Luca 9, 43b-45: "Vita vera...".



Parola del Signore
Dal Vangelo secondo Luca 9,43b-45

Testo del Vangelo
In quel giorno, mentre tutti erano ammirati di tutte le cose che faceva, Gesù disse ai suoi discepoli: «Mettetevi bene in mente queste parole: il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini».
Essi però non capivano queste parole: restavano per loro così misteriose che non ne coglievano il senso, e avevano timore di interrogarlo su questo argomento.

Meditazione
Avete presente le famose promesse elettorali? Prima delle elezioni sembrano le cose più semplici di questo mondo. Faremo questo, faremo quest'altro ecc...ecc...
Tutto è scontato, come bere un bicchier d'acqua.
O avete presente le interviste di inizio d'anno degli allenatori di calcio? Certamente ci giocheremo il campionato alla pari, certamente saremo nella zona coppe ecc...ecc...
Tutto regolare. Tutto facile.
Ecco Gesù invece non fa nessuna promessa incantatrice.
Nonostante il fatto che le cose andassero bene, dice il Vangelo di oggi, "tutti erano ammirati dalle cose che faceva", insomma era reduce da una serie di vittorie entusiasmanti; beh, ecco, Gesù non si lascia certamente contagiare. Non si lascia contagiare dall'entusiasmo e smorza tutto con questa sentenza lapidaria: il Figlio dell'uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini.
Come dire: uscirò dalla scena sconfitto. Come un allenatore di Serie A che dopo cinque vittorie di fila dicesse: tranquilli andremo in Serie B.
Ma in realtà Gesù non vuole parlare di sconfitta, bensì di situazione reale. Cioè la cosa che gli sta a cuore è non ingannare nessuno con promesse illusorie.In fondo Gesù intende educarci al realismo. Il cristianesimo è tutt'altro che l'oppio dei popoli, è vita vera.
E la vita sa una cosa certa: che un giorno morirà. Gesù non scinde mai la vita dalla morte, perchè solo tenendole unite si impara ad essere veri uomini.
Qualcosa del genere lo dice anche Nicolò Fabi in una sua canzone:

Vita che passi
Vita che ti passo accanto
Unico grande spettacolo senza una prova
Ci si danna per cambiare la trama
Sicuro che non si cambia il finale

Recita
Sabrina Boschetti

Musica di sottofondo
Arrangiamento musicale di Gabriele Fabbri

Meditazione
Don Franco Mastrolonardo

Letture di Sabato 26 Settembre 2026
XXV settimana del Tempo Ordinario

Prima Lettura
Dal libro del Qoèlet
Qo 11,9-12,8

Godi, o giovane, nella tua giovinezza,
e si rallegri il tuo cuore nei giorni della tua gioventù.
Segui pure le vie del tuo cuore
e i desideri dei tuoi occhi.
Sappi però che su tutto questo
Dio ti convocherà in giudizio.
Caccia la malinconia dal tuo cuore,
allontana dal tuo corpo il dolore,
perché la giovinezza e i capelli neri sono un soffio.
Ricòrdati del tuo creatore
nei giorni della tua giovinezza,
prima che vengano i giorni tristi e giungano gli anni di cui dovrai dire: «Non ci provo alcun gusto»;
prima che si oscurino il sole, l
a luce, la luna e le stelle
e tornino ancora le nubi dopo la pioggia;
quando tremeranno i custodi della casa
e si curveranno i gagliardi
e cesseranno di lavorare le donne che macinano,
perché rimaste poche,
e si offuscheranno quelle che guardano dalle finestre
e si chiuderanno i battenti sulla strada;
quando si abbasserà il rumore della mola
e si attenuerà il cinguettio degli uccelli
e si affievoliranno tutti i toni del canto;
quando si avrà paura delle alture
e terrore si proverà nel cammino;
quando fiorirà il mandorlo
e la locusta si trascinerà a stento
e il cappero non avrà più effetto,
poiché l'uomo se ne va nella dimora eterna
e i piagnoni si aggirano per la strada;
prima che si spezzi il filo d'argento
e la lucerna d'oro s'infranga
e si rompa l'anfora alla fonte
e la carrucola cada nel pozzo,
e ritorni la polvere alla terra, com'era prima,
e il soffio vitale torni a Dio, che lo ha dato.
Vanità delle vanità, dice Qoèlet,
tutto è vanità.


Salmo Responsoriale
Dal Sal 89 (90)

R. Signore, tu sei stato per noi un rifugio di generazione in generazione.
Tu fai ritornare l'uomo in polvere,
quando dici: «Ritornate, figli dell'uomo».
Mille anni, ai tuoi occhi,
sono come il giorno di ieri che è passato,
come un turno di veglia nella notte. R.

Tu li sommergi:
sono come un sogno al mattino,
come l'erba che germoglia;
al mattino fiorisce e germoglia,
alla sera è falciata e secca. R.

Insegnaci a contare i nostri giorni
e acquisteremo un cuore saggio.
Ritorna, Signore: fino a quando?
Abbi pietà dei tuoi servi! R.

Saziaci al mattino con il tuo amore:
esulteremo e gioiremo per tutti i nostri giorni.
Sia su di noi la dolcezza del Signore, nostro Dio:
rendi salda per noi l'opera delle nostre mani,
l'opera delle nostre mani rendi salda. R.

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