II domenica dopo Natale-la Tenda
Dieci teli di bisso ritorto, di porpora viola, di porpora rossa e di scarlatto, con cordoni e fibbie per unirli e con assi di legno di acacia per sostenerli: sono la Tenda.
Dentro al velo contengo il santo dei santi, il luogo del propiziatorio e dell’arca della Testimonianza. Fuori dal velo, al mio esterno, ci sono la tavola delle offerte, il candelabro a sette braccia e l’altare dei sacrifici.
Dai tempi che furono di Mosè fui pensata e ordinata da Dio sul monte Sinai e sono divenuta il simbolo della Sua presenza in mezzo al popolo. Sono portatrice di un messaggio potente: Dio ad ogni generazione fa uscire gli uomini dalla servitù dell’Egitto e li conduce alla libertà del servizio di Lui.
Io ospito Adonay con la Sua nube, che Lo rivela e Lo nasconde, in mezzo al Suo popolo, per abituarlo alla Sua presenza, per accompagnarlo nelle sue peregrinazioni nel deserto, per sostenerlo nel cammino verso il compimento della promessa.
Io sono figura di quel Tempio che a Gerusalemme Salomone ha costruito e in cui la Sapienza ha officiato. Io ricordo agli Israeliti che per quarant’anni hanno marciato nel deserto, in un cammino di libertà, e che la loro terra è dono di Dio, non oggetto di conquista con le loro forze.
Io sono garanzia di una promessa di vita, di amore e di libertà, in una terra che Dio dona ai suoi, benedicendoli e onorandoli nei figli e nei figli dei figli, per tutte le generazioni, fino alla venuta del messia.
Come posso certificare questa garanzia? Essa viene dal fatto che io sono immagine del messia stesso, del suo corpo di carne, tenda in cui il Verbo di Dio, in principio presso Dio e Dio egli stesso, ha cominciato ad abitare nel tempo opportuno. È una tenda di carne in cui la vita è presente e la luce splende per gli uomini, vincendo le tenebre del male. È una tenda di carne che promette una nuova terra, abitabile per generazioni di figli: la terra dell’Amore che unisce il Padre e il Figlio e nel quale anche tutti noi diventiamo figli di Dio.
Dalla servitù al servizio di Dio: non è più solo l’esodo del popolo, ma il cammino dell’umanità verso la piena generazione dei figli.
Recita
Don Davide Arcangeli
Musica di sottofondo
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