La Via della Croce (dal Diario di Santa Scorese)



Testo del diario
Dal giugno 1988 Santa incontra sulla sua strada un inciampo imprevedibile, traumatico, fatale. Partecipa alla Santa Messa nella cattedrale di Bari, proclama le Letture, un ragazzo la vede, l'aggancia, le fa la proposta. Santa cerca di dissuaderlo da ogni proposito ma quella mente malata si dice invaghito di lei e la segue. Da quel giorno non le da pace: le telefona, la perseguita, la provoca, l'aggredisce persino. Il giovane schizofrenico la intercetta in ogni suo spostamento e la minaccia: "Tu sarai mia o di nessuno!". Lettere, telefonate, parole oscene, messaggi registrati: un incubo, una ossessione continua per quasi tre anni. Con una incredibile capacità diabolica questo giovane spunta quanto meno te lo aspetti, si fa trovare nei posti e nelle ore più impensabili. Santa ha paura, è costretta ad essere scortata, è condizionata nei suoi movimenti. Teme per la sua vita. Ha lasciato detto al suo padre spirituale e scritto ad una missionaria: "Se dovesse capitarmi qualcosa, ricordati che io ho scelto Dio!". Una prima aggressione nel febbraio 1989 rende reale e incombente il pericolo. Il "matto" la scaraventa per terra, cerca di usarle violenza, riesce a divincolarsi e fuggire ma non sarà facile smaltire il terrore provato...

Credo e spero che un'esperienza così non si ripeta mai più nella mia vita.
E' stato tremendo!!
Non so nemmeno se ho la capacità di scrivere quello che provo tanta è la confusione, lo scoraggiamento che ho dentro.
Oggi Giuseppe, il matto, ha cercato di usarmi violenza. Mi ha prima detto che ero morta e poi mi ha sbattuto per terra e lui cercava di baciarmi. Che sensazione orribile!! Ho urlato con tutta la voce che avevo, con tutta l'anima, ma nessuno mi ha sentita. Ho invocato Gesù dicendogli che non poteva lasciar fare e ho chiamato Maria. Per fortuna pare che loro mi abbiano ascoltata e così ho cercato di liberarmi di quel pazzo che mi teneva stretta e sono andata dalle missionarie. Non ricordo bene quello che è successo lì, ma ricordo che qualcuno mi ha aperto la porta e poi ho visto subito Carmencita. Mi sono aggrappata a lei e sono scoppiata in pianto. Che situazione terribile!! Mi sento ancora frastornata e mi sembra di aver vissuto un incubo. Naturalmente papà è lì lì per avere un collasso nervoso e non fa altro che rimproverarmi e accusarmi che lo sto facendo morire.
Non so se sia lui che sta morendo o è più forte il mio desiderio di morire.
Non capisco perché si sia arrivati a tanto, perché, Gesù, tu permetti questo. Ho provato ad immaginare te sulla croce, a completare la tua passione col mio dolore, ma non riesco: mi chiedi troppo!
In questo momento mi sembra assurdo il Vangelo. Come, come faccio a dare la mia vita così? Sento che le mie forze vengono meno e che queste prove sono fin troppo grandi!
D'altra parte sarei una cieca a non ammettere che oggi tu eri lì e tu Maria, Madre, non mi hai abbandonata nemmeno per un secondo. Ma mi chiedo: perché tutto questo. Non sarò io a salvare io mondo, non riuscirò, forse, nemmeno a salvare la mia anima... Nella mia mente tornano quelle situazioni, quel volto e soprattutto sento su di me il fiato di quell'assurdo di essere che credo che sia più animale che umano.
Desidero stare da sola e non vorrei pensare a niente, svuotarmi la testa completamente, poter ricominciare, ma tutto mi sembra così nero e irreparabile!
Il pensiero che un uomo possa avvicinarsi a me e darmi magari un bacio sulla guancia mi fa stare male. Signore, ti prego, ascolta il grido della mia preghiera, liberami da queste forze di male che mi attanagliano!
Ecco, mi sento un po' come Gesù nel Getsemani e vorrei poter trovare la forza di dire come Lui: "Padre allontana da me questo calice, ma sia fatta non la mia ma la tua volontà". Stare nella volontà del Padre.
Mi sembra impossibile farlo adesso, ma voglio almeno provarci. Tu sei amore e allora amami!!

La sera del 15 marzo 1991 Santa torna da un incontro di catechesi in parrocchia, gli amici si offrono per accompagnarla, "Non ce n'è bisogno, tanto in auto, giungo sotto casa...", dice. Superato il cancello automatico, Santa parcheggia a pochi metri da casa, si avvia verso il portone, riesce, ma non si sa con sicurezza se sia stata proprio lei, a suonare il campanello e una violenta pugnalata la colpisce alle spalle. Favorito dal buio lui l'aspettava nascosto dietro ad una colonna del palazzo dove Santa abitava. Al suono del citofono, suo padre chiede chi sia ma non ricevendo risposta si affaccia al balcone e da lì vede sua figlia distesa a terra, coperta dal corpo dell'uomo che col pugnale tenta di completare l'opera iniziata, ferendola al viso e alla gola. Le invocazioni di aiuto, le grida, lo strazio dei parenti, la disperata corsa al Policlinico di Bari.. "Zio Dino aiutami! Non voglio morire!". "Santa resisti, siamo quasi arrivati!". "Mario, accellera! Santa, raccomandati alla Madonna! Ripeti la preghiera di Padre Kolbe". La trepida attesa, lo sgomento del ferale annuncio.. Tutto si consuma in poche convulse, drammatiche ore. Il 16 marzo, Santa ha 23 anni. Rivestita di un abito rosso con le mani che stringono la corona del Santo Rosario e con accanto il crocifisso che normalmente teneva sotto il cuscino, Santa è stata tunulata nel cimitero del Palo del Colle.

Ho scelto te Signore.
Ti ho scelto perché ti amo,
perché mi ami.
Tu sei il fuoco che arde in me,
il sole che mi da calore.
Sei l'acqua cristallina e pura
in cui la mia anima vuole specchiarsi
e di cui ha sete.
Se non avessi Te,
Signore della mia vita,
del mio respiro
e del pulsare del mio cuore,
io non sarei.
Sono
perché Tu mi hai pensata
fin dall'eternità
e ti sei compiaciuto in me.
Mio Dio, mio tutto,
voglio cantarti
con gioia, ogni attimo
perché fai grandi cose in me
e ... mi hai fatto come un prodigio.

 

Recita
Rosa Maria Scorese, Nicoletta Florio

Musica di sottofondo
Musiche di Lorenzo Tempesti 
https://www.suonimusicaidee.it

I testi citati sono tratti da "L'attirerò a me". Scritti spirituali di una Serva di Dio. A cura di Giuseppe Micunco
Si ringrazia la famiglia Scorese per la gentile concessione dei file audio relativi al diario di Santa Scorese.

Chi è Santa Scorese
Santa Scorese nasce il 6 febbraio 1968 a Bari, nella sua casa del rione Libertà. Dopo le scuole dell'obbligo, si iscrive al Liceo Classico "O.Flacco" e successivamente frequenta la Facoltà di Pedagogia.
Nell'agosto del 1987 si trasferisce con la sua famiglia a Palo del Colle (Bari) dove intensifica il suo impegno sociale e cristiano. Sin dal V ginnasio frequenta un corso per pionieri della Croce Rossa e si occupa di ragazzi poliomielitici e affetti da distrofia muscolare.
Dal 1984 aderisce alla Milizia dell'Immacolata presso le Missionarie dell'Immacolata "P.Kolbe" e contemporaneamente frequenta il Movimento dei Focolari, diventando una Gen.
Vivendo il Vangelo e dedicando la vita ai poveri è spinta ad intraprendere una appassionata ricerca della sua vocazione. Intanto un giovane squilibrato prende a minacciarla e dopo anni di ossessivi pedinamenti, nella tarda serata di venerdì 15 marzo 1991, di ritorno dalla parrocchia, la colpisce mortalmente. Aveva 23 anni.
Le sue ultime parole sono di perdono per il suo assassino.

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