Daniele 7,2-14 con il commento di Caterina Ciavattini e Marco Padovani



Dal libro del profeta Daniele
Dn 7,2-14 

Testo del brano
Io, Daniele, guardavo nella mia visione notturna ed ecco, i quattro venti del cielo si abbattevano impetuosamente sul Mare Grande e quattro grandi bestie, differenti l’una dall’altra, salivano dal mare. La prima era simile a un leone e aveva ali di aquila. Mentre io stavo guardando, le furono strappate le ali e fu sollevata da terra e fatta stare su due piedi come un uomo e le fu dato un cuore d’uomo. Poi ecco una seconda bestia, simile a un orso, la quale stava alzata da un lato e aveva tre costole in bocca, fra i denti, e le fu detto: «Su, divora molta carne». Dopo di questa, mentre stavo guardando, eccone un’altra simile a un leopardo, la quale aveva quattro ali d’uccello sul dorso; quella bestia aveva quattro teste e le fu dato il potere. Dopo di questa, stavo ancora guardando nelle visioni notturne ed ecco una quarta bestia, spaventosa, terribile, d’una forza straordinaria, con grandi denti di ferro; divorava, stritolava e il rimanente se lo metteva sotto i piedi e lo calpestava: era diversa da tutte le altre bestie precedenti e aveva dieci corna. Stavo osservando queste corna, quand’ecco spuntare in mezzo a quelle un altro corno più piccolo, davanti al quale tre delle prime corna furono divelte: vidi che quel corno aveva occhi simili a quelli di un uomo e una bocca che proferiva parole arroganti. Io continuavo a guardare, quand’ecco furono collocati troni e un vegliardo si assise. La sua veste era candida come la neve e i capelli del suo capo erano candidi come la lana; il suo trono era come vampe di fuoco con le ruote come fuoco ardente. Un fiume di fuoco scorreva e usciva dinanzi a lui, mille migliaia lo servivano e diecimila miriadi lo assistevano. La corte sedette e i libri furono aperti. Continuai a guardare a causa delle parole arroganti che quel corno proferiva, e vidi che la bestia fu uccisa e il suo corpo distrutto e gettato a bruciare nel fuoco. Alle altre bestie fu tolto il potere e la durata della loro vita fu fissata fino a un termine stabilito. Guardando ancora nelle visioni notturne, ecco venire con le nubi del cielo uno simile a un figlio d’uomo; giunse fino al vegliardo e fu presentato a lui. Gli furono dati potere, gloria e regno; tutti i popoli, nazioni e lingue lo servivano: il suo potere è un potere eterno, che non finirà mai, e il suo regno non sarà mai distrutto.

 

 

Recita
Cristian Messina

Musica di sottofondo
A.Gandhi. One Step Closer. Raccolta audio YouTubeStudios. Licenza libera

Meditazione
Caterina Ciavattini e Marco Padovani

Meditazione
Daniele ha delle visioni ricorrenti in cui, alla fine, arriva un “re” potente che libererà il popolo d’Israele dai popoli che li hanno conquistati e oppressi negli ultimi secoli. Il popolo d’Israele cresce con l’aspettativa, la speranza e la certezza che prima o poi arriverà questo liberatore, che viene descritto alla fine dei sogni profetici di Daniele («gli furono dati potere.. E il suo regno non sarà mai distrutto»). Alla luce di ciò, forse è più facile per noi comprendere l’aspettativa e lo stato d’animo del popolo d’Israele riposti in Gesù, quando riconoscono in lui i segni profetici che attendevano, così precisamente citati da vari profeti nel tempo. Ed è più facile capire la delusione del popolo nel vedere Gesù morire in croce, anziché sconfiggere il popolo oppressore. Ma per noi, quelle stesse parole, assumono un significato ben diverso, perché noi davvero possiamo dire che il suo “potere è eterno”, nel senso che il suo messaggio è arrivato integro, vivo e attuale attraverso duemila anni di storia.

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