Parola del Signore
Dal Vangelo secondo Giovanni 6,52-59
Testo del Vangelo
In quel tempo, Gesù disse alla folla: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo». Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».
Meditazione
Oggi prendiamo consapevolezza, maggior consapevolezza del cuore della nostra religione che è il dono del Corpo e del Sangue di Gesù. Ecco, vedete, fin dall’antichità..da sempre, diciamo così, l’uomo ha cercato un contatto con Dio e lo ha cercato nella preghiera, ma non solo..oltre alla preghiera vuole dare qualche cosa a Dio. Pensate quando uno entra in chiesa, va a pregare ad esempio, la statua della Madonna, la cosa che gli viene spontanea è accendere una candela e non è una cosa così a caso. Quando uno vuole bene ad una persona, lo va a salutare e poi magari gli fa anche un regalo, un innamorato porta i fiori all’innamorata… Ecco, abbiamo bisogno oltre che di parlare, di dare qualche cosa. E allora fin dall’antichità, da sempre, l’uomo ha voluto dare a Dio anche l’offerta di un dono e si è dispiegata questa cosa nel sacrificio. Cos’era il sacrificio? Si portava un animale (stiamo parlando di millenni fa) e i sacerdoti del tempo mettevano questo animale sull’altare, lo uccidevano, lo sgozzavano, poi il sangue veniva asperso sulle persone che donavano quel sacrificio ed era l’idea che l’uomo aveva dato qualcosa di grande, al Punto di dare anche il sangue, cioè la vita, la cosa più importante. Ecco, quindi il sacrificio da sempre è stato il modo per arrivare al contatto con Dio. Passano i secoli, arriva Gesù e Gesù non è che rinnega questa cosa ma in qualche modo la personalizza e andando a guardare anche le profezie, i profeti che dicevano: non è il sangue degli animali, è il sangue della tua vita che è importante per Dio…Gesù che cosa fa? Trasforma se stesso in quegli animali, diventa Lui l’animale sacrificato, diventa Lui l’Agnello immolato. Per cui è Lui che dona il suo sangue. Dona il suo sangue a nome di tutti, per cui la più grande offerta al Padre di sempre, di tutta la storia è quella del Figlio, di Gesù. E allora noi che cosa facciamo? Noi ogni volta che celebriamo la Messa, andiamo a riattualizzare questa donazione. In ogni Messa Gesù si dona come Agnello sacrificale e quando il sacerdote prende l’ostia, che in quel momento è già Gesù, la spezza e dice: “Ecco l’Agnello di Dio, che toglie i peccati del mondo”. Lo spezza: Gesù si è spezzato per noi. Questo è il Mistero più grande, è il Mistero della nostra fede, ma sta a dire anche un’altra cosa, che così come Gesù, la nostra offerta più valida a Dio è l’offerta di noi stessi. Non in maniera cruenta, perché questo l’ha già fatto Gesù, che ha donato il suo sangue, ma noi possiamo invece donare la nostra vita. A chi? Agli altri. Quindi guardando Gesù che dona la vita per tutti noi nel sacrificio rituale, noi nel sacrificio di ogni giorno doniamo la vita agli altri come sacrifici viventi di fronte a Dio.
Recita
Sara Urbinati
Musica di sottofondo
Gabriele Fabbri
Meditazione
Don Franco Mastrolonardo
Letture di Domenica 7 Giugno 2026
Solennità del Corpus Domini
Prima Lettura
Dal libro del Deuteronòmio
Dt 8,2-3.14b-16a
Mosè parlò al popolo dicendo:
«Ricòrdati di tutto il cammino che il Signore, tuo Dio, ti ha fatto percorrere in questi quarant'anni nel deserto, per umiliarti e metterti alla prova, per sapere quello che avevi nel cuore, se tu avresti osservato o no i suoi comandi.
Egli dunque ti ha umiliato, ti ha fatto provare la fame, poi ti ha nutrito di manna, che tu non conoscevi e che i tuoi padri non avevano mai conosciuto, per farti capire che l'uomo non vive soltanto di pane, ma che l'uomo vive di quanto esce dalla bocca del Signore.
Non dimenticare il Signore, tuo Dio, che ti ha fatto uscire dalla terra d'Egitto, dalla condizione servile; che ti ha condotto per questo deserto grande e spaventoso, luogo di serpenti velenosi e di scorpioni, terra assetata, senz'acqua; che ha fatto sgorgare per te l'acqua dalla roccia durissima; che nel deserto ti ha nutrito di manna sconosciuta ai tuoi padri».
Salmo Responsoriale
Dal Sal 147
R. Loda il Signore, Gerusalemme.
Celebra il Signore, Gerusalemme,
loda il tuo Dio, Sion,
perché ha rinforzato le sbarre delle tue porte,
in mezzo a te ha benedetto i tuoi figli. R.
Egli mette pace nei tuoi confini
e ti sazia con fiore di frumento.
Manda sulla terra il suo messaggio:
la sua parola corre veloce. R.
Annuncia a Giacobbe la sua parola,
i suoi decreti e i suoi giudizi a Israele.
Così non ha fatto con nessun’altra nazione,
non ha fatto conoscere loro i suoi giudizi. R.
Seconda Lettura
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
1Cor 10,16-17
Fratelli, il calice della benedizione che noi benediciamo, non è forse comunione con il sangue di Cristo? E il pane che noi spezziamo, non è forse comunione con il corpo di Cristo?
Poiché vi è un solo pane, noi siamo, benché molti, un solo corpo: tutti infatti partecipiamo all'unico pane.
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