San Lino (23 Settembre)



La storia di San Lino, papa (23 Settembre)
Siamo a Roma.
Primo secolo dopo Cristo.
La città è il cuore
di un impero immenso.
Ma tra le sue strade
sta crescendo qualcosa
che nessun imperatore
riesce a fermare.
Una piccola comunità
di uomini e donne
che credono
in Gesù Cristo.
A guidarla
c’è Pietro.
Il pescatore di Galilea.
L’Apostolo.

Accanto agli Apostoli
troviamo un uomo
di cui conosciamo poche parole,
ma un nome preciso.
Lino.
La tradizione più antica
lo colloca
proprio accanto
a Pietro e Paolo.
E forse
il suo nome compare
persino nel Nuovo Testamento.
Nella Seconda Lettera a Timoteo,
Paolo saluta alcuni cristiani di Roma.
Tra loro dice:
“Ti salutano Eubulo,
Pudente,
Lino,
Claudia
e tutti i fratelli.”

Una frase soltanto.
Un nome.
Ma dietro quel nome
potrebbe esserci
il futuro vescovo di Roma.
Sant’Ireneo di Lione,
scrivendo nel secondo secolo,
afferma infatti
che gli Apostoli Pietro e Paolo
affidarono a Lino
il ministero episcopale
della Chiesa di Roma.

Poi arriva
il tempo del sangue.
Nerone perseguita i cristiani.
Pietro viene martirizzato.
Paolo viene ucciso.
Le due grandi colonne
della Chiesa di Roma
non ci sono più.
Possiamo immaginare
lo smarrimento
di quella piccola comunità.
Chi la guiderà adesso?
Chi custodirà
ciò che gli Apostoli
hanno insegnato?

La risposta
ha un nome.
Lino.
La tradizione della Chiesa
lo considera
il primo successore di Pietro.
Il secondo vescovo di Roma.
Non riceve una Chiesa potente.
Non ci sono basiliche.
Non ci sono palazzi.
Non ci sono privilegi.
Ci sono case.
Famiglie.
Piccole comunità.
E il ricordo ancora vivo
degli Apostoli.

Sono anni difficili.
Roma cambia imperatori.
L’Impero attraversa
lotte e rivolte.
Nel settanta,
Gerusalemme viene conquistata
e il Tempio distrutto.
Il mondo sembra
scosso dalle fondamenta.
E Lino
deve fare qualcosa
di silenzioso
ma decisivo.
Custodire.

Custodire la fede.
Custodire l’insegnamento
ricevuto dagli Apostoli.
Custodire l’unità
di una comunità
ancora fragile.
Forse è proprio questa
la grandezza di San Lino.
Non aver cercato
di essere Pietro.
Ma aver raccolto
ciò che Pietro
gli aveva consegnato.

Le tradizioni successive
gli attribuiranno
diverse disposizioni
per organizzare
la vita della Chiesa romana.
Alcune di queste notizie,
però,
sono molto tarde
e gli storici
non possono confermarle.
Una cosa invece
rimane salda.
Il suo nome
compare nelle antiche liste
dei vescovi di Roma
subito dopo Pietro.

E c’è un particolare
che ancora oggi
ci fa sentire Lino
sorprendentemente vicino.
Il suo nome
è pronunciato
durante la Messa.
Nel Canone Romano,
dopo gli Apostoli,
la Chiesa ricorda:
“Lino,
Cleto,
Clemente...”
Quasi duemila anni dopo,
quel nome
continua a risuonare
attorno all’altare.

Una tradizione antica
lo considera martire.
Ma su questo
le fonti non permettono
di avere certezza.
Ed è bello
non aggiungere
ciò che la storia
non può dimostrare.
Perché la santità di Lino
non ha bisogno
di una leggenda.
Gli basta
ciò che sappiamo.
Ha ricevuto
una Chiesa fragile.
E l’ha consegnata
a chi sarebbe venuto dopo.

San Lino
ci insegna questo.
Ci sono persone
chiamate ad aprire strade.
E altre
chiamate a custodirle.
Ci sono Pietro e Paolo,
con la forza
della loro missione.
E poi c’è Lino.
Che raccoglie
la loro eredità
e continua il cammino.

Perché la fede
non appartiene
a una sola generazione.
Si riceve.
Si custodisce.
Si trasmette.
Come una fiamma
passata di mano in mano,
senza lasciare
che si spenga.

Signore Gesù,
hai affidato a San Lino
la Chiesa di Roma
dopo la testimonianza
degli Apostoli Pietro e Paolo.
Donaci la fedeltà
di chi sa custodire
ciò che ha ricevuto.

Insegnaci
a non cercare il nostro nome,
ma a servire
il tuo Vangelo.
Fa’ che sappiamo
ricevere la fede
con gratitudine,
viverla con coraggio
e consegnarla
a chi verrà dopo di noi.

San Lino,
successore di Pietro
e pastore della Chiesa di Roma,
prega per noi.
Amen.

Recita
Don Franco Mastrolonardo, Talitha Castaldo

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