Parola del Signore
Dal Vangelo secondo Giovanni 7,1-2.10.25-30
Testo del Vangelo
In quel tempo, Gesù se ne andava per la Galilea; infatti non voleva più percorrere la Giudea, perché i Giudei cercavano di ucciderlo.
Si avvicinava intanto la festa dei Giudei, quella delle Capanne. Quando i suoi fratelli salirono per la festa, vi salì anche lui: non apertamente, ma quasi di nascosto.
Alcuni abitanti di Gerusalemme dicevano: «Non è costui quello che cercano di uccidere? Ecco, egli parla liberamente, eppure non gli dicono nulla. I capi hanno forse riconosciuto davvero che egli è il Cristo? Ma costui sappiamo di dov'è; il Cristo invece, quando verrà, nessuno saprà di dove sia».
Gesù allora, mentre insegnava nel tempio, esclamò: «Certo, voi mi conoscete e sapete di dove sono. Eppure non sono venuto da me stesso, ma chi mi ha mandato è veritiero, e voi non lo conoscete. Io lo conosco, perché vengo da lui ed egli mi ha mandato».
Cercarono allora di arrestarlo, ma nessuno riuscì a mettere le mani su di lui, perché non era ancora giunta la sua ora.
Meditazione
Chiara Zanca
Musica di sottofondo
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Convivenza spirituale al Punto Giovane dal 9 al 28 marzo 2026
Meditazione
Nel Vangelo di oggi Gesù si trova a Gerusalemme e la gente discute su di Lui Molti pensano di conoscerlo, sanno da dove viene, conoscono la sua famiglia, lo vedono come una persona normale Ed è proprio per questo che fanno fatica a riconoscerlo davvero Gesù però li mette in crisi, fa capire loro che non basta conoscere l'apparenza o avere informazioni su di Lui Perché la vera conoscenza nasce da una relazione con Dio In fondo, il problema non è che loro non sanno abbastanza, ma che credono di sapere già tutto.
Proprio con questa frase mi sento di dire che questo messaggio sia molto attuale, perché succede continuamente anche nella nostra vita. Quante volte pensiamo di aver capito una persona o una situazione? Ci abituiamo, diamo tutto per scontato, smettiamo di cercare in profondità. È più facile fermarsi alla superficie, etichettare qualcuno, reagire distinto, oppure vivere la fede come una routine. Ma così rischiamo di perdere ciò che è più vero. Noi spesso pensiamo di sapere dell'altro, ma in fondo non è così. Bisogna riuscire ad entrare in intimità, se permesso dall'altro. Per questo voglio prendere il Vangelo di oggi come un invito concreto, quello di non vivere in modo automatico, Quando incontriamo qualcuno dovremmo provare ad andare oltre la prima impressione. Anche quando preghiamo non dobbiamo limitarci a parole ripetute, ma provare a essere sinceri con Dio e in primis con noi stessi. Prendo questo Vangelo come una forte provocazione. Non basta avere informazioni, serve verità. E la verità richiede tempo, ascolto e umiltà. Oggi mi sono soffermata tanto sulla frase «non era ancora giunta la sua ora» perché credo che sia un importante nucleo su cui tutti noi dobbiamo riflettere. Quasi sempre mi capita di volere da me stessa tutto subito o di pretendere risposte immediate Ma questo Vangelo ci dice che non tutto matura subito. C'è un tempo preciso per ogni cosa e ogni momento trascorso. Che sia triste o felice deve essere custodito e apprezzato. Nonostante tutto, nonostante le delusioni del momento, nonostante le sconfitte e nonostante momenti di debolezza e fragilità. Credo che solo dal momento in cui tutto viene elaborato, allora sì, Dio ci prende per mano e ci accompagna sulla sua luminosa strada.