Marco 11,27-33: "I farisei in trappola".



Parola del Signore
Dal Vangelo secondo Marco 11,27-33

Testo del Vangelo
In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli andarono di nuovo a Gerusalemme. E, mentre egli camminava nel tempio, vennero da lui i capi dei sacerdoti, gli scribi e gli anziani e gli dissero: «Con quale autorità fai queste cose? O chi ti ha dato l’autorità di farle?».
Ma Gesù disse loro: «Vi farò una sola domanda. Se mi rispondete, vi dirò con quale autorità faccio questo. Il battesimo di Giovanni veniva dal cielo o dagli uomini? Rispondetemi».
Essi discutevano fra loro dicendo: «Se diciamo: “Dal cielo”, risponderà: “Perché allora non gli avete creduto?”. Diciamo dunque: “Dagli uomini”?». Ma temevano la folla, perché tutti ritenevano che Giovanni fosse veramente un profeta. Rispondendo a Gesù dissero: «Non lo sappiamo».
E Gesù disse loro: «Neanche io vi dico con quale autorità faccio queste cose».

Meditazione
Con quale autorità fai queste cose? 
I farisei questa volta chiedono a Gesù una legittimazione per fare quello che faceva, cioè insegnare, predicare o fare guarigioni e miracoli. Insomma vogliono sapere se ha il curriculum giusto, il pedigree, una certificazione che aderisse a quel sistema precostituito da loro riconosciuto. Ma è chiaro che Gesù non ha il patentino richiesto dagli auto eletti ispettori spirituali. Gesù stesso infatti dichiaratamente disapprovava quel sistema di regole e decreti imposto dai farisei che, più che servire il popolo, ne diveniva uno strumento di oppressione. 
Insomma Gesù sa bene che quella domanda di richiesta di legittimazione di autorità è l'ennesima farsa dei farisei, per metterlo in scacco.
A quel punto sceglie, direi scherzosamente, di agire come avrebbe fatto Carlo Marx. Infatti cosa intendeva fare il marxismo? Delegittimare quell' autorità che era il risultato di un sistema di potere. Ecco Gesù non da spiegazioni circa l'autorità che gli permette di fare le cose che faceva. Era Dio stesso che dava autorità. Ma non gli avrebbero creduto. Così segue la via di smantellare l'autorità stessa dei farisei. E lo fa furbescamente. Tira fuori il jolli Giovanni Battista dal cilindro e chiede un giudizio su di lui. Qui l'autorità dei farisei crolla miseramente perché il suo fondamento non si basa su una verità oggettiva. E' una autorità che si regge sul consenso del popolo, in un groviglio di regole che cercano da una parte di ottenere il controllo e dall'altra di mantenere l'approvazione: insomma un groviglio di regole che si smentivano a vicenda. Ora Giovanni Battista li mette completamente in crisi, perchè Giovanni rappresenta allo stesso tempo il consenso del popolo che i farisei ricercano e la dimensione divina che invece rifiutano.
I farisei rimangono intrappolati nel loro stesso ragionamento perché Gesù li obbliga a scegliere tra l'ipocrisia e la verità, tra la loro immagine pubblica e una sincera ricerca di Dio. La loro rigidità, il timore del giudizio altrui e le cattive intenzioni li portano a una situazione senza via d’uscita, lasciandoli smascherati di fronte a se stessi e al popolo.

Recita
Federica Lualdi

Musica di sottofondo
Arrangiamento di Gabriele Fabbri

Meditazione
Paolo Curtaz. Recita don Franco Mastrolonardo

Letture di Sabato 30 Maggio 2026
VIII settimana del Tempo Ordinario

Prima Lettura
Dalla lettera di san Giuda apostolo
Gd 1,17.20-25

Voi, o carissimi, ricordatevi delle cose che furono predette dagli apostoli del Signore nostro Gesù Cristo.
Costruite voi stessi sopra la vostra santissima fede, pregate nello Spirito Santo, conservatevi nell’amore di Dio, attendendo la misericordia del Signore nostro Gesù Cristo per la vita eterna.
Siate misericordiosi verso quelli che sono indecisi e salvateli strappandoli dal fuoco; di altri infine abbiate compassione con timore, stando lontani perfino dai vestiti, contaminati dal loro corpo.
A colui che può preservarvi da ogni caduta e farvi comparire davanti alla sua gloria senza difetti e colmi di gioia, all’unico Dio, nostro salvatore, per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore, gloria, maestà, forza e potenza prima di ogni tempo, ora e per sempre. Amen.

 

 
Salmo Responsoriale
Dal Sal 62 (63)

R. Ha sete di te, Signore, l’anima mia.
O Dio, tu sei il mio Dio,
dall’aurora io ti cerco,
ha sete di te l’anima mia,
desidera te la mia carne
in terra arida, assetata, senz’acqua. R.

Così nel santuario ti ho contemplato, 
guardando la tua potenza e la tua gloria. 
Poiché il tuo amore vale più della vita, 
le mie labbra canteranno la tua lode. R.

Così ti benedirò per tutta la vita:
nel tuo nome alzerò le mie mani.
Come saziato dai cibi migliori,
con labbra gioiose ti loderà la mia bocca. R.

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