Parola del Signore
Dal Vangelo secondo Matteo 17,1-9
Testo del Vangelo
In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio, l'amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo». All'udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: «Alzatevi e non temete». Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo. Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell'uomo non sia risorto dai morti».
Meditazione
Quello che abbiamo sentito era un vecchio film di Ermanno Olmi dal titolo "Durante l’estate". Mi serve da intro al tema delicato e complesso della luce.
L’esperienza della trasfigurazione che abbiamo letto è una vera e propria esperienza di luce.
Vorrei allora partire da questa domanda. Da dove arriva la luce? La risposta parrebbe facile: dal sole. In effetti non è così scontato. Se guardiamo la creazione nella Bibbia, nel libro della Genesi la luce arriva prima della creazione del sole. Dio fece la luce nel primo giorno, mentre gli astri del cielo solamente nel quarto. Quindi la Genesi ci propone una concezione nella quale il sole non è la causa prima della luce del giorno, ma sembra esserne, piuttosto, un segno distintivo, con funzioni di calendario e di lampada per illuminare la terra. Funzione analoga svolge la luna nei confronti della notte.
La luce che ci avvolge in effetti non è concentrata in un disco di dimensioni ridotte, ma è presente dovunque in forme e colori diversi: nell’azzurro del cielo sereno, nel rosso dell’alba e del tramonto, nel grigiore delle nubi e delle nebbie, nei colori del paesaggio. Non è così immediato pensare che si tratti della stessa luce, soprattutto quando il sole è già tramontato ed il cielo è ancora luminoso.
Questa complessità della luce riguarda anche la fisica. Newton, uno che se ne intendeva, addirittura scelse di non interrogarsi troppo sulla luce quanto sui colori. Sosteneva che la luce sparisce, rimangono i colori. Sono i colori che spiegano la luce e non la luce i colori. Per Newton la proprietà della luce è un "qualcosa" senza determinare cosa sia effettivamente.
Quindi rispondendo alla domanda iniziale potremmo affermare che l’origine della luce è tanto complessa quanto misteriosa.
A livello esegetico spirituale questa introduzione mi serve a spiegare il fenomeno della trasfigurazione. Il verbo trasfigurare metamorfomai appare in tutta la Bibbia solo quattro volte e, sentite un po', è sempre al passivo. Questo vuol dire che Gesù stesso non si è trasfigurato, cioè non si è fatto luce da solo, ma Lui stesso è stato illuminato. Da dove, da chi? Non si sa. Sappiamo però che in una esperienza eccezionale di preghiera, come quella del Tabor, si è aperto così totalmente alla luce che le sue vesti sono diventate candide, un brano parallelo dice "bianchissime", cioè rivelatrici di luce. Il bianco infatti accoglie tutta la luce, mentre il nero la imprigiona.
Nel creato ogni cosa trova il suo posto, il suo colore. Così anche noi troviamo il nostro colore nel momento in cui la Luce ci attraversa.
Come di un oggetto vediamo un colore, perché è l’unico che riflette mentre gli altri li assorbe, così anche noi di fatto conteniamo tutti i colori ma ne riflettiamo solo alcuni. Dipende dalla nostra capacità di aprirci alla luce. I santi riflettono la Luce in maniera più totalizzante rispetto a noi. Alcuni al contrario potrebbero non riflettere nulla. In fisica sappiamo che il carbone e il diamante hanno le stesse proprietà eppure i colori sono all’opposto, perché il nero trattiene e non riflette, mentre il bianco riflette tutti i colori. Quindi in sintesi tutti noi abbiamo le potenzialità per lasciarci attraversare dalla luce con tante sfumature diverse di colori. Più ci apriamo alla luce divina, più ci apriamo alla trasfigurazione, più ci apriamo a Dio e più diventiamo brillanti, solari e contagiosi della santità.
Recita
Simona Mulazzani
Musica di sottofondo
Arrangiamento musicale con chitarra di Gabriele Fabbri
Meditazione
Don Franco Mastrolonardo
Letture di Domenica 1 Marzo 2026
II Domenica di Quaresima
Prima Lettura
Dal libro della Gènesi
Gn 12,1-4a
In quei giorni, il Signore disse ad Abram:
«Vàttene dalla tua terra,
dalla tua parentela
e dalla casa di tuo padre,
verso la terra che io ti indicherò.
Farò di te una grande nazione
e ti benedirò,
renderò grande il tuo nome
e possa tu essere una benedizione.
Benedirò coloro che ti benediranno
e coloro che ti malediranno maledirò,
e in te si diranno benedette
Tutte le famiglie della terra».
Allora Abram partì, come gli aveva ordinato il Signore.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 32 (33)
R. Donaci, Signore, il tuo amore: in te speriamo.
Retta è la parola del Signore
e fedele ogni sua opera.
Egli ama la giustizia e il diritto;
dell'amore del Signore è piena la terra. R.
Ecco, l'occhio del Signore è su chi lo teme,
su chi spera nel suo amore,
per liberarlo dalla morte
e nutrirlo in tempo di fame. R.
L'anima nostra attende il Signore:
egli è nostro aiuto e nostro scudo.
Su di noi sia il tuo amore, Signore,
come da te noi speriamo. R.
Seconda Lettura
Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo a Timòteo
2 Tm 1,8b-10
Figlio mio, con la forza di Dio, soffri con me per il Vangelo. Egli infatti ci ha salvati e ci ha chiamati con una vocazione santa, non già in base alle nostre opere, ma secondo il suo progetto e la sua grazia. Questa ci è stata data in Cristo Gesù fin dall'eternità, ma è stata rivelata ora, con la manifestazione del salvatore nostro Cristo Gesù. Egli ha vinto la morte e ha fatto risplendere la vita e l'incorruttibilità per mezzo del Vangelo.
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