Matteo 11,25-30: "Il Cuore di Gesù".



Parola del Signore
Dal Vangelo secondo Matteo 11,25-30

Testo del Vangelo
In quel tempo Gesù disse:
«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

Meditazione
Per capire la festa liturgica di oggi, festa del Sacratissimo Cuore di Gesù, è necessario concederci una breve catechesi sul cuore come dimensione spirituale. Breve come catechesi, magari lunga come omelia.
Dunque il cuore, nella Bibbia, è sempre stato ritenuto sorgente di vita spirituale. Ma contrariamente ad una idea romantica e spesso ricorrente nell'immaginario collettivo, il cuore, soprattutto nell'Antico Testamento, era associato a pozze inquinate piuttosto che a fonti chiare di fresche acque.
Provate a prendere le prime dieci parole cuore nel libro della Genesi e ve ne accorgerete di persona.
Al capitolo 6 ad esempio viene detto “Ogni disegno concepito nel cuore degli uomini non era altro che male”, al capitolo 8 "il cuore dell'uomo è incline al male" e al capitolo 45 "il suo cuore rimase freddo". Andando avanti con i libri della Bibbia non è che la situazione migliori,anzi, tanto che il profeta Ezechiele è chiamato a profetizzare un cambiamento radicale nella struttura spirituale degli uomini. Al capitolo 36 così è citato: "Vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo, toglierò da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne. Porrò il mio spirito dentro di voi e vi farò vivere secondo i miei precetti."
Ecco, constatiamo che il cuore dell' uomo è quindi malato, necessita di un trapianto. A fronte quindi di tante suggestive citazioni che si leggono oggi, come "va dove ti porta il cuore", o "non si vede bene se non con il cuore", o "al cuor non si comanda” etc etc... la Bibbia risponde con una visione molto più disincantata. Gesù stesso pone il cuore come fonte di pensieri contaminati quando nel Vangelo di Matteo cita "Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male». (Mc 7,14-23)
Quindi la Bibbia ci rimanda ad una visione negativa o perlomeno pessimista circa il cuore degli uomini? Proveremo tra breve a rispondere.
Intanto poniamo le certezze. Primo: Il cuore è elemento vitale. Così come nel corpo fisico, così nella sfera spirituale il cuore è indispensabile per la vita. Può mancare un arto, un braccio, un polmone, un rene, ma se manca il cuore si muore. Non per niente in guerra insegnano a colpire al cuore.
Secondo: il cuore ci rimanda ad altro da noi. Non siamo noi che guidiamo il cuore o che comandiamo il cuore. E’ lui che ci guida, nonostante noi. E’ una dipendenza totale, verificabile dalla medicina, dalla spiritualità, ma anche dalle scienze umane come la filosofia o la psicologia.
Sentite Massimo Recalcati cosa dice al riguardo...

Queste verità di fondo ci aprono quindi ad una considerazione di fede. Se il cuore è l’organo di governo della nostra spiritualità, il battito del cuore ci rende vivi spiritualmente. E il battito del cuore è lo spirito in noi. Se la nostra vita dipende dal cuore, ciò che abita il cuore, quindi lo spirito di Dio, è ciò a cui apparteniamo.

E ora proviamo a fare un passo indietro e a tornare alla domanda di prima. La Bibbia ci rimanda ad una visione negativa di cuore? La risposta è: sì. Ma non è una risposta definitiva. Diciamo che è un sì, a meno che Qualcuno non operi un trapianto.
Ecco allora cos'è il Cuore Sacratissimo di Gesù, che festeggiamo oggi: è il cuore nuovo offerto per noi, affinché possa essere trapiantato nel nostro organismo spirituale per farci rivivere nella pienezza di gioia.

Recita
Cristian Messina

Musica di sottofondo
Arrangiamento musicale di Gabriele Fabbri

Meditazione
Don Franco Mastrolonardo

Letture di Venerdì 12 Giugno 2026
Solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù 

Prima Lettura
Dal libro del Deuteronòmio
Dt 7,6-11

Mosè parlò al popolo dicendo:
«Tu sei un popolo consacrato al Signore, tuo Dio: il Signore, tuo Dio, ti ha scelto per essere il suo popolo particolare fra tutti i popoli che sono sulla terra.
Il Signore si è legato a voi e vi ha scelti, non perché siete più numerosi di tutti gli altri popoli – siete infatti il più piccolo di tutti i popoli –, ma perché il Signore vi ama e perché ha voluto mantenere il giuramento fatto ai vostri padri: il Signore vi ha fatti uscire con mano potente e vi ha riscattati liberandovi dalla condizione servile, dalla mano del faraone, re d’Egitto.
Riconosci dunque il Signore, tuo Dio: egli è Dio, il Dio fedele, che mantiene l’alleanza e la bontà per mille generazioni, con coloro che lo amano e osservano i suoi comandamenti; ma ripaga direttamente coloro che lo odiano, facendoli perire; non concede una dilazione a chi lo odia, ma lo ripaga direttamente.
Osserverai, dunque, mettendoli in pratica, i comandi, le leggi e le norme che oggi ti prescrivo».


Salmo Responsoriale
Dal Sal 102 (103)

R. L'amore del Signore è per sempre.
Benedici il Signore, anima mia,
quanto è in me benedica il suo santo nome.
Benedici il Signore, anima mia,
non dimenticare tutti i suoi benefici. R.

Egli perdona tutte le tue colpe,
guarisce tutte le tue infermità,
salva dalla fossa la tua vita,
ti circonda di bontà e misericordia. R.

Il Signore compie cose giuste,
difende i diritti di tutti gli oppressi.
Ha fatto conoscere a Mosè le sue vie,
le sue opere ai figli d’Israele. R.

Misericordioso e pietoso è il Signore,
lento all’ira e grande nell’amore.
Non ci tratta secondo i nostri peccati
e non ci ripaga secondo le nostre colpe. R.

Seconda Lettura
Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo
1Gv 4,7-16

Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l’amore è da Dio: chiunque ama è stato generato da Dio e conosce Dio. Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore.
In questo si è manifestato l’amore di Dio in noi: Dio ha mandato nel mondo il suo Figlio unigenito, perché noi avessimo la vita per mezzo di lui.
In questo sta l’amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati.
Carissimi, se Dio ci ha amati così, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri. Nessuno mai ha visto Dio; se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi e l’amore di lui è perfetto in noi. In questo si conosce che noi rimaniamo in lui ed egli in noi: egli ci ha donato il suo Spirito.
E noi stessi abbiamo veduto e attestiamo che il Padre ha mandato il suo Figlio come salvatore del mondo. Chiunque confessa che Gesù è il Figlio di Dio, Dio rimane in lui ed egli in Dio. E noi abbiamo conosciuto e creduto l’amore che Dio ha in noi.
Dio è amore; chi rimane nell’amore rimane in Dio e Dio rimane in lui.

Per domande, ricerca di contenuti e approfondimenti clicca qui

Scarica la nostra App su