Parola del Signore
Dal Vangelo secondo Giovanni 6,37-40
Testo del Vangelo
In quel tempo, Gesù disse alla folla: «Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me: colui che viene a me, io non lo caccerò fuori, perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato. E questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell'ultimo giorno. Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell'ultimo giorno».
Meditazione
Il 2 Novembre si ricordano tutti di defunti. Ma da quando? E perchè si è scelto di mettere la prima data successiva a quella dei santi?
Proviamo a capirci qualcosa.
Intanto dobbiamo dire che le due celebrazioni hanno un rilievo liturgico differente. La prima è una Solennità, mentre la seconda è una Commemorazione. Pertanto che la festa dei santi preceda anche cronologicamente quellla dei defunti ci sta.
Ma ovviamente non risolve il problema della vicinanza delle date.
Per chiarire dobbiamo andare ai primi secoli del cristianesimo dove ancora non esistevano nessuna delle due feste, ma la connessione tra santi e defunti era già dichiarata. Chi erano i santi nelle prime comuntià cristiane? Erano tutti i battezzati. Ma c'erano dei santi più santi degli altri che avevano vissuto in maniera eroica la loro santità ed erano i martiri. Ecco i martiri erano gli esempi da seguire, ma non solo. Diventavano da subito gli amici a cui chiedere intercessioni e preghiere.
Quando un martire saliva in cielo, e normalmente moriva sotto persecuzione violenta, subito si recuperava il corpo o quel che ne rimaneva e intorno ad esso nasceva il culto. Si andava nei pressi della sepoltura e si cercava un contatto con quel corpo, quello che poi sarebbe diventato in seguito il culto delle reliquie. Se il martire era in una bara facilmente si segnava con graffiti dove si chiedevano preghiere, o addirittura si cercavano delle fessure per infilare cordicine che andassero a toccare i resti del santo. Insomma non inventano nulla quelli che strofinano fazzoletti a Lourdes o nei luoghi santi. E' così da sempre.
E comunque teologicamente rimane corretta la questione del chiedere intercessioni ai santi,perchè loro essendo nostri amici ed essendo nell'unico Corpo mistico di Cristo ed essendo vicini a Dio, possono mettere una parola per noi.
E sopratutto per i nostri defunti.
Così nel primo Medioevo si corre nei monasteri per affidare ai monaci, considerati di una qualità superiore di santità, i propri defunti. I cimiteri stessi vengono posti vicino alla santità delle chiese, tutti intorno alle chiese.
Insomma nel primo millennio questo connubio defunti e santità è più vivo che mai.
Ovviamente nessuno ancora aveva messo mano ad un giorno per commemorare tutti i defunti, perché prioritaria ovviamente era la santità, la festa dei santi che era già ufficiale dal IV secolo, nel giorno appunto del 1.Novembre. E novembre stesso diventava nell'Anno liturgico il mese della Comunione dei Santi.
Ora cosa succede?
Com’è facile capire, i monasteri sono invasi da intenzioni di preghiera per i propri defunti e presto vennero a mancare le pergamene necessarie a ricordare tutti i defunti, ed era difficile, veramente complicato, scegliere chi fosse meritevole di ricordo. Leggo e scopro che il Liber memorialis del monastero femminile di Remiremont in Lorena, conta 71 carte e 11.500 nomi da celebrare, scritti a partire dalla metà del IX secolo e aggiornati fino al XII da 58 mani diverse.
A questo punto si manifestò la geniale inventiva dei monaci di Cluny. Intorno al 1030 l’abate Odilone fissò una nuova celebrazione liturgica universale, stabilendo per il 2 novembre di ogni anno la commemorazione di tutti i fedeli defunti, senza distinzione di rango.
Adesso ci è chiaro perchè il 2 novembre. Perchè da sempre si è chiesto ai santi (ai martiri) e ai santi in generale, di pregare per i propri cari. Ora, visto che il 1 Novembre è la festa dei santi è venuto naturale passare al 2 di Novembre. Peccato che il mese di novembre da mese della Comunione dei Santi è diventato il mese dei morti. E dai defunti per cui pregare, si è passati poi ai morti di Halloween. insomma il tutto si è depotenziato. Forse questa Commemorazione va rimessa in secondo ordine per rafforzare ed esaltare nuovamente quella principale che è la Festa dei Santi.
Recita
Don Valerio Celli
Musica di sottofondo
Gabriele Fabbri
Meditazione
Don Franco Mastrolonardo
Letture di sabato 2 Novembre 2024
XXX settimana del Tempo Ordinario
Commemorazione dei defunti
Prima Lettura
Dal libro di Giobbe
Gb 19,1.23-27a
Rispondendo Giobbe prese a dire: «Oh, se le mie parole si scrivessero, se si fissassero in un libro, fossero impresse con stilo di ferro e con piombo, per sempre s'incidessero sulla roccia! Io so che il mio redentore è vivo e che, ultimo, si ergerà sulla polvere! Dopo che questa mia pelle sarà strappata via, senza la mia carne, vedrò Dio. Io lo vedrò, io stesso, i miei occhi lo contempleranno e non un altro».
Salmo Responsoriale
Dal Salmo 26 (27)
R: Sono certo di contemplare la bontà del Signore nella terra dei viventi.
Il Signore è mia luce e mia salvezza:
di chi avrò timore?
Il Signore è difesa della mia vita:
di chi avrò paura? R.
Una cosa ho chiesto al Signore,
questa sola io cerco:
abitare nella casa del Signore
tutti i giorni della mia vita,
per contemplare la bellezza del Signore
e ammirare il suo santuario. R.
Ascolta, Signore, la mia voce.
Io grido: abbi pietà di me, rispondimi!
Il tuo volto, Signore, io cerco.
Non nascondermi il tuo volto. R.
Sono certo di contemplare la bontà del Signore
nella terra dei viventi.
Spera nel Signore, sii forte,
si rinsaldi il tuo cuore e spera nel Signore. R.
Seconda Lettura
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Rm 5,5-11
Fratelli, la speranza non delude, perché l'amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato. Infatti, quando eravamo ancora deboli, nel tempo stabilito Cristo morì per gli empi. Ora, a stento qualcuno è disposto a morire per un giusto; forse qualcuno oserebbe morire per una persona buona. Ma Dio dimostra il suo amore verso di noi nel fatto che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi. A maggior ragione ora, giustificati nel suo sangue, saremo salvati dall'ira per mezzo di lui. Se infatti, quand'eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio per mezzo della morte del Figlio suo, molto più, ora che siamo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita.
Non solo, ma ci gloriamo pure in Dio, per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo, grazie al quale ora abbiamo ricevuto la riconciliazione.
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