Testo della catechesi. II parte
È questa la lettera ai colossesi probabilmente il più antico degli scritti cosiddetti Deuteropaolini come abbiamo già avuto occasione, soprattutto di dimostrare la scorsa volta nella scorsa lettura che abbiamo fatto della lettera Colosse o Colossi questa città non aveva il suo interno una comunità cristiana che non era stata fondata da Paolo né mai visitata dall'apostolo come si può intuire da una dichiarazione che troviamo nell'interno di questo scritto nel capitolo due al versetto primo si dice voglio infatti che sappiate quale dura lotta io devo sostenere per voi per quelli di Ladicea e per tutti coloro che non mi hanno mai visto di persona Chi teneva i contatti perciò tra l'apostolo e questa comunità stando ai dati offerti dalla lettera c'è una figura che emerge una figura di colossese di cui forse avrete sentito parlare qualche volta, anche se poi è scivolata così nella marginalità del nuovo testamento, senza mai essere stato considerato, per esempio come è avvenuto per tutti gli altri, un santo pensiamo Tito e Timoteo che entra sono entrati nel calendario di tutte le grandi confessioni cristiane si tratta di epafra eppure Paolo di lui ci ha lasciato un ritratto un ritratto ripetuto nell'interno di questa lettera o comunque il ritratto che noi abbiamo può essere riferito sicuramente all'opinione comune che circolava negli ambiti Paolini sentiamo infatti nel capitolo primo ai versetti 78 questa rappresentazione di epafra voi avete ascoltato la verità dell'Evangelo l'avete appresa da epafra nostro caro compagno nel ministero egli ci supplisce come un fedele ministro di Cristo e ci ha pure manifestato il vostro amore nello spirito e ancora nel capitolo quarto ai versetti 12 13 ci incontriamo ancora con la sua presenza Sentiamo infatti che vi saluta epafra servo di Cristo Gesù che è dei vostri e quindi un colossese il quale non cessa di lottare per voi nelle sue preghiere. Questa è un'espressione che ritroviamo anche nella lettera ai Rommani la preghiera come lotta la preghiera come confronto col mistero La preghiera anche come strada per combattere il male che ci circonda non cessa di lottare per voi nelle sue preghiere perché siate saldi perfetti e aderenti a tutti i voleri di Dio tra parentesi, se voi proseguite per un versetto e risalite per qualche versetto nel capitolo quarto trovate altri personaggi ben più noti del nuovo testamento nell'interno di questa lettera infatti, nel versetto 14º voi trovate questa indicazione vi salutano Luca il caro medico e Dema entra in scena Luca probabilmente l'evangelista e se risaliamo invece al versetto 10º sempre nel capitolo quarto della lettera incontriamo Aristarco mio compagno di carcere e Marco il cugino di Barnaba riguardo al quale avete ricevuto istruzioni se verrà da voi fategli buona accoglienza appare anche Giovanni Marco presente negli atti degli apostoli, col quale Paolo voi sapete se avete letto gli atti degli apostoli aveva avuto anche un diverbio al punto tale da allontanarlo da sé qui sembrerebbe invece ritornato ancora nel contatto e nella collaborazione di Paolo. Ecco la figura di Epafra di cui tra l'altro nel versetto 13º gli si rende testimonianza che si impegna a fondo per voi come per quelli di La Odicea di Gerpoli è qupa fra è era stato probabilmente il missionario cristiano della Valle del Lico. il Lico è un affluente del fiume Meandro un celebre fiume che ha dato origine al nome al termine al vocabolo meandro, proprio per il suo percorso particolarmente sinosoidale e nell'interno di questa valle nell'entroterra della regione E Fesina, egli aveva portato l'Evangelo in una regione che aveva delle città di grande importanza come l'Adicea come Gererapoli che abbiamo ricordato l'ultima volta la grande città dalle cascate pietrificate Pamukale l'attuale e l'aveva portata anche come vedete salendo lungo la valle in questo centro che in quel periodo cominciava già a risentire un po'' della crisi, perché era già avvenuto come vi ho ricordato nell'ultima lettura un terremoto che aveva ridimensionato la situazione di questa città celebrata da senofonte come un importante città colosse ancora nell'interno di questa lettera abbiamo un'altra piccola indicazione e poi concludo su questa indicazione su queste curiosità di cornice della lettera a questi personaggi, vedete della chiesa delle origini che emergono scompaiono. C'è un altro personaggio sappiamo che chi porta la lettera lo si dice sempre nel capitolo quarto dal versetto sette in avanti da sette al nove e questo personaggio si chiama Tichico e anche lui riceve il suo piccolo ritratto tutto quanto mi riguarda ve lo riferirà Tichico il caro fratello ministro fedele mio compagno nel servizio del signore che io mando a voi, perché conosciate le nostre condizioni e perché ricchi conforto i vostri cuori ed ecco un altro personaggio ancora della chiesa delle origini. Con lui si continua av verrà anche oneesimo il fedele caro fratello che è dei vostri anch'egli un colossese essi vi informeranno su tutte le cose di qui come vedete i personaggi in questione sono la una possibilità quasi a noi offerta di entrare nell'interno della chiesa di Colosse nell'interno di queste comunità delle origini, i cui le cui presenze sono state registrate nell'interno del nuovo testamento insieme, per esempio quella lunga lista di personaggi che conclude la lettera i romani e in quel caso dovremmo dire anche quella serie quella teoria di donne che vengono evocate dalla lettere romani sarebbe perciò interessante riuscire una volta a portar fuori dall'anonimato non perché non abbiano nome, ma perché hanno ricevuto poi una specie di oblio. Tutti questi personaggi minori, soprattutto quelli poi degli atti degli apostoli e ci accorgeremmo che noi del nuovo Testamento della chiesa dell'origine abbiamo una conoscenza, almeno anagrafica particolarmente ricca si tratterebbe quasi di una legione di personaggi diversi minori che però hanno lasciato la loro il loro piccolo segno la loro Stigmata quasi nell'interno degli iscritti ne testamentali, ma ora dobbiamo affrontare invece una questione molto più nodale ne affronteremo due in realtà la cosiddetta eresia di colosse a cui avevo già fatto riferimento nell'ultimo nostro incontro e secondo il nucleo cristologico della lettera parliamo un po'' di questa eresia. beh, prima di tutto noi riusciamo a capire abbastanza bene che questa che questa comunità era composta da pagani non era una comunità prevalenza giudaica basterebbe soltanto ascoltare qualche versetto sul tipo di quello che troviamo in uno 21 anche voi un tempo eravate stranieri nemici ora egli vi ha riconciliati in uno 27 troveremmo ai quali i santi ai quali Dio vuole far conoscere la gloriosa ricchezza di questo mistero in mezzo ai pagani, cioè Cristo in voi speranza della gloria quindi voi pagani è qualcosa del genere emerge anche nel capitolo terzo al versetto settimo anche voi un tempo eravate così quando la vostra vita era immersa in questi vizi si tratta di eh una comunità, quindi di matrice gentile e matrice etnica non giudaica Qual è questa eresia di colossi di cui gli studiosi parlano e che costituisce quasi il il che dà origine al nocciolo teologico della lettera, qual è questa eterodossia di questa comunità cristiana ma la dobbiamo ricostruire tutta e io vi invito poi per vostro conto a leggerlo attentamente ricostruirla dal capitolo secondo e la ricostruiamo naturalmente da un testo che è polemico, quindi non riusciamo del tutto ad avere la definizione esatta di questa eresia perché come sapete i testi polemici sono sempre inesorabilmente parziali. Il capitolo secondo dal versetto quarto al versetto 23 è integralmente dedicato alla questione l'autore della lettera è al riguardo abbastanza implacabile La definizione molto sbrigativa si tratta dice di discorsi capziosi di filosofia vacua sentite per esempio in 24 dico questo perché nessuno vi inganni con argomenti seducenti in otto badate che nessuno vi inganni con la sua filosofia con vuoti raggiri ispirate alla tradizione umana, ma gli studiosi da tempo si sono fissati su due termini che qui purtroppo nella traduzione non dicono francamente nulla. bisognerebbe proprio conoscere, bisogna conoscere l'originale perché il termine originali sono veramente invece tecnici, quindi hanno dei significati ben precisi ed è lì che si spiega l'eresia questi due queste espressioni si trovano due volte un'espressione, una locuzione due volte nel capitolo o nel secondo al versetto ottavo e nel versetto 20. nel versetto ottavo si dice quello che stavamo leggendo poco fa di badate di non lasciarvi raggirare secondo gli elementi del mondo e non secondo Cristo in greco abbiamo tastoicheia tu Cosmo tradurlo non è facile so anch'io questo per ora teniamo presente questi elementi del mondo in realtà è qualcosa di dinamico non gli elementi del mondo soltanto è una specie di energia cosmica. Questa stessa espressione la troviamo ancora nel capitolo secondo, sempre nel versetto 20 se siete morti con Cristo agli elementi del mondo Stokeia tu Cosmo perché lasciarvi imporre eccetera vedete due volte la stessa formulazione ora ci si chiede che cosa vuol dire esattamente questo rischio che poi dopo viene specificato come vedremo con altri termini con un'altra terminologia, ma si ritiene che costoro fossero stati si fossero lasciati tentare questi cristiani da una forma di sincretismo, cioè una miscela una mistura di tipo religioso che univa elementi pagani o elementi giudaici che la piccola comunità che la comunità giudaica aveva locale aveva eh comunicato alla comunità cristiana. Oppure avevano miscelato questi elementi, oppure si erano lasciati lentamente trascinare da qualche corrente ideologica Che aveva una matrice legata proprio a una visione un po'' panteistica, ma cerchiamo eh di precisarlo ricorrendo a quanto noi conosciamo della cultura del tempo E qui abbiamo due ambiti due aree nelle quali nei quali entrare la prima area è quella dell'ellenismo nel mondo greco, noi sappiamo che esisteva una tradizione che concepiva diffuso anche il premia del mondo storico che concepiva tutto il mondo come una specie di grande groviglio di energie divine era un passaggio quasi di scintille divine nell'interno di tutta la realtà nell'interno di tutto l'orizzonte nell'interno dell'uomo stesso e in maniera particolare, alcune di queste energie filtravano attraverso il cielo per cui si si ci si dovrebbe orientare verso potenze cosmiche misteriose che stanno sopra di noi che ci guidano e che quindi conducono un po' tutta la storia in una maniera fatalistica. E dopotutto voi sapete che ancora i nostri giorni ogni tanto appaiono queste forme naturalmente dobbiamo dire ora in modi molto più cialtroneneschi, forme di tipo astrologico o di cose del genere che suppongono che ci siano qualche in qualche modo quasi dei filari che scendono direttamente dalle stelle che si annodano hai alle teste degli uomini o alle mani degli uomini guidandoli ecco questa visione fatalistica panteistica era diffusa nel mondo greco in una forma nobile nella nelle filosofie in una forma popolare invece che rasentava appunto la superstizione come avviene ai nostri giorni attraverso appunto tutte queste. fanfalucche delle degli oroscopi Dall'altra parte abbiamo il giudaismo il giudaismo aveva una particolare il tardo giudaismo, vedi per esempio il secondo libro dei maccabei aveva una venerazione particolare per queste potenze angeliche che vagolavano per l'aria e che avevano nel libro di Daniele lo si vede molto bene avevano anche alcuni di questi angeli avevano la funzione di essere i coloro che tutelavano le singole nazioni ogni nazione aveva un suo angelo che la guidava e qui nella lettera abbiamo effettivamente degli elementi che vanno in questa direzione, per cui dovremmo forse stare anche un po' attenti al mondo giudaico che aveva influito considerevolmente sul mondo sul mondo anche cristiano pagano di origine pagana tra l'altro gli apocrifi giudaici più popolari o il pensatore più celebre di allora il più venduto di allora era eh il più noto dei pensatori raffilone il libro apocrifo più venduto era il libro di Enox ecco questi libri erano del tutto pieni di queste speculazioni sulle potenze angeliche e sulle loro funzioni. Questo elemento noi lo troviamo ve l'avevo già fatto indicare l'ultima volta se voi ricordate io avevo fatto passare attraverso tre testi che ora riprendo e che sicuramente avrete in mente dove appaiono le potenze angeliche in uno 16 abbiamo che per mezzo di Cristo sono state grate tutte le cose visibili invisibili troni dominazioni principati e postà. Le gradazioni tipiche delle sfere angeliche che poi sono state ereditate anche dal cristianesimo due 10 nel capitolo secondo al versetto 10, voi avete in Cristo parte alla sua pienezza di lui, cioè che il capo di ogni principato e di ogni potestà e voi vedete che anche le vostre bibbie che avete in mano hanno la maiuscola Principato e potestà e poi ancora nello stesso capitolo versetto 15 Cristo ha privato della loro forza i principati e le potestà Dio anzi ha privato della loro forza i principati e le potestà la cosa diventa ancora più esplicita se sempre nell'interno di quel capitolo secondo che ho detto che quello che ci permette di capire quale eresia e poi dopo tireremo le fila da queste indicazioni, prendiamo il versetto 18 e riusciamo a capire veramente di che cosa erano accusati i colossesi cristiani dall'autore della lettera. Si dice nessuno vi impedisca di conseguire il premio compiacendosi in prache di poco conto e nella venerazione degli angeli, il termine grecusato è frescheia tangelon frescheria è quasi è l'adorazione degli angeli stessi e allora a questo punto, io penso che possiamo tirare una conclusione anche sulla base della cristologia che poi vedremo secondo i Colossesi Cristo non era superiore alle potenze angeliche, ma era come un primo interpare più o meno quello che insegnano dei nostri giorni forse non lo sapete, ma che insegnano ai nostri giorni testimoni di Geo. I quali affermano che Cristo altro non è che l'arcangelo Gabriele incarnato apparso nell'umanità Per cui l'eresia Colossese è in qualche modo spiegabile, forse con questo paragone con un movimento con un gruppo religioso che non è di per sé cristiano, perché manca delle radici fondamentali che sono quelle cristiane. Tante volte io sento dire così con molta superficialità che i testimoni già sono protestanti. Assol è una è una bestemmia teologica. Proprio però, permette di vedere come lo sbandamento popolare e perché è uno sbandamento popolare rischioso anche i nostri giorni certi movimenti, certi gruppi, certe sette se è un cristianesimo è impazzito. Con certi sbandamenti possono avere però una loro spiegazione ben precisa, soprattutto vedete quando si entra un po' nel metà fisico nel me teologico difatti l'idea fondamentale era questa Cristo altro non è che un mediatore tra i mediatori tra terra e cielo per questo che nella lettera adesso vedremo lalogia si continua a martellare l'idea che unico solo è il mediatore tra terra e cielo l'unico che tiene insieme il finito e l'infinito il trascendente e il creato Lui solo è capace di redimere cosmo e umanità lui solo è ploma pienezza di Dio e non ci sono tanti pleromata tante pienezze tanti quanti sono questi principati potestao angeli. Ecco che cosa fosse questa eresia lo riusciamo anche a vedere un'resia che gli studiosi pensano che sia di tipo pregnostico. E qui, io non voglio entrare in questo settore che è molto affascinante, perché una delle eresie della chiesa delle origini in assoluto. Tra le più affascinanti tra le più complesse nate da intellettuali e ramificatasi soprattutto dall'Egitto, poi lentamente diffusa sin in in molte altre chiese è stata proprio l'eresia agnostica che ha veramente dei percorsi che sono di una complessità straordinaria che noi siamo riusciti a conoscere. Dal 1954 in avanti quando sono stati trovati i famosi quaderni. I papiri difammadi è una regione dell'altro una piccolo centro dell'alto Egitto, dove per caso sono venuti alla luce da una caverna e sono venuti alla luce nella maniera più strana possibile, come spesso succede in questi casi. O un tale che stava fuggendo dalla vendetta del clan rivale. E si era rifugiato in questa grotta e mentre era lì e cercava faceva passare le grotte vicine sempre col terrore che si profilassero all'orizzonte e giustizieri del clan avverso e un giorno ha trovato questa queste anfore piene di quaderni e piene di scritti. Scritti copti, scritti che lui non conoscevo, che poi dopo quando riuscì a ritornare. Al Cairo, portò alla sua madre. E quando poi la notizia anni dopo arrivò anche le autorità, andarono a sequestrare questa vecchietta e questi quaderni e lei confessò molto ingenuamente che ne avevo usati molto per riscaldarsi d'inverno Per cui quelli che possediamo sono soltanto uno spicchio. Di un pensiero che doveva essere estremamente ricco estremamente complesso altri c'erano giunti per fortuna per altre strade. Pensiamo allo stupendo Vangelo gnostico di Tommaso o il Vangelo da poco fuori Filippo, che sono dei testi veramente preziosi, anche per conoscere proprio le grandi origini cristiane. Ecco, ho detto, forse viene da quell'bito, ma aveva anche delle altre conseguenze, per esempio è per questo che io penso che si pensa che la matrice fosse piuttosto giudaica anche l'influsso fosse giudaico. Quando si entra in una in un ambito devozionale, poi si moltiplicano tante piccole pratiche esoteriche. Vedete queste sette questi gruppi anche le associazioni certe associazioni cattoliche certe associazioni devozionare hanno un po'' i loro riti i loro riti segreti. Le loro visioni i loro modi. Di di concepire il mondo di concepire la fede, i loro libri e così qui si vedono per esempio due 16 nessuno dunque vi condanni più in fatto di cibo o di bevanda o riguardo a feste noveluni e sabati quindi vedrete se sono delle diete che erano tipiche di quella comunità. Pensiamo non so tanto che i mormoni per esempio, non possono prendere mai bevande calde, né caffè né tè. Ed è proibito proprio da dall'alo e si ricamano attorno a queste proibizioni specifiche oppure le proprie feste, feste nuovi lunni sabati, questo delle estinenze ascetiche nell'alimentazione la mortificazione del corpo, il rigoretico eccetera lo troviamo ribadito con una certa insistenza che doveva essere veramente come spesso succede una specie di sigla di autoidentificazione in dueventi si dice e 20 seguenti se pertanto siete morti con Cristo agli elementi del mondo, perché lasciarvi imporre come se viveste ancora nel mondo dei precetti quali badate bene anche nelle vostre bibbie avrete di solito le virgolette, perché qui l'autore cita i precetti che venivano imposti da questa setta da questo gruppo, non prendere non gustare non toccare erano delle norme probabilmente di ascesa radicale tutte cose destinate a scomparire con l'uso sono queste dice Paolo in prescrizioni e insegnamenti di uomini. Queste cose hanno un parvenza di sapienza con la loro affettata religiosità e umiltà e austerità riguardo al corpo, ma in realtà non servono che per soddisfare la carne è brutale questo spazzar via tutte queste teorie, queste pratiche insignificanti sì è vero, voi affettate mostrate all'esterno questa religiosità. Cercate di di compiere. Una vita affettatamente ausera Cercate in tutti i modi di controllare il vostro in realtà non è nient'altro che un autocompiacimento una soddisfazione di sé e ancora un ultimo elemento per descrivere questa era anche e per questo che si pensa che fossero proprio ggnostiche queste pregnostiche questi movimenti si parla anche delle visioni delle iniziazioni e lo si dice nel versetto 18, ma qui proprio è importante che abbiamo già letto è importante perché qui si usa un termine tecnico che veniva usato nel mondo dei misteri greci per indicare quelli che entravano nelle visioni. E preparati, magari dopo lun a scesi in una notte particolare di mistero, poi entravano nel mistero. Ecco in due 18 leggiamo nessuno impedisca di conseguire il premio, compiacendosi in pratiche di poco conto nella generazione degli angeli. Abbiamo già spiegato secondo le proprie pretese visioni gonfio di vano orgoglio nella sua mente carnale. Ecco qui letteralmente abbiamo accostandoosi ciascuno Ebate in greco accostandosi a cose viste a pretese visioni questo è proprio il tipico linguaggio misterico il che vuol dire che questi avevano anche delle loro celebrazioni proprio esoteriche in cui i privilegiati entravano e attraverso queste visioni penetravano nel grande mistero che era il mistero, appunto di questi angeli diversi che erano costituirono come una grande corte che stava sopra a noi, a cui centro c'era il Cristo insieme a loro E non dimentichiamo che la storia continua perché anche i nostri giorni, tanti movimenti non dico solo quelli che sono degeneri e che sono andati ai margini e sono saltati fuori dalla grande chiesa, ma certi movimenti che sono anche nell'interno della chiesa di stampo devozionale, spesso Marioologico hanno aspetti di questo genere, aspetti deviati di questo genere con con delle dimensioni certe volte, tipicamente è come se potuto vedere in questo caso, tipicamente anche direi fanatiche eh questa eh tutta la prassi, per esempio dell'asscesi che ha come contraltare la possibilità di essere però alla fine controllati nell'interno di una comunità nella quale potrai avere. Delle esperienze che nessun altro potrà fare Abbiamo quindi conosciuto che cos'è l'eresia dei colossi la venerazione degli angeli basta così no l'eresia di Colossi era un'eresia come ben capite di tipo cristologico era non riconoscere il primato di Cristo e metterlo invece nell'interno di questa visione del mondo e visione di tutto l'essere una visione parziale e pericolosa Bene la lettera spazza via tutte le pratiche di questa comunità di questi gruppi e dice tranquillamente guardate nel versetto 17 tutte queste cose sono ombra schià in greco sono ombra delle cose future la realtà è Cristo e questa è proprio una dichiarazione possente Paolina pratiche di provo conto abbiamo sentito nel versetto 18 orgoglio vano si continuerà a ribadire l'abbiamo già visto anche noi nel versetto 22 cose destinate a scomparire prescrizioni e insegnamenti di uomini, eccetera eccetera, versetto 23 che è durissimo e che abbiamo appena detto 22entita 23. Quindi, Paolo comincia subito l'autore comincia subito con l'eliminarli in un certo senso mette il sigillo dell'erodossia poi però deve ricostruire e la costruzione è quella che ci interessa ed è espresso soprattutto nell'interno del capitolo primo, dove abbiamo la possibilità di incontrarci con un altro degli inni della chiesa delle origini nel capitolo primo, manobbie edizioni normali accorge che una parte del capitolo primo è scritto in versi viene anche ordinato nelle traduzioni in versi, perché si tratta effettivamente di un inno e adesso io dirò quale secondo gli studiosi, quale origine ha questo inno Diciamo subito, però, in premessa una cosa che l'autore è preoccupato e io credo che sia questa una delle preoccupazioni anche nel nostro tempo nel confronto di una della diffusione di una certa facile religiosità è preoccupato della sostanza della fede guardate per esempio come è emblematico il versetto 23 del capitolo primo, restate fondati e fermi nella fede e non vi lasciate allontanare dalla speranza promessa nel Vangelo che avete ascoltato nel quale io Paolo sono ministro vedete proprio questo restare fondati e fermi nella fede e non lasciarsi allontanare la grande tentazione della apostasia e nel Vangelo dice c'è tutto in due tre, per esempio nel quale in Cristo nel suo Vangelo sono nascosti tutti i tesori della sapienza della scienza questa direi un po' la premessa fondamentale non ci sono dice Paolo Midee né ideologie meteorologie né salvatori concorrenti con Cristo non è necessario gli angeli non sono necessari detto in altri termini per la salvezza ci sono ma non sono necessarie l'unico necessario è Ch ed è il fondamento e dice attraverso questo inno. Gli studiosi sono convinti che l'inno sia un inno citato non sia l'inno composto da Paolo dall'autore della lettera. Sì, è un inno cantato, quindi nella chiesa dell'origine ricordate quello di di Efesini uno del capitolo prima di Efesini. Quello era molto bello e solenne e si poteva anche pensare ch appartenesse un PO' alla all'andamento allo svolgimento della lettera stessa. Questo invece sembra che sia stato citato e qui le ipotesi si sprecano c'è cheesemano uno studioso tedesco il quale immagina. Che sia questo inno un inno precristiano persino. Di origine pagana adattato a Cristo battezzato per Cristo un inno gnostico della gnosi pagana del mistero della conoscenza della divinità pagana, applicato a Cristo curiosa ma improbabile questa tesi un altro studioso Lomyer al contrario tedesco, pensa piuttosto che sia un inno giudaico che cantava la riconciliazione tra terra e cielo tra l'umanità e Dio e che è ora applicata questo innoé applicato al Cristo che è il vero riconciliatore, un inno che veniva usato per il chippur sappiamo la famosa festa dell'espiazione quando si riannodava il rapporto tra uomo e Dio certo è che nell'interno di questo inno io sono più incline a vedere la matrice biblica quindi la matrice su dai cioè anche se un inno cristiano tiene presente un concetto che è tipico della Bibbia quello della sapienza una sapienza personificata quasi che è l'anello di congiunzione per tra terra e cielo è una tesi che è affermata nell'antico testamento nel capitolo primo e nel 24si del Siracide era affermato ancor prima dal capitolo ottavo della lettera e del dei proverbi. Era affermato nel libro della sapienza al capitolo settimo a capitolo nono si tratta di un tema quindi costante tra terra e cielo tra Dio e l'uomo c'è come un canale di comunicazione. Questo canale è stato messo da Dio e la sua sapienza la quale entra dentro di noi e ci rende sapienti e rende il mondo ordinato. Ebbene, è facile la conclusione di questo inno è Cristo uguale sapienza la sapienza cantata la sapienza divina cantata nell'Antico testamento e ora Ch gli studiosi anche sono andati più avanti hanno visto anche le correzioni che l'autore ha messo in questo inno. Se avete in mano il testo, riuscite a vederle anche voi nel versetto 18 si dice egli è anche capo del corpo tra parentesi, cioè della chiesa questa è una spiegazione che perché rompe il ritmo tra l'altro è una spiegazione che ha messo l'autore per farsi capire bene il significato del suo messaggio. Poi trovate ancora per esempio, nel versetto 20 la menzione del sangue della croce rappacificando con il sangue della croce della sua croce mentre era originariamente rappacificando per mezzo di lui le cose per un perché nell'interno della lettera si usa sempre l'espressione per mezzo di in lui attraverso lui qui invece introduce il sangue anche che è un tema che percorre che è presente anche in altri punti della lere. Quindi è un inno che è stato ritoccato e se volete trovare qualcosa di simile nel nuovo testamento se volete trovare un altro inno che ha più o meno lo stesso tema in forme completamente diverse con modalità nuove differenti e l'inno di apertura del Vangelo di Giovanni nel IV Vangelo il prologo prologo infatti non è il tanto la non si dirà della sapienza ma si dirà del logos il verbo che scende dal cielo ed entra nella carne degli uomini. Si tratta quindi di una cristologia sapienziale come dicono gli studiosi e la statura di Cristo è la statura cosmica perché egli deve tenere insieme Terra e cielo deve essere lui che unisce tutta la realtà tutto l'essere e qua vediamo i due movimenti dell'inno che leggiamo insieme che sono abbastanza facili da comprendere se una volta abbiamo compreso e teniamo ben stretto quella eresia l'idea di quell eresia quell'eresia che cosa aveva messo tra noi e Dio aveva messo come una specie di tante braccia che ci univano a Dio ed erano tutti queste potenze angeliche questi elementi cosmici, gli antichi elementi cosmici del mondo greco diventati angeli principati, potestà dominazioni e anche Cristo che era il primo di costoro. Ora invece Cristo entra in scena come il tutto l'unico che raccorda i due grandi mondi, due grandi sfere che entrano in lui in contatto. Ricordiamo la celebre frase citatissima di Kirkegor, filosofo danese quando diceva che i due mondi, il mondo dell'uomo il mondo della creazione del creato e il mondo di Dio andavano sulle loro nelle loro orbite si muovevano nei millenni nei secoli nelle ere lungo le loro orbite. In Cristo sono entrate in collisione e lo aggiungeva la collisione non è per un'esplosione ma è per un abbraccio e la tesi di questo inno è proprio tutta qui nell'interno di Cristo che è quello attraverso cui adesso vedremo il moltiplicarsi delle preposizioni per indicare questo legame è il grande legame tra terra e cielo cominciamo a vedere la prima parte. Cristo tiene insieme tutto l'essere tutto il cosmo leggiamo dal versetto 15 in avanti Egli è immagine del Dio invisibile. Questa è una bellissima definizione di non nostro concetto per noi l'immagine che cos'è solo qualcosa che riproduce la realtà e sapete che per il mondo orientale mondo semitico è il mondo biblico e anche un po' il mondo greco l'immagine è la realtà stessa difatti usa l'espressione e come tutta la teologia dell'icona nasce da lì incensa la si venere poi dopo la sia drerà, purtroppo, quando non si avrà più il senso della distanza, ma in quel momento essa rappresenta il divino che si manifesta è l'Epifania del divino Cristo è l'immagine visibile del Dio invisibile è l'icona perfetta di Dio cioè la sua presenza E poi si aggiunge subito dopo generato prima di ogni creatura in greco abbiamo prototocopastisos, cioè primogenito di ogni creatura, cioè nel senso che non perché egli è primogenito di tutti e di tutte le cose create e la differenza vedete tra Gento primogenito e creato, sono due cose ben diverse. Essere generato essere creato Cristo è generato noi siamo creati. E allora ecco la traduzione generato prima di ogni creatura voi vedete che allora Cristo è in un prima assoluto prima che scatti il tempo, perché la creazione da inizio al tempo e l'ora X Eh in cui comincia la grande avventura dell'essere creato, lui era ancora prima generato prima in Dio e poi comincia ecco tutta questa serie in greco sono molto suggestivi queste queste preposizioni che io chiamerei un po' come tutti gli agganci ci sono tre preposizioni che rappresentano l'aggancio di noi con Dio attraverso Cristo sentite per mezzo di lui sono state create tutte le cose e qui c'è la lista, quelle visibili invisibili, ma ricordate anche i troni e le dominazioni principati e potestà poi va avanti ancora e riprende il filo tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui e poi nel versetto 17 si dice dopo aver ribadito ancora egli è prima di tutte le cose tutte sussistono in lui proviamo ancora a ribadire tutte queste preposizioni tutto sussiste in lui e autoò tutto è il fondamento M si basa su di lui, però tutto è stato creato per mezzo di lui di attraverso lui è passata la creazione attraverso le sue mani. Dio ha agito attraverso lui, creando l'universo ma non basta tutto l'universo e tutto l'essere per ritornare in Dio nelle mani di Dio dovrà passare attraverso le mani di di Cristo difatti si dice in vista di lui Eis Auto vedete tutte le preposizioni greche vengono usate MDAis per cui vedete che non c'è +1 spazio tutto è stato avvolto da questa presenza altro che principati potestà e dominazioni e potenze angeliche. Tutti dipendono da lui e sono sotto sussistono in lui sono destinati a passare per mezzo di lui e ad essere finalizzati verso lui seconda parte del Lin seconda parte dell'inno invece rappresenta la funzione di Cristo nella Chiesa. Cristo non è soltanto ciò che tiene insieme tutto l'essere che lo compagina che lo rende compatto che lo connette attraverso questi legami NDAE Cristo è anche colui che tiene insieme tutta la chiesa e qui c'è questo canto della secondo movimento dell'inno dal versetto 18 al 20 in cui cominciamo a sentire egli è anche il capo del corpo sentite che faale tu somatos te ecclesias cioè della chiesa e qui ritorna quel concetto che noi già conosciamo dalla lettera di Fesini, ma dall'altra parte noi sappiamo che la del Colosse è stata scritta prima per cui è qui che comincia ad apparire nella chiesa di Colosse era apparso questo concetto fondamentale l'idea, cioè che Cristo fosse il capo del corpo che è la chiesa. Sentite ancora una volta la connessione com'è profonda il capo non può essere staccato dal resto del corpo ma si vuole andare avanti prima era parlato di Cristo come primogenito di ogni creatura generato prima di ogni creatura nei nostri confronti. Egli che cos'è in greco abbiamo prototocos Ectoncron primogenito di coloro che resuscitano dai morti e allora vedete che egli è il primo primogenito vuol dire la vita noi siamo nella morte la creatura umana l'uomo è mortale. Cristo è il primo vivente che trascina con sé tutti coloro che sono morti dando loro la vita. La chiesa allora vedete viene vista come non soltanto il corpo di Cristo, ma anche la grande assemblea pasquale, nella quale si raduneranno tutti i risorti, perché perché è passato Cristo che ha in sé la vita è per eccellenza il generato quindi colui che è in se la vita e trascina con sé tutti e subito dopo si aggiunge per ottenere il primato su tutte le cose qui è difficile tradurre se è primato su tutte le cose, perché in greco si potrebbe anche empasing si potrebbe anche dire su tutti gli uomini Egli è prima e io penso di più in tutti gli uomini in questo caso, perché si sta parlando di tutta la comunità, la comunità della chiesa che è fatta di tutti questi morti che sono fatti risorgere da lui che è il vivente e su tutti i costoro egli ha il primato e allora l'autore va avanti e spiega qual è stato il lavoro che Cristo ha fatto l'opera che Cristo ha compiuto nella chiesa per far sì che tutto questo mondo di morti che siamo noi avessero la possibilità di risorgere e naturalmente qui non si parla solo tanto della morte fisica qui si sta parlando della morte radicale che c'era nell'interno dell'umanità la morte del peccato e i versetti 19 20 sono una rappresentazione veramente alta di questa opera del Cristo. Sentite l'espressione che viene usata ahimè importante soprattutto in greco piacque a Dio di far abitare in lui ogni pienezza proviamo un po' a vedere parola per parola A Dio piace e piace addio per noi è un'espressione significativa, ma se andiamo a vedere il greco in greco abbiamo l'eudochia eudochesen in greco eudochia vuol dire la buona perfetta volontà di Dio termine che abbiamo già trovato anche in Nefesini, se ricordate termine che voi conoscete per la cattiva traduzione che già vi avevo ricordato nel Vangelo di Luca Gloria Dio nel più alto dei cieli e passi in terra agli uomini di buona volontà e già io dicevo che invece quella buona volontà è udochia è la buona volontà di Dio e allora vedete che l'autore pensa ancora una volta quel grande sogno di Dio il grande progetto di Dio non solo il suo piacere, la sua decisione l'udochia, quale queste eudochie di far abitare in Cristo ogni pienezza Far abitare cattoichezaai la casa oi chi è la casa Cristo è come un tempio, una casa santa in cui c'è il plerooma di Dio. cosa vuol dire pleroma? Io avevo già spiegato l'altra volta che non è pienezza come quando uno prende un vaso e lo colma d'acqua un'anfora è la colma di un contenuto La pienezza come la intende Paolo è la pienezza dinamica è l'energia in Cristo c'è tutta la divinità con la sua forza salfica ed è per questo allora che subito il versetto successivo per mezzo di lui Dio ha voluto riconciliare a sé tutte le cose rappacificando con il sangue della sua croce, cioè per mezzo di lui le cose che stanno sulla terra e quelle nei cieli e voi vedete che non ritorniamo ancora il punto di partenza La chiesa viene quasi abbandonata a questo momento, anche se sono di scena ancora gli uomini che sono salvati, però vedete il sangue di Cristo è quasi il collante che tiene insieme ormai non solo tutti gli uomini, ma anche cielo e terra salvati. E se avete seguito e se riuscite a ricordare le tantissime cose che abbiamo dovuto dire durante queste letture non facili delle lettere di queste due lettere, forse ricorderete che questo verbo riconciliare apocatallax in greco apocatalllatto è il verbo che viene usato anche nella sua forma più ridotta per indicare la riconciliazione degli sposi, l'ho ricordato più di una volta e allora vedete che c'è la consapevolezza che Cristo viene per ricostruire l'abbraccio tra cielo e terra, l'abbraccio che la salvezza viene rappresentata come un abbraccio trinitario. Io proprio questa mattina stavo leggendo per una recensione La traduzione che è uscita la prima traduzione in italiano dal meglio olandese di una delle opere mistiche in assoluto tra le più alte del trecento fiammingo, quella di Van Rooseb. Questo grandissimo mistico, purtroppo, poco conosciuto, almeno conosciuto dagli esperti molto. Dal secolo scorso almeno in avanti. E questo testo lo specchio dell'eterna perfezione è proprio la. È una specie di canto continuo che avanza proprio ondate e si vede che l'autore lentamente vuole è sul mistero dell'eucaristia in realtà il canto. Vuole alla fine questo autore l'opera è stata scritta nel 1359. vuole abbracciare nell'abbraccio della trinità tutta l'umanità e tutto l'essere in pratica. Dio genera il figlio e con l'amore che è lo spirito abbraccia in sé tutta l'umanità che si ritrovano poi la salvezza sarebbe questa specie di circolarità di un'unione d'amore che nulla più potrà ormai infrangere. Ecco questa idea è già presente qui apocatallaxai Tpanta cielo e terra le cose che stanno e ancora righe vedete anche quell'altra espressione che è veramente anch'essa suggestiva rappacificandoli è una pace piena totale e assoluta e anzi questo concetto che afferma il primato di Cristo nel mettere in tutto il mondo e in tutto l'essere un'armonia suprema e perfetta lo si ribadirà anche nel resto della lettera e a questo proposito vorrei soltanto e così concludiamo il discorso sulla critologia e ci avviamo anche la nostra conclusione. Vorrei leggervi un brano che nella sua anche oscurità se si vuole diventa però lo stesso trasparente per questo concetto che caro all'autore e che alla fine vedete se fosse soltanto negativo combattere le potenze angeliche sarebbe una cosa marginale L'eresia ha dato la possibilità di questa grande visione unitaria. Cristo è veramente il punto Alfa e omega perché è il punto di partenza di tutto l'essere ed è tutta la serie delle lettere intermedie, perché per mezzo di lui tutte le cose sono state create e continuano a sussistere dia e M, ma alla fine c'è anche l'omega tutte le cose si chiuderanno poi in lui nel capitolo secondo dal versetto 13 al 15 leggiamo con lui Dio ha dato vita anche a voi che eravate morti per i vostri peccati e per l'incirconcisione della vostra carne. Sentite che si tratta di pagani evidentemente perdonandoci tutti i peccati e qui c'è questa espressione veramente suggestiva nell'originale in particolare però che si può anche rappresentare una volta che uno capisce il concetto annullando il documento scritto nel nostro debito, le cui condizioni c'erano sfavorevoli e egli lo ha tolto di mezzo inchiodandolo alla croce avendo privato della loro forza i principati e le potestà ne ha fatto pubblico spettacolo dietro al corteo trionfale di Cristo e questa se uno sapesse bene il greco riuscisse a sentirlo in greco questo è un passo sicuramente da alta epica epica religiosa perché egli immagina che Dio attraverso il Cristo e attraverso questa nuda croce che si erge su un colle arido attraverso questa croce infame. Dio abbia preso il chirografo cherografo si dice in greco lo scritto a mano il manoscritto dove Dio ha segnato tutti i nostri peccati tutti i peccati dell'umanità sono scritti su questa immensa pergamena che Dio ha davanti a sé Dio ha preso questa pergamena là è andato su quel legno e l'ha inchiodato e Cristo da quel legno ha preso e ha stracciato e ha annullato quel chirografo con la sua morte e da quel momento in avanti ha cominciato un trionfo in greco c'è la l'espressione fambuesas freambeussse celebrare il trionfo celebra questo trionfo imperiale, quasi trascinando con sé vedete non soltanto il male che ormai è sconfitto, ma portando dietro di sé nel corteo del trionfo tutti gli angeli che lo acclamano e noi tutti che siamo i suoi salvati i suoi redenti più o meno come avveniva nel grande trionfo imperiale romano, dove gli schiavi il male quindi erano imprigionati, incatenati seguivano il vincitore e tutti gli altri acclamavano il trionfatore a questo punto, io concludo e concludo con un invito con una considerazione e con uno sguardo al futuro un invito leggete voi per vostro conto la parte etica della lettera è la più facile è più interessante e più pratica e concreta anche io penso per la nostra vita quotidiana. La troverete dal capitolo terzo dal versetto cinque in avanti Paolo ci offre un elenco di vizi, per esempio di vizi e di virtù una specie di esame di coscienza. Gli studiosi sanno che qui Paolo imita il mondo greco l'autore imita il mondo greco Esistevano queste liste già fatte ediizie di virtù cataloghi nel mondo storico della che vuol dire che anche vedete il mondo pagano la cultura paana aveva da dire qualcosa c'era del bene anche lì c'erano delle verità anche lì da assumere e queste questi elementi come scintille di verità e chiama semi del verbo diranno ai padri, eh i semi del verbo che sono dispersi come il vento disperde i semi per l'aria primavera sono dispersi in tutte le culture e vengono assunti e poi c'è un bellissimo che vi invito a leggere parallelo a quello di Efesini, un bellissimo codice domestico. Proprio una serie di norme di morale domestica, dal capitolo terzo versetto 18 fino al capitolo quarto versetto primo. Una vera e propria indicazione di vita concreta, naturalmente con la cultura e con la società del tempo. Lettura che dovrete continuare anche per il resto della lettera, perché non basta aver ascoltato queste non facili. ripeto ancora lezioni ho voluto anche adottare per questa volta proprio una sfida di non darvi una sintesi soltanto ma continuamente avete visto di volta in volta a farvi vedere nel testo i significati nel testo i contenuti è più faticoso, certamente e non so come abbiate avuto questa costanza anche nel continuare fino alla fine e dovremo questa volta qualche volta di più ritornare, anzi io lo metto già in prospettiva per il futuro, un esercizio di questo genere che certamente costringerà forse alcuni ad abbandonarmi perché sarà uno degli iscritti del nuovo testamento in assoluto tra i più difficili difficilissimi si tratta della lettera agli ebrei farò una sosta intermedia prima però di arrivare alla lettera agli ebrei che ci occuperà integralmente e io penso di proporla proprio nel parallelo della quaresima dell'anno prossimo faremo una sosta però di riposo in modo che si possano leggere invece dei libri affascinanti e ah nel periodo futuro d'avvento io ho intenzione e quelli che poi mi ascolteranno dopo attraverso queste registrazioni. Spero che anche loro respirino un po'' dopo aver letto la lettera A Efesine ai colossesi e seguano anche questi altri vorrei proporvi tre libri libretti dell'Antico testamento che hanno al centro tre donne Rutster e Giuditta tre libri deliziosi che riescono anche un po' sfatare quel mito secondo il quale l'antico testamento è soltanto un testo fatto per maschisti incalliti e strutture patriarcali e vorrei però concludere questa volta con due parole che riesco sicuramente sia ancora a dire brevemente due parole La prima è quella il saluto che faccia a tutti voi lo faccio con le parole di questo autore quale ci insegna una cosa un fiore raro che fiorisce raramente non solo nelle serre ecclesiastiche, ma anche in tutte le serre del mondo il ringraziare il ringraziamento ringraziare Dio e ringraziarci e questo proprio è veramente curioso perché tutta la lettera è attraversata da questo continuo tema. Noi rendiamo continuamente grazie a Dio padre del signore nostro Gesù Cristo in uno tre poi si dice in uno 12 ringraziando con gioia il padre che ci ha messo in grado di partecipare alla sorte dei santi nella luce poi ancora sentiamo in due sette saldi nella fede abbondando nell'azione di grazie e poi nel capitolo terzo ancora al versetto 15 si dice siate riconoscenti e poi nel versetto 17 si dice tutto quello che fate in parole e in opere fatelo rendendo per mezzo di lui di Cristo gra a Dio padre e poi ancora nel capitolo quarto al versetto due, perseverate nella preghiera e vegliate rendendo grazie e questa specie di filo musicale continuo che è ringraziamento e alla fine dicevo salutiamo anche Paolo, che è pur sempre la grande presenza incombente anche in queste lettere cosiddette deuter Paoline questa grande figura del cristianesimo, purtroppo tanto dimenticate e poco conosciuta lo salutiamo con queste parole di Victoria Go nella sua opera nel suo poema Shakespeare William Shakespeare nel 1864, dove presentando i geni, cioè guide come dice lui dell'umanità verso la luce mette in scena anche Paolo e di lui dice Santo per la chiesa, ma grande per l'umanità e colui al quale il futuro è apparso e nulla è superbo come questo volto stupito della vittoria della luce
Gianfranco Ravasi è un cardinale, arcivescovo cattolico e biblista italiano, teologo ed ebraista. Wikipedia
Nascita: 18 ottobre 1942 (età 83 anni), Merate
Istruzione: Pontificio Istituto Biblico, Pontificia Università Gregoriana, Seminario Arcivescovile di Milano
Film: Il villaggio di cartone
Consacrazione ad arcivescovo: 29 settembre 2007 da papa Benedetto XVI
Ordinazione sacerdotale: 28 giugno 1966 dal cardinale Giovanni Colombo
Titolo: Cardinale presbitero di San Giorgio in Velabro
In questa seconda parte entriamo nel contesto storico ed ecclesiale della Lettera ai Colossesi, probabilmente il più antico tra gli scritti cosiddetti deutero-paolini. Seguendo l’interpretazione di Gianfranco Ravasi, la lettera ci appare come un testo profondamente radicato nell’orizzonte paolino, ma rivolto a una comunità che Paolo non ha mai visitato personalmente e che non ha fondato direttamente.
Il testo ci apre così uno spaccato vivo della Chiesa delle origini: una rete di relazioni, di mediatori e di testimoni – come Epafra, Tichico, Onesimo – che rendono concreta la trasmissione del Vangelo. Allo stesso tempo, la lettera nasce da una situazione critica: la presenza di una forma di eterodossia che mette in discussione il primato assoluto di Cristo.
È proprio da questa tensione che prende forma il cuore teologico della lettera: una risposta forte e solenne che culmina nella grande cristologia cosmica dell’inno del capitolo primo, dove Cristo è proclamato unico mediatore, pienezza di Dio e principio di riconciliazione tra cielo e terra.