Parola del Signore
Dal Vangelo secondo Giovanni 3, 16-18
Testo del Vangelo
In quel tempo, disse Gesù a Nicodèmo:
«Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.
Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.
Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio».
Meditazione
Oggi il Vangelo ci svela una verità teologica. Dio si definisce nel momento in cui agisce. Potremmo dire che Dio è un verbo piuttosto che un nome. O meglio, un verbo di azione, perché è il suo agire che svela la sua vera identità.
Provo a spiegarmi. Quante filosofie o religioni hanno definito Dio nel corso della storia? Dall'uomo primitivo fino ad oggi miriadi di correnti filosofiche e religiose hanno chiamato Dio con tanti nomi diversi. Ma su quali basi si sono fondati per nominare Dio? E quanti di questi nomi sono risultati credibili? Lo sappiamo: certe interpretazioni di Dio non solo sono false, ma anche fuorvianti, al punto che disonorano lo stesso Dio. Lo bestemmiano.
Come sappiamo allora il vero nome di Dio?
Ecco oggi il Vangelo ce lo consegna nell'atto del suo agire.
Funziona, e scusate il paragone forse inopportuno, come nei film. Nei grandi film. La vera identità del protagonista di un film prende forma attraverso un’azione, una scelta fattiva che rivela alla fine la verità morale del personaggio.
Mi permetto una breve panoramica cinematografica, che penso possa aiutarci nel capire meglio la questione.
La storia narrativa di un film funziona spesso così: il protagonista parte bloccato, ferito o ambiguo, poi viene chiamato a scegliere, e quella scelta rivela la sua vera identità. Pensiamo a film come Casablanca, Mezzogiorno di fuoco, Sentieri selvaggi, Taxi Driver, Toro scatenato o Mission che certamente avrete visto, dove Rodrigo Mendoza dopo aver ucciso il fratello passa da una rassegnazione dettata dal senso di colpa ad una forma di espiazione che compie nello scegliere di seguire il gesuita Padre Gabriel: si carica di un fardello, fatica, lotta, a arriva ad espiare combattendo per quegli indios che nella vita passata aveva schiavizzato e ucciso. Nel film "Io capitano" di Garrone, il protagonista Said passa da uno dei tanti ragazzi che fuggono dalle loro terre, al capitano del titolo, nel momento in cui decide di guidare quella nave e assumersi le responsabilità di tutti gli altri. O in Gran Torino di Clint Eastwood dove il protagonista Walt interpretato dallo stesso regista si manifesta progressivamente nelle sue azioni: difende i vicini, li accoglie, ripara, insegna, condivide il cibo, poi rinuncia alla violenza come soluzione immediata. Questi gesti fanno emergere una verità più profonda del personaggio, che non coincide con il burbero razzista iniziale, ma con la capacità di donarsi e di riconoscere l’altro.
Insomma ritornando al Vangelo anche Dio si identifica con il suo agire. Come? Dandoci il suo Figlio Unigenito. Ecco il verbo di azione: dare. Dal cielo si è mosso è ci ha dato il suo figlio che è Dio. Da questa azione fondamentale sappiamo che Dio è Amore. Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito. L'azione rivela l'Amore.
Ma se Dio non si fosse mosso, non avesse agito, non avesse dato quel Figlio al mondo, se non ci fosse stata l'Incarnazione, la sua morte in croce per noi, quale immagine di Dio avremmo oggi? Posso azzardare? Un Dio ignoto.
Dio Amore lo scopriamo solo quando Dio agisce. Il Padre invia il Figlio e il Figlio invia lo Spirito Santo. Quanta bellezza di azione nel nostro Dio Uno e Trino.
Recita
Sara Urbinati
Musica di sottofondo
Gabriele Fabbri
Meditazione
Don Franco Mastrolonardo
Letture di Domenica 31 Maggio
Solennità della SS Trinità
Prima Lettura
Dal libro dell’Èsodo
Es 34,4b-6.8-9
In quei giorni, Mosè si alzò di buon mattino e salì sul monte Sinai, come il Signore gli aveva comandato, con le due tavole di pietra in mano.
Allora il Signore scese nella nube, si fermò là presso di lui e proclamò il nome del Signore. Il Signore passò davanti a lui, proclamando: «Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di amore e di fedeltà».
Mosè si curvò in fretta fino a terra e si prostrò. Disse: «Se ho trovato grazia ai tuoi occhi, Signore, che il Signore cammini in mezzo a noi. Sì, è un popolo di dura cervìce, ma tu perdona la nostra colpa e il nostro peccato: fa’ di noi la tua eredità».
Salmo Responsoriale
Dn 3,52-56
R. A te la lode e la gloria nei secoli.
Benedetto sei tu, Signore, Dio dei padri nostri. R.
Benedetto il tuo nome glorioso e santo. R.
Benedetto sei tu nel tuo tempio santo, glorioso. R.
Benedetto sei tu sul trono del tuo regno. R.
Benedetto sei tu che penetri con lo sguardo gli abissi
e siedi sui cherubini. R.
Benedetto sei tu nel firmamento del cielo. R.
Seconda Lettura
Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
2Cor 13,11-13
Fratelli, siate gioiosi, tendete alla perfezione, fatevi coraggio a vicenda, abbiate gli stessi sentimenti, vivete in pace e il Dio dell’amore e della pace sarà con voi.
Salutatevi a vicenda con il bacio santo. Tutti i santi vi salutano.
La grazia del Signore Gesù Cristo, l’amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi.
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