Parola del Signore
Dal Vangelo secondo Giovanni 5,1-16
Testo del Vangelo
Ricorreva una festa dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. A Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, vi è una piscina, chiamata in ebraico Betzatà, con cinque portici, sotto i quali giaceva un grande numero di infermi, ciechi, zoppi e paralitici.
Si trovava lì un uomo che da trentotto anni era malato. Gesù, vedendolo giacere e sapendo che da molto tempo era così, gli disse: «Vuoi guarire?». Gli rispose il malato: «Signore, non ho nessuno che mi immerga nella piscina quando l'acqua si agita. Mentre infatti sto per andarvi, un altro scende prima di me». Gesù gli disse: «Àlzati, prendi la tua barella e cammina». E all'istante quell'uomo guarì: prese la sua barella e cominciò a camminare.
Quel giorno però era un sabato. Dissero dunque i Giudei all'uomo che era stato guarito: «È sabato e non ti è lecito portare la tua barella». Ma egli rispose loro: «Colui che mi ha guarito mi ha detto: "Prendi la tua barella e cammina"». Gli domandarono allora: «Chi è l'uomo che ti ha detto: "Prendi e cammina?"». Ma colui che era stato guarito non sapeva chi fosse; Gesù infatti si era allontanato perché vi era folla in quel luogo.
Poco dopo Gesù lo trovò nel tempio e gli disse: «Ecco: sei guarito! Non peccare più, perché non ti accada qualcosa di peggio». Quell'uomo se ne andò e riferì ai Giudei che era stato Gesù a guarirlo. Per questo i Giudei perseguitavano Gesù, perché faceva tali cose di sabato.
Meditazione
Giacomo Ricci
Musica di sottofondo
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Convivenza spirituale al Punto Giovane dal 9 al 28 marzo 2026
Meditazione
Ecco, sei guarito. Il Signore oggi mi parla con questa frase perché immagino il momento in cui la sentirò anch'io. So che quel giorno arriverà. Questi giorni vissuti insieme me lo testimoniano sempre di più. È Lui la via. Sento che mi sta prendendo per mano e mi guida attraverso il percorso della salvezza che coincide con la felicità, con la gioia piena. Non esiste salvezza però senza abbandono totale a Lui. Siamo spesso schiavi delle nostre paure, fragilità, insicurezze, che ci tengono rinchiusi nell'ombra senza la possibilità di sbocciare, di guarire davvero, come l'uomo malato nel Vangelo. Il Signore ci porge la mano, ma sta sempre a noi decidere e fare lo sforzo di afferrarla. Sento che finalmente lo sto facendo. E allora tutto cambia, tutto prende senso. Prima di entrare in questa casa vivevo giornate dove spesso il senso non c'era affatto. Dal lunedì sera invece, in cui ho messo il piede al punto giovane, la mia vita è tornata ad assumere significato. Con una climax sorprendente aggiungerei che nemmeno io mi aspettavo. Il dolore non è scomparso, ma trovo senso. Questo mi dà serenità e rinisce le mie ferite. Il Signore è così grande che nemmeno riesco ad immaginarlo. Mi accorgo allora che forse con la parola guarire il Signore non intende la mia guarigione fisica, che certo mi auguro avverrà prima o poi. Ma probabilmente si riferisce al fatto di trovare la via, il senso pieno nella mia vita, che mi dà forza di continuare a camminare, di affrontare la vita, nonostante tutto il dolore che porto da anni. E allora sì, che su questo percorso non solo troverò serenità durante il cammino, ma giungerò, prima o poi, anche alla meta.