Luca 9,57-62: "Un dono inaspettato...". (Commento di don Franco Mastrolonardo)



Parola del Signore
Dal Vangelo secondo Luca 9,57-62

Testo del Vangelo
Mentre camminavano per la strada, un tale gli disse: «Ti seguirò dovunque tu vada». E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo».
A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio».
Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio».

 

Meditazione 
E voi cosa scegliete la busta numero 1, la busta numero 2 o la busta numero 3? Io se potessi scegliere, saprei cosa scegliere. Sceglierei senza dubbio la busta numero 2.
E adesso provo a spiegarmi. Gesù oggi nel Vangelo incontra tre personaggi sulla sua strada. Un tale, un altro e un altro ancora. Tre persone qualunque, senza nome, senza titolo, senza riferimenti di appartenenza. Con ciascuno di loro Gesù intavola una breve ma intensa e lapidaria conversazione. Il filo rosso è il tema della chiamata e l'elemento di continuità è dato da un verbo: il verbo seguire. Declinato in forme e tempi diversi questo verbo appare in tutti e tre i dialoghi ed è centrale. Alla fine ogni dialogo sembrerebbe portare ad una soluzione univoca: i tre non sono degni della sequela di Gesù. A tutti e tre infatti viene data una risposta secca e di ammonizione; al primo che intendeva seguirlo in ogni dove, risponde che non esiste un dove; al secondo che vuol seppellire il padre risponde di lasciar stare e al terzo che vuole congedarsi da quelli di casa risponde che tornare indietro non è indice di vocazione.
Eppure io continuo a puntare sulla busta numero due. Cioè sul secondo tale che incontra Gesù. Perché direte voi? C'è una differenza sottile ma fondamentale nei tre incontri. C'è un movimento nell'incontro con il secondo che parte non dall'uomo ma da Gesù stesso. Se il primo e il terzo personaggio sono attivi nella richiesta, cioè chiedono, o meglio pretendono loro di seguire Gesù, il secondo no. Lui è passivo: riceve la chiamata. "Seguimi!" gli dice Gesù. Ed è l'unico a cui dice "Seguimi“! E se fate attenzione alla fine, dopo averlo redarguito come del resto fa agli altri due, continua a chiamarlo contrariamente agli altri due, a cui non dice più nulla.
Sì, la chiamata non è cosa nostra. Non siamo noi a scegliere Gesù. E' Lui che sceglie noi. Direte per quale motivo ci sceglie? Qui si apre l'abisso del mistero. Una cosa è certa! Non per le nostre capacità. Quindi solo un grazie per questo dono immeritato.

A fine commento vorrei fare un piccolo spot pubblicitario per il nostro Istituto Teologico di Rimini, che in questi giorni ha cominciato il suo anno accademico. In questo Istituto io insegno Teologia Spirituale, un corso di Teologia Spirituale. Proprio domani comincio il corso e se qualcuno fosse interessato può seguirlo anche on line come uditore ovviamente iscrivendosi prima in segreteria. Trovate il sito dell'Istituto di scienze religiose su Internet digitandolo su Google ISSR Alberto Marvelli. Lo studio della Teologia oggi diventa fondamentale per affrontare i tempi e la cultura odierna e per rendere ragione della nostra fede. Per chi può farlo è davvero cosa buona e giusta.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Recita
Filomena Galvani

Musica di sottofondo
Gabriele Fabbri

Meditazione
Don Franco Mastrolonardo

Letture di Mercoledì 28 Settembre 2022
XXVI settimana del Tempo Ordinario

Prima Lettura
Dal libro di Giobbe
Gb 9,1-12.14-16
 
Giobbe rispose ai suoi amici e prese a dire:
 
«In verità io so che è così:
e come può un uomo aver ragione dinanzi a Dio?
Se uno volesse disputare con lui,
non sarebbe in grado di rispondere una volta su mille.
Egli è saggio di mente, potente di forza:
chi si è opposto a lui ed è rimasto salvo?
Egli sposta le montagne ed esse non lo sanno,
nella sua ira egli le sconvolge.
Scuote la terra dal suo posto
e le sue colonne tremano.
Comanda al sole ed esso non sorge
e mette sotto sigillo le stelle.
Lui solo dispiega i cieli
e cammina sulle onde del mare.
Crea l’Orsa e l’Orione,
le Plèiadi e le costellazioni del cielo australe.
Fa cose tanto grandi che non si possono indagare,
meraviglie che non si possono contare.
Se mi passa vicino e non lo vedo,
se ne va e di lui non mi accorgo.
Se rapisce qualcosa, chi lo può impedire?
Chi gli può dire: “Cosa fai?”.
Tanto meno potrei rispondergli io,
scegliendo le parole da dirgli;
io, anche se avessi ragione, non potrei rispondergli,
al mio giudice dovrei domandare pietà.
Se lo chiamassi e mi rispondesse,
non credo che darebbe ascolto alla mia voce».
 
Salmo Responsoriale
Dal Salmo 87 (88)

R. Giunga fino a te la mia preghiera, Signore.
Tutto il giorno ti chiamo, Signore,
verso di te protendo le mie mani.
Compi forse prodigi per i morti?
O si alzano le ombre a darti lode? R.
 
Si narra forse la tua bontà nel sepolcro,
la tua fedeltà nel regno della morte?
Si conoscono forse nelle tenebre i tuoi prodigi,
la tua giustizia nella terra dell’oblio? R.
 
Ma io, Signore, a te grido aiuto
e al mattino viene incontro a te la mia preghiera.
Perché, Signore, mi respingi?
Perché mi nascondi il tuo volto? R.

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