Parola del Signore
Dal Vangelo secondo Luca 9,46-50
Testo del Vangelo
In quel tempo, nacque una discussione tra i discepoli, chi di loro fosse più grande.
Allora Gesù, conoscendo il pensiero del loro cuore, prese un bambino, se lo mise vicino e disse loro: «Chi accoglierà questo bambino nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato. Chi infatti è il più piccolo fra tutti voi, questi è grande».
Giovanni prese la parola dicendo: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e glielo abbiamo impedito, perché non ti segue insieme con noi». Ma Gesù gli rispose: «Non lo impedite, perché chi non è contro di voi, è per voi».
Meditazione
Il più piccolo tra voi, questi è il più grande, dice Gesù. Quindi per essere grandi bisogna essere piccoli. Ma come si fa? Giro l'interrogativo ai grandi maestri della spiritualità cristiana. In particolare ad una santa che ha fatto dell’infanzia spirituale il suo modo d’essere: Santa Teresa di Gesù Bambino.
"Nonostante, se il padre o la madre loro salgon sul trono e posseggono immensi tesori, non esitano accontentare i desideri dei piccoli esseri che essi amano più di loro medesimi. Per compiacerli commettono delle follie e giungono fino alla debolezza. Ebbene io sono la fanciulla della santa Chiesa, la Chiesa è regina perché è vostra Sposa, o divino Re dei re, le grandi opere mi sono vietate, io non posso predicare il Vangelo né versare il mio sangue: che importa! I miei fratelli lavorano per me mentre io povera fanciulla me ne sto vicinissima al trono reale ed amo per coloro che combattono. Io non sono, Madre mia venerata, che un piccolo pennello che Gesù ha scelto per dipingere l'immagine sua nelle anime da Lei affidatemi, ma un artista ha sempre a sua disposizione più pennelli, gliene occorrono almeno due: il primo, più utile, che stende le tinte generali e in pochissimo tempo ricopre tutta la tela; l'altro più piccolo serve per le particolarità del disegno. Ed Ella, Madre, mi rappresenta appunto il prezioso pennello che la mano di Gesù tiene con amore quando vuol compiere un gran lavoro nell'anima delle figlie da Lei guidate ed io sono il piccolissimo pennello che Egli si degna di adoperare per i minimi particolari".
Chi è il piccolo del Vangelo? E’ colui che riconosce di essere anzitutto figlio amato, un figlio ancora bambino, incapace di raggiungere la santità con le sole proprie forze. Il piccolo del vangelo, come del resto ogni bambino, in realtà è scaltro perchè sa che la sua debolezza è una forza capace di attirare l’amore di Dio. Sa che Dio si comunica in proporzione alla povertà del cuore, e che il Signore è misericordioso in modo particolare per le persone povere e piccole.
Suor Teresa del Bambin Gesù era abbastanza alta: misurava un metro e sessantadue centimetri.Madre Agnese di Gesù, sua sorella, era invece molto più bassa. Un giorno le disse: «Se ti fosse stata data la facoltà di scegliere, avresti preferito essere alta o bassa?».
Teresa senza esitare rispose: «Avrei scelto di essere piccola di statura per essere piccola in tutto».
Teresa stessa descrive nel suo diario questa via, come «piccola via» che può essere percorsa solo da chi si fa «bambino». Questa via è un'esistenza nascosta, senza estasi, senza penitenze particolari, senza appariscenza, tutta occupata a mettere amore nelle attività ordinarie. La «piccola via» quindi non è così semplice, anzi è «dura e spinosa» perché suppone una virtù adulta. Essa infatti, è l'imitazione che la creatura fa dell'abbassamento di Dio. Teresa era innamorata degli abbassamenti di Dio.
Ogni anno festeggiava con grande devozione il 25 marzo, il giorno dell'Annunciazione, perché, diceva: «Questo è il giorno, nel quale Gesù, nel seno di Maria, è stato il più piccolo».
Ma amava in modo del tutto particolare il mistero del presepe. È qui che il Bambino Gesù le rivelò tutti i suoi segreti sulla semplicità e sull’abbandono.
Al contrario degli eretici, come Marcione che diceva con disprezzo: «Toglietemi davanti questi pannolini e questo presepe, indegni di un Dio!», Teresa invece era innamorata del bimbo divino, fattosi così piccolo per amore nostro.
Su immaginette natalizie che lei stessa dipingeva, scriveva con piacere questa frase di san Bernardo: «Gesù, chi ti ha fatto così piccolo? L’amore!».
E a conclusione di questo commento vi consegno un altra piccola del Vangelo. Si chiama Anna Masi, una carissima amica.
"Signore, mi sento come un bambino a cui tu vuoi insegnare a camminare... a volte coi piedi per terra pronta a camminare sorretta però dalle tue mani... a volte impaurita piango e scalpito e ho paura di cadere e sono paralizzata dalla paura... a volte tra le tue braccia a ricevere coccole per tranquilizzarmi...Signore dammi di stare sempre con Te".
Recita
Miriam Mosca
Musica di sottofondo
Arrangiamento musica le di Gabriele Fabbri
Meditazione
Don Franco Mastrolonardo
Letture di Lunedì 28 Settembre 2026
XXVI settimana del Tempo Ordinario
Prima Lettura
Dal libro di Giobbe
Gb 1,6-22
Un giorno, i figli di Dio andarono a presentarsi al Signore e anche Satana andò in mezzo a loro. Il Signore chiese a Satana: «Da dove vieni?». Satana rispose al Signore: «Dalla terra, che ho percorso in lungo e in largo». Il Signore disse a Satana: «Hai posto attenzione al mio servo Giobbe? Nessuno è come lui sulla terra: uomo integro e retto, timorato di Dio e lontano dal male». Satana rispose al Signore: «Forse che Giobbe teme Dio per nulla? Non sei forse tu che hai messo una siepe intorno a lui e alla sua casa e a tutto quello che è suo? Tu hai benedetto il lavoro delle sue mani e i suoi possedimenti si espandono sulla terra. Ma stendi un poco la mano e tocca quanto ha, e vedrai come ti maledirà apertamente!». Il Signore disse a Satana: «Ecco, quanto possiede è in tuo potere, ma non stendere la mano su di lui». Satana si ritirò dalla presenza del Signore.
Un giorno accadde che, mentre i suoi figli e le sue figlie stavano mangiando e bevendo vino in casa del fratello maggiore, un messaggero venne da Giobbe e gli disse: «I buoi stavano arando e le asine pascolando vicino ad essi. I Sabèi hanno fatto irruzione, li hanno portati via e hanno passato a fil di spada i guardiani. Sono scampato soltanto io per raccontartelo».
Mentre egli ancora parlava, entrò un altro e disse: «Un fuoco divino è caduto dal cielo: si è appiccato alle pecore e ai guardiani e li ha divorati. Sono scampato soltanto io per raccontartelo».
Mentre egli ancora parlava, entrò un altro e disse: «I Caldèi hanno formato tre bande: sono piombati sopra i cammelli e li hanno portati via e hanno passato a fil di spada i guardiani. Sono scampato soltanto io per raccontartelo».
Mentre egli ancora parlava, entrò un altro e disse: «I tuoi figli e le tue figlie stavano mangiando e bevendo vino in casa del loro fratello maggiore, quand'ecco un vento impetuoso si è scatenato da oltre il deserto: ha investito i quattro lati della casa, che è rovinata sui giovani e sono morti. Sono scampato soltanto io per raccontartelo».
Allora Giobbe si alzò e si stracciò il mantello; si rase il capo, cadde a terra, si prostrò e disse:
«Nudo uscii dal grembo di mia madre,
e nudo vi ritornerò.
Il Signore ha dato, il Signore ha tolto,
sia benedetto il nome del Signore!».
In tutto questo Giobbe non peccò e non attribuì a Dio nulla di ingiusto.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 16 (17)
R. Tendi a me l'orecchio, ascolta le mie parole.
Ascolta, Signore, la mia giusta causa,
sii attento al mio grido.
Porgi l'orecchio alla mia preghiera:
sulle mie labbra non c'è inganno. R.
Dal tuo volto venga per me il giudizio,
i tuoi occhi vedano la giustizia.
Saggia il mio cuore, scrutalo nella notte,
provami al fuoco: non troverai malizia. R.
Io t'invoco poiché tu mi rispondi, o Dio;
tendi a me l'orecchio, ascolta le mie parole,
mostrami i prodigi della tua misericordia,
tu che salvi dai nemici chi si affida alla tua destra. R.
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