Matteo 18,15-20: "Avere gli altri dentro di sé...".



Parola del Signore
Dal Vangelo secondo Matteo 18,15-20

Testo del Vangelo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano.
In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo.
In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».

 
Meditazione
L'appartenenza
Non è lo sforzo di un civile stare insieme
Non è il conforto di un normale voler bene
L'appartenenza è avere gli altri dentro di sé

L'appartenenza
Non è un insieme casuale di persone
Non è il consenso a un'apparente aggregazione
L'appartenenza è avere gli altri dentro di sé.

Giorgio Gaber aveva ragione. Non ci salverà lo sforzo civile, e neppure l' etica e la morale dall'individualismo feroce e crescente dei nostri tempi: ma ci salverà una consapevolezza di appartenenza, cioè avere gli altri dentro di noi.
Questa idea di appartenenza era chiarissima per Gesù, anzi fondante. Siamo i tralci della stessa vite, dirà nel Vangelo di Giovanni. Siamo figli dello stesso Padre, quindi tutti fratelli e sorelle. Espiciterà poi teologicamente san Paolo: siamo membra dello stesso Corpo. Anzi tutti noi siamo un unico corpo, apparteniamo al Corpo Mistico, il cui capo è il Cristo. Pensate a quando riceviamo il Pane Eucaristico. Noi sacerdoti diciamo "Corpo di Cristo". Nessuno pensa che quel Corpo di Cristo sei anche tu. L'Amen di risposta dice una consapevolezza teologica: io sono il Corpo di Cristo. Sant'Agostino che amava fare sintesi di teologia diceva con un adagio a lui caro: Siate quello che vedete e ricevete quello che siete. Questo in riferimento al Corpo Eucaristico.
Bellissimo.
Vedete l'insegnamento di Gesù oggi nel Vangelo sulla correzione fraterna non si può intendere in altro modo se non dentro uno sguardo di visione comunitaria. Correggere il fratello non significa togliersi un sassolino dalla scarpa per ammonirlo e fargli sentire il peso del suo sbaglio, bensì dice Gesù, per guadagnare il fratello. Cioè per farlo rientrare in quel Corpo che siamo noi, io te e tutti. Quel fratello non è fuori di noi, ma è dentro di noi perchè ogni volta che mangiamo il Pane Eucaristico lo facciamo entrare dentro di noi. Ci appartiene. Solo così potremo pensare di correggerlo con questa consapevolezza di essergli fratello, sorella.. Ma lo sappiamo, per essere fratelli e sorelle occorre prima riconsocersi figli. E se perdiamo il Padre, Dio, come riusciremo a perdonarci l'un l'altro? Come faremo a essere fratelli e sorelle senza un Padre? Con degli sforzi civili? No, non ci credeva neppure Giorgio Gaber...

Recita
Cristian Messina

Musica di sottofondo
Arrangiamento musicale di Gabriele Fabbri

Meditazione
Don Franco Mastrolonardo

Letture di Domenica 6 Settembre 2026
XXIII Settimana del Tempo Ordinario

Prima Lettura
Dal libro del profeta Ezechièle
Ez 33,1-7-9

Mi fu rivolta questa parola del Signore: «O figlio dell'uomo, io ti ho posto come sentinella per la casa d'Israele. Quando sentirai dalla mia bocca una parola, tu dovrai avvertirli da parte mia. Se io dico al malvagio: Malvagio, tu morirai, e tu non parli perché il malvagio desista dalla sua condotta, egli, il malvagio, morirà per la sua iniquità, ma della sua morte io domanderò conto a te. Ma se tu avverti il malvagio della sua condotta perché si converta ed egli non si converte dalla sua condotta, egli morirà per la sua iniquità, ma tu ti sarai salvato».


Salmo Responsoriale
Dal Salmo  94 (95)

R. Ascoltate oggi la voce del Signore.
Venite, cantiamo al Signore,
acclamiamo la roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie,
a lui acclamiamo con canti di gioia. R.

Entrate: prostràti, adoriamo,
in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti.
È lui il nostro Dio e noi il popolo del suo pascolo,
il gregge che egli conduce. R.

Se ascoltaste oggi la sua voce!
«Non indurite il cuore come a Merìba,
come nel giorno di Massa nel deserto,
dove mi tentarono i vostri padri:
mi misero alla prova pur avendo visto le mie opere». R.

Seconda Lettura
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Rm 13,8-10

Fratelli, non siate debitori di nulla a nessuno, se non dell'amore vicendevole; perché chi ama l'altro ha adempiuto la Legge. Infatti: «Non commetterai adulterio, non ucciderai, non ruberai, non desidererai», e qualsiasi altro comandamento, si ricapitola in questa parola: «Amerai il tuo prossimo come te stesso». La carità non fa alcun male al prossimo: pienezza della Legge infatti è la carità.

 

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