Chi era Anna Masi (Introduzione al Diario di Anna Masi)



Chi era Anna Masi?
“Quando leggerete questo scritto io sarò già davanti al mio Signore, nella sua pace, a contemplare quel volto che ho desiderato vedere per tutta la vita... ora lo vedo così come Egli è! Non piangete dunque se non di gioia, gioite con me! Voglio che il mio funerale sia una festa, semplice e gioiosa. Non fiori, solo un fiore bianco cóme segno di gioia, di pace, segno di nozze!”

Quando in quel pomeriggio settembrino nella stipata Chiesa di Miramare don Tarcisio Tamburini lesse il testamento dell’Anna, la gente rimase incredula e stupita. E negli occhi turbati dall’emozione si leggevano le stesse domande: “Perché Anna così giovane aveva già scritto un testamento?”, “Ma chi era in realtà questa ragazza?” In effetti solo pochi conoscevano il segreto di Anna, un segreto custodito gelosamente fra le quattro mura del proprio cuore e dei pochi che Anna faceva entrare.
Infatti già da due anni aveva consegnato interamente la sua vita a Dio nella piccola e gloriosa Chiesa di san Damiano in Assisi, consacrandosi con voto segreto nell’ Istituto delle Missionarie della Regalità.
Ma il suo cammino con Dio inizia ben più indietro nel tempo.

Anna nasce a Rimini il 16 Ottobre 1962 da papà Andrea e mamma Romana con cui condividerà non solo il viaggio in questo pellegrinare terreno, ma anche lo stesso viaggio di ritorno al Padre. E’ la seconda di otto fratelli in una famiglia segnata da una religiosità convinta e condivisa. Nel suo primo libretto di catechismo in III elementare già leggiamo proponimenti eroici: "lo voglio sempre essere in grazia di Dio" e "voglio essere pura per ricevere Dio nel mio cuore" e ancora "voglio morire con l’anima pura’.
I suoi primi passi spirituali li compie nella comunità parrocchiale del Sacro Cuore di Miramare una frazione periferica di Rimini. Si occupa in modo particolare della catechesi ai bambini e dell'animazione giovanile.
Vìve la sua adolescenza nel travaglio, sempre contenuto, di una domanda di senso per la sua vita e di una ricerca affannosa della verità. Era facilitata in questo da un grande e naturale spirito contemplativo. Dice di lei Laura: "riusciva a cogliere ogni segno che il Signore le poneva sul cammino, senza nulla tralasciare. Ogni evento e ogni persona era quindi vista e vissuta nel suo valore più profondo, come un segno di Dio".

Questo fidarsi dei segni di Dio l’aveva portata velocemente ad entrare in quel vortice tanto affascinante quanto compromettente che è la domanda essenziale: "Signore cosa vuoi che io faccia?".
Spinta da un desiderio di donarsi agli altri intraprende gli studi di ostetricia e fa servizio di volontariato in una casa di accoglienza per mamme in difficoltà. 
In questo turbolento cammino di ricerca della Volontà di Dio si lascia aiutare naturalmente dalla preghiera, dono che gli apparteneva in maniera unica. Sempre Laura dice di lei: "Ho conosciuto Anna in Parrocchia a Miramare; la ricordo in cripta che pregava. Credo che in questa cornice Anna fosse in armonia, in completa unione con Dio manifestando una bellezza che raramente ho potuto riconoscere".
Nella preghiera prolungata e profonda Anna esprimeva a Dio, ogni giorno, ogni suo vissuto, ogni sentimento, ogni emozione, ma portava anche ogni persona, individualmente, ogni situazione per poter fare sintesi tra il suo fare e il suo essere sposa e madre. La preghiera era il momento in cui accolta dal cuore di Cristo, stava con Lui per lasciarsi amare da Lui. Ogni parte di sé era portata nella preghiera ed ogni parte era accolta da Dio perché il Signore la trasformasse in una donna integrale, consapevole delle proprie ricchezze e dei propri limiti, "libera e liberante", come diceva lei.

La preghiera dell’Anna, che fino alla sua morte è stata racchiusa negli otri di Dio, si è rivelata anche a tutti noi attraverso i suoi diari, un vero tesoro di spiritualità.
Ed è attraverso i suoi diari che cogliamo questo arrendersi docilmente alla Volontà di Dio: “Questo Tu che io cerco, che mi da gioia, che mi riempie, che mi completa, che mi feconda, che mi fa essere madre, sorella, amica, che mi accoglie, che mi fortifica, che mi guida, che mi ama, che mi da tenerezza, che mi sostiene, che mi è intimo, che mi da gioia, che mi da vita. Questo TU è il mio sposo! Questo "Tu” sei Tu Signore! Donami di fissare lo sguardo nel Tuo, di perdermi, di abbandonarmi”.

Così Anna arriva a decidere di fare della sua vita un dono totale per il Suo Sposo. Incontra l’Istituto secolare delle Missionarie della Regalità e capisce che la sua vita deve essere spesa nel mondo, fra i suoi amici, nel suo lavoro. Dopo un periodo di verifica e di formazione Anna arriva a consacrarsi a Dio attraverso i voti di povertà, castità e obbedienza che dovrà vivere segretamente nel mondo. "Qui dove Santa Chiara ha lasciato tutto ti chiedo la povertà, la nudità...per farmi ricoprire dell’ombra della potenza dell’Altissimo! Signore rendimi povera, povera... libera libera nuda, nuda spogliata, spogliata... per lasciarmi inondare dalla Tua presenza, per lasciarmi penetrare nell’intimo da Te, dal tuo spirito, per far nascere il tuo figlio nel mondo. I miei figli non saranno figli di carne, da formare, da allevare, da stringere...ma saranno figli nello Spirito da amare, da liberare, da farti incontrare. Che io Signore tomi a casa gravida di figli. Che la mia presenza nel mondo sia feconda”

Dopo la professione del 21 Agosto 1991 la vita dell’Anna apparentemente procede come prima, ma quel segreto che custodisce nel suo cuore la apre ad una profondità ed ad una fecondità spirituale altissima.
Vivrà due anni in pienezza di grazia che diventano paradossalmente una preparazione al suo matrimonio definitivo con Gesù. Troverà anche il tempo e il modo di scrivere il suo bellissimo testamento spirituale e si preparerà a sbocciare nel prato di Dio per essere notata nella sua bellezza dal Suo Creatore ed essere da Lui raccolta.
La mattina del 9 settembre 1993 dopo aver aiutato a nascere nell’Ospedale di Rimini una nuova creatura di Dio, Chiara, Anna morirà in un banale quanto tragico incidente stradale insieme alla mamma Romana.
"Vorrei arrivare a Lui sgombra di me stessa e ripiena solo di Lui...così ho cercato di vivere la mia vita...non so se ci sono riuscita sempre, spesso ho mancato.
Chiedo perdono di tutti i miei errori, specie di quelli che hanno fatto soffrire o del male a qualcuno. Perdono! Ringrazio tutti per tutto il bene che mi avete voluto! Ringrazio il Signore di tutti voi... pregherò per voi... per la vostra vita perché possiate ogni giorno di più conoscere Lui...l’unico, che conta....In Lui tutto ha origine, significato, conclusione. Tutto si muove per Lui, con Lui e in Lui....
Ringrazio il Signore della mia famiglia in cui mi ha fatto nascere dei miei genitori, dei miei fratelli... e voi rendete grazie a Dio per i doni che ci ha fatto e quelli che vi farà. Lodatelo! Dio vi ama".

Otto anni dopo la morte di Anna, Raffaele il più piccolo dei fratelli Masi, miracolato insieme a Giovanni nello stesso incidente che ha visto morire la mamma e la sorella, dopo un' adolescenza contrastata e turbolenta, entra in Seminario a Rimini per intraprendere la via al sacerdozio. Non sono anche questi i segni di Dio?

 

 

 

 

 

Recita 
Riccardo Cenci

Musica di sottofondo
Emily Lepri. Oltre.

I testi sono tratti da:
Anna Masi, Come una sposa innamorata. A cura di Franco Mastrolonardo. Edizioni Il Ponte, Rimini, 2004

Come una sposa innamorata
Gli audio di questa Praylist sono registrazioni tratte dal libro "Come una sposa innamorata", edito da "Il Ponte" e curato da don Franco Mastrolonardo e intendono presentare la figura di Anna Masi attraverso i suoi scritti.
Anna Masi era una ragazza di Miramare di Rimini salita in cielo il 9 settembre del 1993, la cui vita di fede semplice e gioiosa si è svelata pienamente a noi suoi amici, quando aprendo questi meravigliosi scritti abbiamo saputo della sua Consacrazione segreta a Dio nelle Missionarie Francescane della Regalità.
La Praylist riguarda cinque percorsi spirituali: la conversione, l'incontro con Cristo, l'amore per Dio, l'amore per i fratelli e la vita eterna. Quindi le cinque tracce audio danno voce unicamente al suo diario e alle sue lettere. La voce è di sua nipote, Anna Paradisi, non ancora nata quando la zia moriva.
Le ultime due tracce, la sesta e la settima, invece intendono raccontare la vita in breve di Anna e la sua spiritualità attraverso il linguaggio sponsale e femminile contenuto in questo tesoro prezioso che è "Come una sposa innamorata".

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