Matteo 11,20-24: "L'ingratitudine, il peccato più grande".



Parola del Signore
Dal Vangelo secondo Matteo 11,20-24

Testo del Vangelo
In quel tempo, Gesù si mise a rimproverare le città nelle quali era avvenuta la maggior parte dei suoi prodigi, perché non si erano convertite: «Guai a te, Corazìn! Guai a te, Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidòne fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a voi, già da tempo esse, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite. Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, Tiro e Sidòne saranno trattate meno duramente di voi.
E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai! Perché, se a Sòdoma fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a te, oggi essa esisterebbe ancora! Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, la terra di Sòdoma sarà trattata meno duramente di te!».

Meditazione
Gesù non rimprovera ne' Tiro e ne' Sidone e neppure Sodoma, piuttosto Corazin, Betsaida e Cafarnao. Io non saprei dire cosa è successo di brutto a Corazin e Betsaida e Cafarnao, ma certamente so cosa è successo alle prime tre. Nel racconto di Genesi 19 si racconta del giudizio divino e la distruzione della città di Sodoma per il suo degrado morale e la mancanza di giustizia e di ospitalità. Il profeta Ezechiele parla di una città arrogante, lussuriosa e indifferente verso il povero. Ancora oggi l'etichetta Sodoma dice qualcosa di perverso e malvagio. Anche di Tiro e Sidone si parla male nell'Antico Testamento. Vengono spesso rimproverate dai profeti per orgoglio, idolatria e autosufficienza.
Ebbene Gesù non rimprovera nessuna di queste, anzi! Pare quasi cogliere una potenzialità di bene. Infatti dice nel vangelo: se a Tiro e a Sidòne fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a voi, già da tempo esse si sarebbero convertite. E poi aggiunge Tiro e Sidòne saranno trattate meno duramente di voi. Addirittura in una graduatoria di giudizio finale Sodoma, Tiro e Sidone passano avanti alle altre tre.
E' sempre interessante cogliere questo sguardo di Gesù sul peccato dell'uomo. E' davvero in contro tendenza rispetto al nostro. Noi ade esempio siamo implacabili di fronte al peccato morale. Ci scandalizza e lo condanniamo quasi con la stessa violenza che gli appartiene. Gesù invece non dico che ne è disinteressato, ma non ne fa una battaglia. Non parla mai di violenze e non credo non ne fosse a conoscenza. I Romani ne facevano di barbarie a quei tempi. Al contrario Gesù si scaglia invece contro i religiosi del tempo, contro chi manipola e strumentalizza la Parola di Dio, contro chi rimane indifferente e sopratutto contro gli ingrati, come nel Vangelo di oggi. E credo che sia proprio quest'ultimo il peccato più grande. Ci dovremmo riflettere tutti quanti specialmente quando entriamo i confessionale.

Recita
Sabrina Boschetti

Musica di sottofondo
Arrangiamento musicale di Gabriele Fabbri

Meditazione
Don Franco Mastrolonardo 

Letture di Martedì 14 Luglio 2026
XV settimana del Tempo Ordinario

Prima Lettura
Dal libro del profeta Isaìa
Is 7,1-9
 
Nei giorni di Acaz, figlio di Iotam, figlio di Ozìa, re di Giuda, Resin, re di Aram, e Pekach, figlio di Romelìa, re d'Israele, salirono contro Gerusalemme per muoverle guerra, ma non riuscirono a espugnarla. Fu dunque annunciato alla casa di Davide: «Gli Aramèi si sono accampati in Èfraim». Allora il suo cuore e il cuore del suo popolo si agitarono, come si agitano gli alberi della foresta per il vento.
Il Signore disse a Isaìa: «Va' incontro ad Acaz, tu e tuo figlio Seariasùb, fino al termine del canale della piscina superiore, sulla strada del campo del lavandaio. Tu gli dirai: "Fa' attenzione e sta' tranquillo, non temere e il tuo cuore non si abbatta per quei due avanzi di tizzoni fumanti, per la collera di Resin, degli Aramèi, e del figlio di Romelìa. Poiché gli Aramèi, Èfraim e il figlio di Romelìa hanno tramato il male contro di te, dicendo: Saliamo contro Giuda, devastiamolo e occupiamolo, e vi metteremo come re il figlio di Tabeèl.
Così dice il Signore Dio: Ciò non avverrà e non sarà!
Perché capitale di Aram è Damasco
e capo di Damasco è Resin.
Capitale di Èfraim è Samarìa
e capo di Samarìa il figlio di Romelìa.
Ancora sessantacinque anni
ed Efraim cesserà di essere un popolo.
Ma se non crederete, non resterete saldi"».


Salmo Responsoriale
Dal Sal 47 (48)

R. Dio ha fondato la sua città per sempre.
Grande è il Signore e degno di ogni lode
nella città del nostro Dio.
La tua santa montagna, altura stupenda,
è la gioia di tutta la terra. R.
 
Il monte Sion, vera dimora divina,
è la capitale del grande re.
Dio nei suoi palazzi
un baluardo si è dimostrato. R.
 
Ecco, i re si sono alleati,
avanzavano insieme.
Essi hanno visto:
atterriti, presi dal panico, sono fuggiti. R.
 
Là uno sgomento li ha colti,
doglie come di partoriente,
simile al vento orientale,
che squarcia le navi di Tarsis. R.

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