Parola del Signore
Dal Vangelo secondo Matteo 25,1-13
Testo del Vangelo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:
«Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono.
A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”. Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”. Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene”.
Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”. Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”.
Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora».
Meditazione
Paolo Curtaz
Si ringrazia l'Autore per la gentile concessione di utilizzo dei contenuti digitali
Meditazione
Siamo ormai quasi alla fine dell'anno liturgico, sono le ultime battute, dopo aver celebrato la gioia dei Santi e poi pregato per i nostri defunti, riflettuto un po' sulla morte, che è un transito, che è un'altra dimensione. La morte per i cristiani non è come il tramonto del sole e la morte del sole, ma il suo sorgere altrove.
Bellissima questa immagine. Ebbene ci troviamo ormai negli ultimissime domeniche e come spesso accade prima ancora di iniziare il tempo di avvento, prima di salutare ciao ciao Matteo grazie di tutto quello che ci hai donato, siamo invitati a guardare un po' avanti invece che guardare indietro.
Mi piace questa immagine. è un po' come la differenza fra il parabrezza dell'auto che guarda avanti e lo specchietto retrovisore, quindi non possono essere grandi uguali, non dobbiamo sempre guardare indietro a quello che succede, ma guardare in avanti, al futuro, a partire dal presente, un presente che oggettivamente è complesso, oggettivamente ci spaventa. Ci spaventano le guerre, ci spaventa questo clima di declino dell'impero, ci spaventa questa crisi mondiale per cui io come voi sono in difficoltà a fare benzina, a pagare la luce, diventa tutto veramente difficile e si capisce anche che le giovani generazioni, fatto la tara della violenza che non deve essere mai usata, siano piene di rabbia eccetera eccetera. Ecco in tutto questo io non ho soluzioni e credetemi non ce le ha neanche il Vangelo perché è libero arbitrio, è quello che noi siamo chiamati a fare, ma offre una chiave di lettura, una prospettiva per l'adesso e per il poi. E così abbiamo oggi questa magnifica parabola impegnativa delle vergini sagge che sono lì nel cuore della notte ad aspettare uno sposo che tarda ad arrivare. È una parabola che oggettivamente ci lascia un po' perplessi, perché la situazione è curiosa quando mai si fa un matrimonio nel cuore della notte. Le amiche della sposa erano coloro che dovevano accompagnare le ancelle, le testimoni che dovevano accompagnare la sposa in corteo fino alla casa dello sposo. Qui invece succede qualcosa di completamente diverso, è lo sposo che sta arrivando, ovviamente riferimento a Cristo.
Queste dieci vergini, specifica Gesù nella parabola, cinque sono sagge cioè previdenti, ci hanno capito e cinque invece sono sciocche. Quindi la lampada che permetteva ovviamente di vedere nel buio ma era anche una specie di decorazione, pensate che bello la processione con queste piccole lampade di ceramica a olio, a un certo punto Non c'è olio a sufficienza, cioè le lampade stanno per esaurirsi, la fiamma sta per spegnersi perché non c'è più l'olio d'oliva da alimentarle. Una parabola curiosa, ripeto, perché ovviamente non c'è nessuno che si sposa nel cuore nella notte oppure che si fa aspettare, le spose un po' sì perché una prassi in chiesa quando ancora ci si sposa in chiesa. Però evidentemente è che Gesù intende dire qualcosa di diverso, cioè è molto semplice. In questa tenebra che stiamo vivendo, in questa tenebra che è la storia, esiste uno sposo che deve venire. Bello, no? Il veniente. Dopo aver paragonato... Il regno di Dio, una festa di nozze, dopo aver insistito a lavorare nella vigna, ecco un'altra parabola, un altro modo di intendere, cioè dire è vero, è notte, è vero facciamo fatica, è vero non ne sappiamo più degli altri, ma abbiamo una piccola lampada accesa e se anche lo sposo tarda ad arrivare, siamo chiamati a vegliare, a vigilare, lui è il veniente. È evidente che questo racconto lo possiamo, come dire, declinare in diversi modi, stiamo parlando del ritorno definitivo di Gesù nella gloria, perché noi aspettiamo la venuta esplicita, perché Gesù viene già nella parola, nell'Eucaristia, nei segni della sua presenza, i sacramenti, ma aspettiamo la ricapitolazione di tutte le cose in Cristo, scriverebbe San Paolo. Beh, però siamo qui che aspettiamo, come si aspetta? Allora ecco che il focus si concentra su di te, su quello che tu puoi fare, puoi maledire l'oscurità oppure accendere un fiammifero, in questo caso una lampada. Esiste poi questo strano dialogo che diventa un po' il cuore della parabola. Le cinque vergini non previdenti, che non pensano al futuro, che vivono l'oggi, che sono stordite, che veramente pensano che tutta la vita si concluda subito nei loro progetti e non hanno previsto di portarsi un po' di riserva d'olio, un piccolo orcio con dentro dell'olio. E quando vedono che sta finendo, interessante, chiedono alle altre se gliene possono dare. E queste danno una risposta apparentemente severa, quasi egoistica. Ebbè no, perché se non ve ne mancare per noi, per voi, che è vero. Nel senso se loro smezano l'olio che hanno, alla fine si spegneranno tutte e dieci le fiammelle.
Ora qual è il significato profondo di questa parabola? Beh non lo sappiamo tanto, sarebbe bello chiederlo a Gesù. Probabilmente che cos'è quest'olio? Qualcosa che tiene accesa la luce, cos'è che tiene accesa la luce della speranza in questo momento nella tua vita? Quei dieci minuti di preghiera che fai? Guardare questo video? Perché no? Partecipare alla messa la domenica quando riesci? Beh, anche. Leggere un libro oppure tutti i giorni concentrarti, 5 minuti, 10 di meditazione? Qual è questo percorso? Cos'è che ti porta avanti in questo? Ecco, quella lì è la fiammella. E che cos'è l'olio che viene a mancare? Non lo so, ci sono tante interpretazioni, la mia ma è una personalissima, l'olio è il desiderio. Il desiderio di Dio, il desiderio di bene, il desiderio di felicità, ma tutti ce l'abbiamo Paolo, sì ma finisce, tutti ce l'abbiamo Paolo, sì possibile, ma fino al momento in cui noi ce ne portiamo e ce ne facciamo scorta. Come dice l'amico Fabio Rosini, per restare cristiani dieci minuti al giorno, un'ora a settimana, una settimana all'anno. Cioè non la fede cristiana come un'appartenenza teorica, ma davvero come un cammino di discepolato che un po' mi permette di tenere accesa la lampada. Ed è certo che ognuno ha la sua, ognuno ha il suo desiderio, ognuno ha il suo percorso. Se vado a fare gli esami del sangue non posso mandare te a fare il prelievo, devo andarci io. La fede è una cosa personale, responsabile, cioè lo sposo non è malvagio e queste ragazze sagge non sono egoiste, semplicemente dicono la verità. La vita è una cosa molto bella, ma anche molto seria, prendila seriamente. Le vergini stolte, le vergini non previdenti allora corrono a cercare qualcuno che gli dia un po' d'olio, che è un po' dura a mezzanotte trovare un negozio aperto. E alla fine riescono a trovarlo, chissà come, avranno chiesto e pianto e si saranno disperate e qualcuno si è lasciato intenerire, ma quando tornano la porta è chiusa. E il Signore dice guarda mi spiace ma io non vi conosco e di nuovo qui non è un discorso mi sembra di crudeltà, di durezza questo Dio che ti respinge, ma una constatazione semplice che se la dico io e se la dici tu, dici ma ovvio che è così, che la vita è fatta di occasioni che possono essere accolte o lasciate. Perché Dio c'è, Dio continua a bussare alla mia porta, ma se io non gli apro va da un'altra parte, ma non in dispetto, magari torna nella mia vita. E cioè quello che dicevamo in queste ultime settimane, in questi ultimi mesi, sempre in compagnia di Matteo.
Matteo lo trovo molto sensato, tenete presente che Matteo scrive il suo Vangelo dopo che è stato rasa al suolo il Tempio di Gerusalemme, dopo che... La Galilea è stata rasa al suolo dalla decima legge of Retensis, noi ci spaventiamo e mi chiedo ma come era possibile mantenere viva la fede in un contesto del genere in cui non c'era ancora tutta l'elaborazione teologica, spirituale, ricchissima che verrà poi nei secoli, ecco questi erano i primi discepoli, i primi nazrimi, i discepoli del Nazareno. Matteo va a ripescare nella sua memoria quello che Gesù aveva detto, dice è vero, guarda stiamo proprio vivendo questo, quindi siamo prudenti, siamo previdenti, anche se è tutto buio fitto, accendiamo la luce in questo caso qui, cogliendo ogni possibilità. Cioè fuori dalle righe, avete tutte le ragioni per essere tristi, avete tutte le ragioni per essere spaventati, avete tutte le ragioni per essere finanche disperati, avete tutte le ragioni per prendervela con Dio che c'è nella vostra testa. Oppure potete dire no, io voglio custodire questo piccolo orcio d'olio per tenere accesa la luce della fede in attesa che lo sposo torni, nella notte noi vediamo con le lampade. E lo facciamo con quella bellissima immagine del profeta Isaia, sentinella a che punto è la notte. Pensate che è il turno di notte, senza smartphone, a vegliare sulle mura della città, a guardare che non arrivi il nemico d'improvviso, a tenersi svegli, fa freddo, è lunga la notte, è lunga, eppure... La sentinella cominciava a intravedere prima ancora dell'alba, il crepuscolo, che stava cambiando qualcosa. E allora è interessante che gli viene chiesto a che punto è la notte. È un po' come se il mondo chiedesse a noi in questo momento a che punto è la notte. Sì, ancora bella profonda, però l'alba arriverà. Ecco allora che a conclusione di questo tempo liturgico in cui aspettiamo il ritorno di Gesù che viene nella storia, ma come stiamo per celebrare fra due settimane la sua venuta anche qui oggi, perché Gesù è venuto nella storia, viene nella gloria e viene qui per me adesso, quest'anno, non cinque anni fa, non vent'anni fa, quando frequentavo il gruppo dell'azione cattolica, degli scout, eccetera, eccetera, adesso il Signore chiede, in questa tenebra, Hai voglia di tenere ancora accesa la lampada? Io sì. Perché lampada prima i passi è la tua parola, luce sul mio cammino. Ho giurato e lo confermo di custodire i tuoi precetti d'amore. Così recita il Salmo 118. Sappiatevi amati perché lo siete. Scegliete di amare oggi, tutta la settimana, tutti i giorni, come potete.