Luca 10,17-24: "Noi siamo la gioia di Dio".



Parola del Signore
Dal Vangelo secondo Luca 10, 17-24

Testo del Vangelo
In quel tempo, i settantadue tornarono pieni di gioia, dicendo: «Signore, anche i demòni si sottomettono a noi nel tuo nome».
Egli disse loro: «Vedevo Satana cadere dal cielo come una folgore. Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni e sopra tutta la potenza del nemico: nulla potrà danneggiarvi. Non rallegratevi però perché i demòni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nei cieli».
In quella stessa ora Gesù esultò di gioia nello Spirito Santo e disse: «Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo».
E, rivolto ai discepoli, in disparte, disse: «Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete. Io vi dico che molti profeti e re hanno voluto vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono».

 

Recita
Sabrina Boschetti

Musica di sottofondo
Arrangiamento musicale di Gabriele Fabbri

Meditazione
Padre Silvano Fausti
www.gesuiti-villapizzone.it

 

Meditazione
Qui vediamo il frutto della missione, che ha una caratteristica precisa: quella della gioia; i discepoli vanno lì con gioia, Gesù si mette a danzare di gioia, il Padre si compiace di gioia, e poi dice a tutti gli altri: beati quelli che vedono ciò che voi state vedendo e siamo noi che stiamo guardando. Quindi il segno fondamentale è la gioia dei discepoli, la danza del Figlio, la gioia del Padre e la beatitudine dei lettori, ma perché? Per il frutto della missione e vediamo che i frutti della missione sono diversi. Il primo frutto è che i demoni si sono sottomessi, di questo sono contentissimi: la vittoria sul male. E Gesù dice: guardate, sì, giusto essere contenti di questo, anch’io ho visto Satana cadere, ma sappiate che c’è qualcosa di più della vittoria sul male, ora potete anche calpestare serpenti e scorpioni, cioè non solo avete vinto il male, ma siete tornati allo stato paradisiaco: l’uomo restituito a sé stesso, la sua umanità piena, signore del creato, ma, dicevo, non gioite per questo: c’è qualcosa di più. Voi, andando verso i fratelli, siete diventati figli di Dio, il vostro nome è scritto nel Nome, in Dio. E, a questo punto, Gesù si mette a danzare di gioia nello Spirito e a lodare il Padre: è lo squarcio più bello di tutti i sinottici sulla Trinità, sulla rivelazione dell’amore tra Padre e Figlio comunicato a noi perché, finalmente, Dio è contento; dice: finalmente trovo tutti i miei figli, al ritorno della missione, perché tutti hanno conosciuto il mio amore, tutti allora si amano e veramente la creazione qui raggiunge la perfezione: è il fine per cui Dio ha creato il mondo ed è contento, danza di gioia. E capire che noi siamo la gioia di Dio è la più bella scoperta per noi e per Dio: per noi che siamo figli e per Dio che è Padre. E poi questa gioia si trasmette agli occhi che guardano quello che voi vedete e ascoltano quello che voi ascoltate, cioè a noi, che attraverso l’ascolto vediamo questa scena a partecipiamo alla stessa gioia.

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