Testo della catechesi
E quindi così è un testo che appunto riprende un po' il presbiterio di Inciti, ecco quindi anche come linguaggio sembra anche un po' lontano dal linguaggio dalla sensibilità che abbiamo sottolineato questa mattina riguardo il sacramento della riconciliazione. Però ci sono alcuni aspetti secondo me che se rivisitati aiutano a a entrare a come dire a prendere consapevolezza sempre di più del fatto che nella confessione il nostro posto, il nostro ruolo è secondario. Cioè gli autori della confessione sono il penitente e il Signore noi siamo quasi spettatori strumento facilitatori di un incontro Nel quale al centro non siamo noi e quindi forse anche volutamente un po' la freddezza un po' la durezza di questo linguaggio no quasi giuridico però forse aiuta così a capire alcune cose, penso insomma così ecco poi ripeto, non c'è niente di nuovo rispetto a quello che abbiamo ascoltato da Incitti in presbiterio. prima solo una premessa. riguardo la confessione, dico cosa cosa aiuta me e cosa cosa penso, cioè. penso che come dire no ci sia una sorta di boomerang di contraccolpo di una sensibilità, diciamo frutto del protestantesimo che però forse si accentuata e quindi quel bene quella la bellezza Di riconoscere la realtà della della fragilità dell'uomo e dall'altra la potenza della grazia se accentuati e disarmonizzati polarizzati rischiano di diventare un boomerang. Questo lo penso per tutti i sacramenti in particolare per il sacramento della confessione, cioè cosa vuol dire? Se io dico sono un peccatore e il sacramento della riconciliazione mi cancella i peccati Io per forza non riesco a uscire da una logica giuridica di di pena di non per forza, cioè c'è una colpa e c'è qualcuno che la toglie. Nella logica del condono. Invece la struttura base del nostro rapporto col signore, quindi il modo di agire di Dio con noi e quindi questo vale poi per tutti gli strumenti. Vedi sacramenti eccetera, cioè tutti gli strumenti che il signore ha messo a disposizione per creare questo rapporto. Ecco la categoria vera sappiamo che è quella dell'alleanza. E l'alleanza implica la reciprocità e quindi anche nel pensare il sacramento della riconciliazione è importante avere in testa che l'obiettivo non è cancellare i peccati, ma permettere di ricostruire questa alleanza. E cosa vuol dire questo pensiero mi viene avevo trovato una citazione che non riesco più a trovare di San Tommaso d'Aquino. Dove fondamentalmente l'idea è questa qui L'unica realtà che può cancellare i peccati è la carità non c'è pezza bisogna passare da lì. E quindi anche il sacramento della riconciliazione è efficace perché tra virgolette ha il potere di agire su quella carità, cioè come se la la grazia della assoluzione fosse la grazia che mi permette di percepire di essere amato e perdonato così tanto da suscitare in me la gratitudine e la la risposta di carità. E allora così si chiude il cerchio, cioè non è più solo una cancellazione dei peccati, ma è il l'aiuto a ristabilire una alleanza. Questo per me è importante anche per capire il rapporto con la confessione, anche tutte le volte in cui dalla confessione non ci sarebbe bisogno. Questa è un po' una premessa, cioè se dovessimo essere come dire no rigorosi fiscali, diciamo se si può dire anche con la confessione dovremmo dire, ma la confessione è necessaria se ci sono dei peccati gravi. Chi i cosiddetti peccati mortali, ma se non ci sono peccati mortali, la confessione non è necessaria Questo lo sappiamo e allora non serve confessarsi ecco dentro questa prospettiva ecco il sacramento della confessione riacquista tutta una sua importanza perché è uno di quegli aiuti che mantiene vivo questo rapporto di reciprocità di alleanza che il signore cerca di costruire con me. a me piace ho visto che funziona coi bambini, ma lo dico anche a me io mi sintetizzo tutto questo discorso dicendo così che quando vado a confessarmi io dico al signore i miei peccati e il signore cosa mi dice nella testa io ti perdono no e lo dico ai bambini dico io ti perdono dico no dice una cosa ancora più bella dice e io ti voglio ancora più bene di prima. Cioè la logica, la sostanza di quella parola perdono non è il fatto che cancello i peccati, ma in qualche modo se si può dire così e che mi permette di fare l'esperienza di un amore che mi vuole ancora più bene di prima, se si può dire così non so ecco allora qui vedo anche la bellezza l'importanza di una confessione frequente ecco svincolata dal dubbio o dall'ipotesi che possa essere solo legata ad una forma ossessiva ad una forma di sensi di colpa ricorrenti, eccetera, eccetera no è approfittare di un dono di uno strumento che il signore ci ha messo nelle mani per Crescere in questa consapevolezza di un invito alla alleanza alla reciprocità alla sponsolità. Ecco Ecco, e quindi anche nell'essere strumento di questo come dire di questo incontro. Ecco probabilmente anche nella teologia non è cambiato molto probabilmente siamo stati risvegliati nell'arte di essere mediatori di questo incontro. Non è che siano cambiati i peccati che si possono assolvere quelli che non si possono assolvere. Siamo stati probabilmente aiutati a capire Che il nostro compito vorrei dire quasi dietro le quinte nell'incontro tra il penitente e il signore è il compito di trovare uno spiraglio attraverso il quale questo incontro si può realizzare no è il famoso passo possibile è il famoso no quando Papa Francesco diceva, ma sei pentito no ma sei almeno pentito di non essere pentito eh va bene sì ecco allora bene ecco penso che l'arte del confessore possa essere questa qui no l'arte di trovare uno spiraglio per no Ecco perché si realizzi questi incontri. Detto questo, praticamente leggiamo alcune cose e l'ultimo capitolo non ho fatto in tempo a finirlo magari guardiamo qualcosa insieme e appunto è la risposta un po' a queste cose il valore del sigillo si può esigere la denuncia in caso di reati gravi nella confessione e poi beh vabbè facciamo se no ci leggiamo una alla volta allora il sigillo è legato non solo a un impegno con il penitente ma deriva dall'essenza stessa del sacramento, cioè appunto questo per ribadire il fatto che al centro non ci sono io, ma che in qualche modo divento lo strumento di un incontro riservato unico tra chi viene a confessarsi e il signore. La chiesa ha sempre insegnato che i sacerdoti nella celebrazione dei sacramenti lo sappiamo agiscono in persona cristi capitis, no nella persona di Cristo capo. Cristo ci permette di usare il suo io parliamo nell'io di Cristo Cristo ci tira in sé e ci permette di unirci si unisce con il suo io. Ma questo serve non per dire che diventiamo importanti, ma serve per per dire che Che è un altro che sta agendo al centro non ci siamo noi. E questa unione con il suo io che si realizza nelle parole della consacrazione. Anche nell'io ti assolvo perché nessuno di noi potrebbe assolvere dai peccati e l'io di Cristo di Dio che solo può assolvere. E di conseguenza al confessore non è consentito mai e per nessuna ragione mi piace tradire il penitente con parole o in qualunque altro modo cioè è una forma di custodia il sigillo serve per esprimere il modo in cui Dio custodisce le parole che ha detto il penitente Quindi c'è una sacralità non è solo un dovere di lealtà fra i due. Il sigillo sacramentale perciò riguarda tutto ciò che il penitente abbia accusato anche nel caso in cui il confessore non dovesse concedere la soluzione qualora la confessione fosse invalida o per qualche ragione la soluzione non venisse data comunque il sigillo deve essere mantenuto questo per me è stato importante leggerlo scoprirlo Inizio una confessione che non finisce ecco però come dire io sono chiamato a essere custode di quell'incontro desiderato tentato tra il penitente e il confessore e il signore. Il signore infatti viene a il sacerdote infatti viene a conoscenza dei peccati del penitente non come uomo, ma come Dio. A tal punto che egli anche qui sembra eccessivo, però mi sembra che ci aiuti a pensare. A tal punto che egli semplicemente non sa ciò che gli è stato detto in sede di confessione Perché non l'ha ascoltato in quanto uomo, ma appunto in nome di Dio. Il confessore perciò potrebbe anche giurare senza alcun pregiudizio per la propria coscienza di non sapere quel che sa soltanto in quanto ministro di Dio. È grossa, insomma a me ha fatto bene rileggerlo senza leggerlo Per la sua peculiare natura, il sigillo sacramentale arriva a e qui siamo quasi all'assurdo no all'eccesso, cioè voglio dire al limite dell'umano no però fosse anche solo una provocazione, sento che ci fa bene. Per la sua peculiare natura, il sigillo sacramentale arriva a vincolare il confessore anche interiormente al punto che gli è proibito ricordare volontariamente la confessione ed egli è tenuto a sopprimere ogni involontario ricordo di essa. ricordo queste cose qui sono l'ho scritto sopra e la nota della penitenziaria apostolica, quindi non è né in citi né è la nota della penitenziaria apostolica sull'importanza del foro interno e l'inviolabilità del sigillo Il divieto assoluto imposto dal sigillo sacramentale è tale da impedire al sacerdote di fare parola del contenuto della confessione con lo stesso penitente fuori del sacramento, salvo esplicito e tanto meglio se non richiesto consenso da parte del penitente. Cioè, in realtà, confesso finita la confessione è finito non è che si riprende il discorso, eccetera E la disponibilità esplicita del penitente andrebbe data all'interno della confessione non successivamente dalla confessione io non lo so io dico la verità non sempre lo faccio io in questo Penso di aver mancato diverse volte, insomma no cioè uno cioè ti confessi e poi l'altro ti dice guarda le cose che ho detto sì le puoi usare può essere ragionevole, però ci sono dei casi e dopo lo vediamo in cui questa disponibilità del penitente cioè questa questa possibilità del penitente di dire guarda utilizza pure quello che sai non è disponibile, non non è accettabile. È interessante dopo viene fuori. Rientrano nel sigillo sacramentale anche le circostanze della colpa dichiarati in confessione l'occasione infine, il luogo, il tempo, le modalità, cioè tutte quelle circostanze che potrebbero permettere di ricostruire la colpa o di utilizzare le conoscenze acquisite nella confessione eccetera. Tradire il penitente, eccolo è anche accettare il suo invito a rompere il patto iniziale. Il sigillo sacramentale è deputato a tutelare anche il sacramento stesso e pertanto lo scioglimento del confessore dal sigillo non è nella disponibilità del penitente. Cosa vuol dire cioè il penitente non ha la autorità la possibilità di sciogliere il confessore dal sigillo della confessione in un secondo tempo. Perché c'è una il sigillo sacramentale dice è deputato a tutelare anche il sacramento, cioè la sacralità di quell'incontro tra il penitente ed io ok il ministro è uno strumento di questa cosa qui Può succedere che chi è venuto a confessarsi dopo una settimana mi dica guarda utilizza quello che quello che sai. Ma se ci pensiamo bene, lui potrebbe essere stato anche minacciato. Potrebbe essere stato anche corrotto. Che ne so allora è interessante che qui c'è una come dire una tutela del sacramento stesso. Cioè, come dire, va trovato un'altra via. Ma quello che rientra nel sigillo del sacramento resta nel sigillo del sacramento Ed è interessante la motivazione non solo per tutelare il penitente, ma per tutelare anche la dignità del sacramento non lo so mi ha Mi ha fatto pensare Ecco, altra domanda che era venuta fuori si può esigere la denuncia in casi di reati gravi viene a confessare uno che ha abusato di qualcuno che ha commesso un reato grave una rapina, un omicidio eccetera. Il fatto che si autodenunci è condizione per la soluzione In realtà no.
Intervento di don Osvaldo Caldari all'incontro di Presbiterio della Diocesi di Rimini. Gennaio 2026