luce così sfolgorante non l’ho mai più vista, tanto da trasformare radicalmente il suo volto e le sue vesti! E poi due uomini il cui abito non lasciava ambiguità, perché obbediva all’iconografia tradizionale di Mosé ed Elia, che conversavano con lui! Mi sono sentito degno del monte Sinai, che ospitò l’incontro del Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e grande nell’amore, con Mosé suo servo. O ancora del monte Horeb, nel quale Elia incontrò JHWH nella voce di un silenzio sottile. Quel Dio che non si può vedere né udire e che tuttavia i suoi profeti udirono in una parola misteriosa, io l’ho ospitato nell’immagine del Figlio amato, prediletto del Padre. Lui, il messia di Israele, non aveva più bisogno di tre capanne per rivelare la shekinah di Dio. Essa si mostra pienamente nell’uomo Gesù, che lungo i miei tornanti ridiscende per le strade degli uomini, in cammino verso Gerusalemme.
Recita
Don Davide Arcangeli
Musica di sottofondo
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Le narrazioni bibliche di questa praylist sono tratte dalla rivista Servizio della Parola
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