Matteo 22,1-14: "Un invito aperto a tutti".



Parola del Signore
Dal Vangelo secondo Matteo 22, 1-14

Testo del Vangelo
In quel tempo, Gesù, riprese a parlare con parabole ai capi dei sacerdoti e ai farisei e disse:
«Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire.
Mandò di nuovo altri servi con quest’ordine: “Dite agli invitati: Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!”. Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città.
Poi disse ai suoi servi: “La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze”. Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali.
Il re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava l’abito nuziale. Gli disse: “Amico, come mai sei entrato qui senza l’abito nuziale?”. Quello ammutolì. Allora il re ordinò ai servi: “Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”.
Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti».

Meditazione
Don Luigi Verdi
Fraternità di Romena

Ringraziamo sentitamente l'Autore per la gentile concessione di utilizzo dei contenuti digitali

Meditazione
Oggi siamo arrivati a una situazione di fine corsa. Non riusciamo più a migliorarci, non facciamo più cose per migliorarci, ma solo per agevolarci. Oggi l'effimero è diventato più importante dell'essenziale. Diceva Dostoevskij che il segreto dell'esistenza non sta nel vivere, ma nel sapere per che cosa si vive. E allora dobbiamo mostrare che vale la pena vivere, chiamare alla vita bella e piena, nonostante tutto ciò che sembra contraddirlo. Dobbiamo tornare a fare festa, perché ne abbiamo bisogno come dell'aria, perché la nostra capacità di scrutare l'orizzonte non si stanchi mai. Pace a voi che avete una vita che non urla più niente dentro, a voi che vi raggomitolate per offrire meno presa alla sofferenza. Pace a voi all'ombra dentro di voi, ai vostri occhi prigionieri. Pace a voi che correte intorno a voi stessi senza trovarvi, che dissipate invece di ricostruire. Pace ai pensieri che vi torturano. Pace a voi, ai vostri sentieri spinosi, in cerca di una casa.

Un abbraccio appena giunti vi tolga ogni peso.

Il Regno dei Cieli è simile a un re che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire. Mandò di nuovo altri servi con quest'ordine: "Dite agli invitati: 'Ecco, ho preparato il mio pranzo, i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto. Veniti alle nozze, ma quelli non se ne curarono. Poi disse ai suoi servi, la festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni. Andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete chiamateli alle nozze. Uscì per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali. Dopo la parabola dei due figli, uno che dice sì e fa no, l'altro dice no e poi va, Gesù conclude, le prostitute e gli esattori delle tasse vi passeranno avanti. E dopo la parabola dei vignaioli che uccidono i servi e poi il figlio, Gesù dirà, la vigna sarà data ad altri. Oggi gli invitati nel Vangelo non vogliono venire e l'invito è aperto a tutti, buoni e cattivi. L'insistenza del re che manda servi a chiamare invitati, poi altri servi ai crocicchi delle strade. Il re ha un'idea fissa, la sala deve essere piena. È un Dio che non si scoraggia. Quando il suo sogno trova un ostacolo, lui allarga il sogno. Un Dio che apre, allarga, trova nuove vie.

Diceva Papa Francesco che c'è bisogno di cristiani coraggiosi che dicano no ai potenti. Gesù dice tante volte no. Dice no agli spiriti muti che incatenano gli uomini. Dice no ai farisei, detentori del potere e della sapienza. Dice no alla gente del suo villaggio, gelosi perché lui faceva miracoli fuori. Dice no a Pietro che vuole per Gesù un trionfo glorioso.

Dice no ai discepoli che allontanano i bambini un invito a nozze gratuito oggi la severità la costrizione l'egoismo piacciono la gratuità sembra una follia non se ne curano e andarono chi ha il proprio campo chi ha i propri affari Oggi importante è correre, affannarsi, anche se non si sa dove si va. Scegliere l'ultimo posto, invitare chi non riceve mai un invito. Scegliere di essere alle radici, non ai primi posti. Chi crede nella sostanza va in profondità. I passaggi del cammino dell'umanità sono sempre portati avanti dagli estromessi, dagli emarginati. Loro sono capaci di afferrare la rivelazione che sta maturando in questo tempo. Loro portano il nuovo. Io amo chi continua ad avere fiducia nonostante il nostro cuore deluso. E questa generazione è al limite di un abisso nonostante che non ci sono più persone che possono meritare la nostra fiducia. Credo che tanti che continuano a sperare e ad avere fiducia, come dice De Andrè, l'assemineranno per mare e per terra, tra boschi e città, la tua buona novella. O Dio, tu vai a cercarli nei crocicchi delle strade, storpi, zoppi e ciechi, che guardano oltre l'infinito e possiedono tutto il sapere senza le parole. Sono pazienti, non dimenticano, sanno aspettare. Sembra che dormano, ma i loro pensieri più segreti si incontrano mentre il mistero scorre. Vai nei crocicchi dove convergono per poi disperdersi dolori e sforzi, propositi e nuove speranze. Vai per dare un senso ai loro occhi spenti dove riposa un sogno, al loro che diventa sangue la nostalgia. Tu, o Dio, raccogli le loro vite di lento dolore, di lenta lotta, di lento cambiamento. Tu, custode di cammini, ridoni loro un abito di gioia. Se a tutti bisogno di pane per vivere e di amore per rendere gioiosa la vita, torniamo ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troveremo invitiamoli a fare festa. Torni in noi la spontaneità e la gratuità, se vogliamo che non ci manchi mai il pane, l'affetto e la gioia.

Possa la via crescere con voi, il vento essere alle vostre spalle, il sole scaldare il vostro viso e possa Dio tenervi nel palmo della sua mano.

Prendetevi tempo per amare, perché questo è il privilegio che Dio vi dà. Prendetevi tempo per essere amabili, perché questo è il cammino della gioia.

Prendetevi tempo per ridere, perché il sorriso è la musica dell'anima. Prendetevi tempo per amare Dio, amare la vita e amarci fra di noi con molta tenerezza, perché la vita è troppo corta per essere egoisti. Grazie a tutti.

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