Parola del Signore
Dal Vangelo secondo Matteo 11,25-27
Testo del Vangelo
In quel tempo Gesù disse:
«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza.
Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo».
Meditazione
Stupisce sempre questa lode di Gesù a inizio Vangelo. Ti rendo lode, Padre, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Mi stupisce che si stupisce, cioè mi piace vedere Gesù che si stupisce delle logiche del Padre, di cui lui, Gesù, prende consapevolezza giorno dopo giorno durante il suo cammino terreno. A Gesù piace essere stupito. Come quel giorno al tempio della povera vedova che ha messo i due spiccioli tutto quello che aveva nelle casse del tesoro o come in quell'incontro con la donna cananea che ha accettato di essere insultata da Gesù ma non ha mollato la richiesta di guarigione per la sua figlia. E oggi si stupisce dei suoi discepoli. Sono prevalentemente analfabeti, provenienti da una zona periferica della Palestina. Forse Matteo era culturalmente più elevato, e infatti è proprio lui, in questo Vangelo, a cogliere lo stupore di Gesù. Ma gli altri facevano fatica a parlare l'aramaico corrente. A Gerusalemme Pietro, durante i giorni della Passione, viene riconosciuto come un Galileo proprio per il suo accento e modo di parlare. Non dovevano avere grandi crismi da oratori, neppure l'intelligenza teorica di uno studente della Torah. Eppure di Gesù coglievano il senso del suo dire, rimanevano affascinati da come parlava, da quello che insegnava. Cioè per il vero non è che capissero tutte le interpretazioni delle parabole, tantomeno le verità più profonde. Infatti non poche volte vengono rimproverati da Gesù perché non credevano. Ma il loro intendere, il loro capire, era un'intuizione, un dono del cielo. La loro forza intuitiva stava nella fiducia che davano a questo Maestro. E proprio qui sta lo stupore di Gesù. Non erano i dotti e i sapienti a seguirlo, ma i piccoli e gli analfabeti. È proprio questa meraviglia di paradossi che stupisce anche me. Le logiche di Dio non sono per niente lineari e tutto, anche le persone più impensabili all'improvviso possono cambiare, convertirsi e stupirci. Chissà che non accada così anche di questi tempi.
Recita
Sabrina Boschetti
Musica di sottofondo
Arrangiamento musicale di Gabriele Fabbri
Meditazione
Don Franco Mastrolonardo
Letture di Mercoledì 15 Luglio 2026
XV settimana del Tempo Ordinario
Prima Lettura
Dal libro del profeta Isaìa
Is 10,5-7.13-16
Così dice il Signore:
Oh! Assiria, verga del mio furore,
bastone del mio sdegno!
Contro una nazione empia io la mando
e la dirigo contro un popolo con cui sono in collera,
perché lo saccheggi, lo depredi
e lo calpesti come fango di strada.
Essa però non pensa così
e così non giudica il suo cuore,
ma vuole distruggere
e annientare non poche nazioni.
Poiché ha detto:
«Con la forza della mia mano ho agito
e con la mia sapienza, perché sono intelligente;
ho rimosso i confini dei popoli
e ho saccheggiato i loro tesori,
ho abbattuto come un eroe
coloro che sedevano sul trono.
La mia mano ha scovato, come in un nido,
la ricchezza dei popoli.
Come si raccolgono le uova abbandonate,
così ho raccolto tutta la terra.
Non vi fu battito d'ala,
e neppure becco aperto o pigolìo».
Può forse vantarsi la scure contro chi se ne serve per tagliare
o la sega insuperbirsi contro chi la maneggia?
Come se un bastone volesse brandire chi lo impugna
e una verga sollevare ciò che non è di legno!
Perciò il Signore, Dio degli eserciti,
manderà una peste contro le sue più valide milizie;
sotto ciò che è sua gloria arderà un incendio
come incendio di fuoco.
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 93 (94)
R. Il Signore non respinge il suo popolo.
Calpestano il tuo popolo, Signore,
opprimono la tua eredità.
Uccidono la vedova e il forestiero,
massacrano gli orfani. R.
Dicono: «Il Signore non vede,
il Dio di Giacobbe non intende».
Intendete, ignoranti del popolo:
stolti, quando diventerete saggi? R.
Chi ha formato l'orecchio, forse non sente?
Chi ha plasmato l'occhio, forse non vede?
Colui che castiga le genti, forse non punisce,
lui che insegna all'uomo il sapere? R.
Poiché il Signore non respinge il suo popolo,
e non abbandona la sua eredità,
il giudizio ritornerà a essere giusto
e lo seguiranno tutti i retti di cuore. R.
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