Il sogno di Giuseppe (Narrazioni bibliche)



IV Avvento – il sogno di Giuseppe
Nel cuore della notte, quando l’uomo che dorme è più connesso alle radici del suo essere, alla terra che lo ha generato e alla carne di cui è plasmato, io opero, lavorando con colori e immagini che sono sepolte nella memoria.

Non sempre vengo ricordato e quasi mai vengo compreso, almeno non subito. Alla radice dei simboli e delle azioni sorprendenti che io genero non c’è solo il passato, con i suoi traumi e i suoi ricordi rimossi, ma anche il futuro, con le sue potenzialità e i suoi desideri. Quando parlo del futuro, io dò il meglio di me, perché voglio comunicare con i simboli ciò a cui ciascuno è chiamato, la sua verità più profonda. Dono luce per riconoscersi ed energia per superarsi. Per affrontare traumi e paure, per abbattere muri ed ostacoli interiori, per vincere resistenze e compromessi al ribasso, per sciogliere tensioni e rivelare desideri. Non ho parole precise per raccontare la mia verità, ma immagini che si sovrappongono, brevi narrazioni, frammenti di significato che, riletti alla luce della storia di ciascuno, sono in grado di illuminarne la vita intera.

Solo l’uomo sapiente e obbediente, colui che riceve da Dio la luce necessaria, può accostarsi a me con il potere di interpretare.

Io sono il sogno di Giuseppe e Giuseppe è diventato il mio padrone, il padrone dei sogni. Come è riuscito? Non ha avuto paura di me, della Parola che custodivo, ma fin dapprincipio mi ha accolto, senza troppi pudori. Ha capito che io custodivo la chiave delle sue domande, delle sue sofferenze, del suo amore apparentemente contraddetto dalla realtà.

Ha compreso che il suo desiderio più profondo si stava realizzando, in una forma inaspettata, ma che corrispondeva alle attese più remote di Israele, contenute nella parola profetica: «”Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele”, che significa "Dio con noi"».

Da quel momento non ha avuto più remore, ha preso con sé la sua sposa e si è abbandonato alla potenza della Parola, di cui sono portatore.

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Don Davide Arcangeli

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