Parola del Signore
Dal Vangelo secondo Giovanni 20,1-9
Testo del Vangelo
Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.
Corse allora e andò da Simon Pietro e dall'altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l'hanno posto!».
Pietro allora uscì insieme all'altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l'altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.
Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario - che era stato sul suo capo - non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.
Allora entrò anche l'altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.
Meditazione
Accade tutto questa notte. Non chiediamoci l’ora come in un verbale di polizia, e non indaghiamo neanche sul come. I telegiornali e i media oggi non finirebbero di commentare, interpretare e stordirci tutti i minuti per una notizia di tale portata. Per fortuna il fatto è accaduto 2000 anni fa lontano da telecamere, sensori, e tutto ciò che la tecnologia oggi offre per fotografare l’evento e poi restituire non tanto la verità oggettiva, quanto spesso l’ennesima fake news. Lo sappiamo ormai: le verità sono intrappolate nei social, i fatti sono completamente opinabili e se vogliamo guardare anche gli eventi sportivi, andando a mettere il dito nella piaga del calcio, anche il var non assicura più l’oggettività dell’accaduto. Quindi ribadiamo, fortuna che tutto è accaduto 2000 anni fa. Inoltre la verità di fede può essere supportata dalla scienza, ma non garantita perchè la verità, con la V maiuscola si nasconde dalla presunzione della certezza; si svela piuttosto alla fiducia dell’umiltà. La parola stessa in greco è alètheia (ἀλήθεια) che significa "svelamento" o "disvelamento" (da a- privativo e lanthano, nascondere). Quindi la verità dei fatti di questa notte ci vengono rivelati dall’alto e li comprendiamo solo con uno sguardo di fiducia.
E noi riponiamo la fiducia nelle scritture, per questo è il vangelo è la verità a cui attingiamo per cercare di comprendere, perchè il Verbo si svela agli occhi di chi crede.
Quindi andiamo a vedere cosa il vangelo ci dice circa il fatto più importante della storia: la Resurrezione di Gesù.
Intanto sappiamo il giorno. Il primo giorno della settimana, cioè per gli ebrei il giorno dopo il sabato. Oggi la chiamiamo Domenica, giorno del Signore, in latino dies domini, in inglese Sunday giorno del sole. In effetti è scritto nel vangelo che stava albeggiando, quindi c’era un sole nascente.
Ed è a motivo dell’albeggiare che Maria Maddalena e l’altra Maria possono andare al sepolcro. Non lo potevano fare il sabato, perchè vietato dalla legge e non lo potevano fare di notte per ovvi motivi. La prima luce del giorno gli permette di uscire. Ed è simbolico tutto questo. Perché nella fede è la luce che permette di fare i primi passi, è la luce che induce al movimento, alla ricerca di Dio. Serve sempre serve una intuizione, un po’ di luce per far muovere i cuori.
Ebbene in questa luce nascente del primo giorno dopo il sabato, arriva un terremoto. Dice il vangelo: Ed ecco, vi fu un gran terremoto. Ora l’evangelista ce l’ha un po con questi terremoti. Pensate che nel suo vangelo ne presenta addirittura quattro usando lo stesso verbo seio, cioè smuovere la terra: accade durante la tempesta sul lago, che per matteo è un maremoto, e quando Gesù entra in Gerusalemme. Il suo ingresso che scuote la fondamenta della città.
Poi gli ultimi due sono a ridosso di poche ore l’uno dall’altro. Il terzo, il Venerdì santo, alla morte di Gesù, a séguito della quale «la terra tremò, le rocce si spezzarono, i sepolcri si aprirono e molti corpi di santi, che erano morti, risuscitarono» e il quarto appunto all’alba del primo giorno della settimana, quando Maria di Magdala e l’«altra Maria» stanno giungendo al sepolcro.
Ora questi terremoti per l’evangelista Matteo sono delle vere e proprie teofanie, cioè manifestazioni di Dio. E queste ultime due intendono dirci qualcosa di molto importante.
Intanto quella del venerdì santo. Quando Gesù muore. Nel vangelo apocrifo di Pietro viene detto che il terremoto arriva quando gli vengono tolti i chiodi dalle mani e dai piedi. Interessante perché la spiegazione teologica spirituale è un po la stessa. Il terremoto in termini geologici è la rottura di un equilibrio della crosta terrestre, che improvvisamente cede e si sposta, creando una nuova disposizione nel sottosuolo. In termini spirituali è un evento che rompe un equilibrio per crearne uno nuovo. Il terremoto nel vangelo di Matteo è davvero epocale. Dice che il velo del tempio si squarciò in due, da cima a fondo, a significare che si rompe letteralmente il principio su cui regge la religione giudaica e da questo terremoto si liberano dai sepolcri i nuovi santi cioè i credenti e chi sono i nuovi credenti. Aggiunge poi Matteo: Il centurione, e quelli che con lui facevano la guardia a Gesù, alla vista del terremoto e di quello che succedeva, furono presi da grande timore e dicevano: "Davvero costui era Figlio di Dio! Capiamo ora cosa è successo? Il terremoto ha rotto gli equilibri e ha creato un nuovo ordine. Non più il tempio, ma i credenti. Non solo i giudei, ma anche i romani, i pagani.
Ma su cosa è basato questo nuovo ordine spirituale?
Andiamo a rivedere nel vangelo cosa accade alle donne che stanno giungendo al sepolcro.
La versione CEI che abbiamo letto dice così: “Ed ecco, vi fu un gran terremoto. Un angelo del Signore, infatti, sceso dal cielo, si avvicinò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa”.
Fermiamoci sulla congiunzione infatti. Un angelo del Signore, infatti… Quella congiunzione infatti non è abbastanza fedele al greco. Il termine gar in greco è una congiunzione causale‑esplicativa: in italiano si rende meglio con “perché” cioè spiega il perché di ciò che è stato detto prima: collega un fatto o una frase a una motivazione, una ragione o una spiegazione. Quindi come traducono quasi tutte le altre bibbie dobbiamo leggere: Ed ecco, vi fu un gran terremoto perchè un angelo scendendo dal cielo si avvicinò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa. E’ l’angelo a provocare il terremoto.
L’angelo come dicevamo prima è l’elemento teofanico. Ma ancora non è abbastanza perchè si fondi il nuovo ordine spirituale di cui si parlava precedentemente.
A differenza degli altri terremoti qui è richiesta la partecipazione attiva dell’uomo. Anzi delle donne. E sta qui il principio del cristianesimo nello sguardo delle donne.
Ecco dicevo all’inizio: niente telecamere, niente selfie, niente tecnologia a registrare l’evento, ma lo sguardo e la fede di due donne. In quel momento le guardie romane sono tramortite dall’evento, come a dire non è per loro, non è per i loro sguardi privi di fede. Loro sono come morti.
Invece le donne no, sono si impaurite ma rimangono vive di fronte alla teofania. Inoltre sono rassicurate dall’angelo: Non abbiate paura! So che cercate Gesù, il crocifisso. 6Non è qui. È risorto, infatti, come aveva detto; venite, guardate il luogo dove era stato deposto.
Venite e vedete. Questo è il passaggio di fede. Le donne non scappano, non rimangono tramortite, ma ascoltano la voce e vanno, vedono e credono. La teofania è stata registrata non da una telecamera ma dal cuore umile e fiducioso di due donne.
A quel punto il sole non albeggia più e si fa vedere. Abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l'annuncio ai suoi discepoli. Ed ecco, Gesù venne loro incontro e disse: "Salute a voi!". Ed esse si avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono.
Ecco il centro della nostra fede, ecco il nuovo ordine spirituale mosso dal terremoto, ecco la liturgia che viviamo questa notte Tutto è nato dallo sguardo fiducioso di due donne. Il Signore Gesù è risorto. Veramente è risorto.
Recita
Caterina Villa, Chiara Zanca, Federica Antonelli, Giulia Marchionna
Meditazione
Don Franco Mastrolonardo
Omelia della Veglia pasquale del 5 Aprile 2026.
Musica di sottofondo
P.H.Erlebach. Halleluja. Performer Michel Rondeau. Diritti Creative Commons. musopen.org
Letture di Domenica 5 Aprile 2026
Domenica di Resurrezione
Prima Lettura
Dagli Atti degli Apostoli
At 10,34a.37-43
In quei giorni, Pietro prese la parola e disse: «Voi sapete ciò che è accaduto in tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; cioè come Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nàzaret, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui.
E noi siamo testimoni di tutte le cose da lui compiute nella regione dei Giudei e in Gerusalemme. Essi lo uccisero appendendolo a una croce, ma Dio lo ha risuscitato al terzo giorno e volle che si manifestasse, non a tutto il popolo, ma a testimoni prescelti da Dio, a noi che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti.
E ci ha ordinato di annunciare al popolo e di testimoniare che egli è il giudice dei vivi e dei morti, costituito da Dio. A lui tutti i profeti danno questa testimonianza: chiunque crede in lui riceve il perdono dei peccati per mezzo del suo nome».
Salmo Responsoriale
Dal Sal 117 (118)
R. Questo è il giorno che ha fatto il Signore: rallegriamoci ed esultiamo.
Rendete grazie al Signore perché è buono,
perché il suo amore è per sempre.
Dica Israele:
«Il suo amore è per sempre». R.
La destra del Signore si è innalzata,
la destra del Signore ha fatto prodezze.
Non morirò, ma resterò in vita
e annuncerò le opere del Signore. R.
La pietra scartata dai costruttori
è divenuta la pietra d'angolo.
Questo è stato fatto dal Signore:
una meraviglia ai nostri occhi. R.
Seconda Lettura
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossési
Col 3,1-4
Fratelli, se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove è Cristo, seduto alla destra di Dio; rivolgete il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della terra.
Voi infatti siete morti e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio! Quando Cristo, vostra vita, sarà manifestato, allora anche voi apparirete con lui nella gloria.
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