Matteo 16,13-20: "Mistero di Cristo, mistero dell'uomo".



Parola del Signore
Dal Vangelo secondo Matteo 16,13-20

Testo del Vangelo
In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell'uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti». Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».

 

Meditazione
Paolo Curtaz

Si ringrazia l'Autore per la gentile concessione di utilizzo dei contenuti digitali

Meditazione
Si parla spesso di Gesù, ancora oggi a dire il vero. Lo seguo nei dibattiti che ci sono in questo marasma totale che stiamo vivendo. Non so se è una mia impressione perché sto invecchiando, ma davvero resto stupito in quest'estate rovente, girando un po' sui social che devo frequentare. Questa cosa dei social ha dato la possibilità a tutti di esprimere un proprio parere, che mi sembra una bella cosa. Il problema è che tutti pensano... Di essere ascoltati che ci sia qualcuno interessato a ciò che uno pensa. Cioè, detto, pensate quello che è successo quest'estate quindi con le Fevriani e lo scisma oppure che ne so, Dominutella che si è fatto la sua chiesuola o ancora che ne so, l'atto di profanazione o comunque fatto da questo poveraccio di Polacco a Meggiugori eccetera eccetera.

E c'è però un tema che ricorre continuamente, che è quello di Gesù. Interessante, perché Gesù continua a essere un tema di conversazione. Tendenzialmente in questo momento si dice questa cosa qua, cioè, sì, Gesù è una bella persona, aiuta, però alla fine la Chiesa lo ha un po', se non tradito almeno, come dire, ammortizzato, un po' inglobato in una religiosità che oggi si fa fatica. Ecco allora la contrapposizione che c'è fuori da più parti fra la religiosità, il cristianesimo e la spiritualità.

Benissimo, sono tutti argomenti in cui io non voglio entrare in questo momento. Però mi piace il fatto appunto che si parli di lui, cioè che ancora oggi a duemila anni di distanza diciamo ma chi è veramente Gesù? È una delle manifestazioni di Dio per cui Dio parla all'umanità nella storia attraverso diversi cristi, diversi modi di comunicare, è come dice Pietro durante il discorso dopo Pentecoste, è l'unico che ci dona salvezza e che cos'è la salvezza e chi ancora oggi pensa di dover essere salvato? Insomma, tanti argomenti. Al tempo di Gesù non c'erano i social, però c'era l'udito per ascoltare quello che si diceva. In questo cuore dell'estate, dopo aver celebrato ormai il Ferragosto che segna... Come dire la svolta pensiamo anche speriamo per il caldo puntuale come tutti gli anni fra fine agosto e inizi settembre arriva la bellissima pagina della rivelazione dell'incontro della riflessione a Cisera di Filippo Gli Apostoli e le discepoli ormai da diverso tempo, secondo Gesù, hanno lasciato i loro affetti, le loro occupazioni, si ritrovano a seguire questo viandante, questo annunciatore del regno, questo profeta, questo rabbino che si è improvvisato tale. Lo seguono in giro per la Galilea e poi anche fuori, ormai da due anni. Certamente Gesù deve avere un fascino straordinario, se una persona è capace di lasciare tutto, di mollare quello che sta facendo e di seguirlo, sicuramente c'è questo aspetto. A un certo punto Gesù appunto, un po' come oggi, si siede e dice «ma cosa si dice di me in giro?». Bellissimo perché il Vangelo di Matteo che stiamo leggendo quest'anno, copiando Marco e poi anche Luca starà dietro questa cosa, si racconta un po' di Gesù, quello che si pensa, c'è un profeta, Giovanni Battista, un po' Elia e oggi, come oggi, molte persone ancora, mi piace questo, tendenzialmente parlano bene di Gesù, raramente ho trovato una persona che... Dice peste e corna di Gesù, Gesù commuove, Gesù affascina forse per la sua coerenza, forse per la sua fine, forse per la sua tenerezza, forse per la sua capacità di sottolineare gli aspetti belli della vita, dai passerotti ai geni del campo, forse per questo. E va bene, per carità, è già un primo passo. Gesù è comunque un personaggio storico, che è certamente esistito e che probabilmente ha segnato la storia e la vita di molte persone, ma poi a un certo punto Gesù si rivolge a loro e a noi e dice «Sì, ok, va bene, ma tu, tu, cosa dici che io sia? Chi sono io per te?» Cosa rappresento per te? Non dare le risposte da catechismo, non esiste una risposta giusta e sbagliata, esiste il tuo percorso di vita. Allora nel cuore dell'estate il Signore prima di chiudere questa rovente estate chiede a me e a te, non dieci anni fa, quando eravamo giovani facevamo parte del gruppo scauto o andavamo a tesei, ma oggi ci chiede, sì ok, ma cosa sono diventato per te? Chi sono io per te? Ed è Simone a rispondere, lui a nome degli altri, e dice Gesù tu sei il Cristo. Il Cristo sapete la traduzione greca del termine mesha, che vuol dire l'unto, cioè l'atteso. In Israele non si incoronava il re, lo si ungeva, quindi sei tu il nuovo re Davide, il messia che tutti aspettavano. E guardate, è una roba enorme quella che dice Simone, perché Gesù... Tutto sembrava fuorché il Cristo, perché non veniva da una famiglia nobile, perché era nato nella Galilea delle Genti, la terra di Zabulon e Neftali, quindi metici, proprio non visti tanto bene, perché non aveva studiato, perché non faceva parte, che ne so, della setta dei farisei oppure degli esseni, niente di tutto questo, eppure dietro l'apparenza Pietro Simone vede qualcuno di diverso vede il Cristo tu sei il Cristo ecco allora ancora oggi davanti a tutto questo dibattito a questa messa in dubbio ancora forse non tanto del Vangelo quanto di come la Chiesa in questo momento lo possa vivere testimoniare il Vangelo di oggi ci incoraggia ci dice ma in fondo che cosa posso dirvi io io come Pietro posso dire con molta semplicità guarda boh A me Gesù ha condotto a Dio e io credo che Gesù sia il rivelatore del Padre. Io credo e prima di me centinaia di migliaia, milioni di uomini e donne normodotati hanno pensato la stessa cosa con altre lingue, altre culture, in altre epoche storiche. Gesù è il Cristo, ne ho fatto esperienza nella mia quotidianità, nella mia preghiera attraverso il Vangelo, la meditazione. L'ho incontrato, è il Cristo, non è un brav'uomo, io non so che farmene di un brav'uomo, preferisco leggere un autore che mi piace piuttosto che le pagine irritanti di Gesù, Gesù è il Cristo ed è bellissimo perché se volete andiamo al cuore, noi non stiamo seguendo una religione, noi stiamo seguendo, siamo discepoli di un maestro che è stato poi accolto e riconosciuto come la presenza stessa di Dio, il figlio di Dio che ci rivela che Dio è Padre, Figlio e Spirito Santo. In questa terra di mezzo, in questo tempo di mezzo, fra la sua venuta nella storia e la sua venuta nella gloria, realizziamo così, in piccolo, il sogno che lui ha avuto del regno, in attesa della piena manifestazione di Cielo Nuovo e Terra Nuova. Ecco, Simone si è lanciato, ha detto tu Gesù di Nazareth pescatore sei il Cristo. E Gesù, riconosciuto Cristo, restituisce a Pietro il favore. Dice a Simone, e tu sei una pietra. Che tenerezza questo scambio di favori. Simone sapeva di essere uno cocciuto, glielo dicevano tutti, un testardo, ma non sapeva che questa sua caratteristica, che per molti era vista come un difetto insormontabile, in realtà era esattamente ciò che serviva al Signore Gesù.

Qualcuno di saldo, non di perfetto, non di giusto, non di uno cocciuto, non di un intransigente, perché lo sappiamo la parabola di Simone sarà una parabola colma di contraddizioni, di fatiche, di ferite, di sbagli.

Saprà piangere il suo peccato, saprà piangere il suo tradimento, perciò ci è stato scelto come capo cordata, come uno capace di accompagnarci, come custode delle parole di Gesù insieme agli altri.

Bellissimo. Io vedo questo nella mia vita, non so voi, ho scavalato i 61 ormai, ma tutto quello che sono, tutto ciò che c'è di più vero, di più bello, che riconosco come dono di me e in me, è avvenuto perché ho conosciuto Cristo. E più mi sono avventurato in questa sfida di incontro e di conoscenza, e più misurando anche i miei limiti, la mia fatica, le inevitabili sofferenze che la vita porta, ho scoperto chi sono. Poi c'è questo altro dettaglio che mi appassiona moltissimo, cioè il fatto che solo il mio vero io conosce il vero Dio. Spesso Noi cristiani veniamo visti un po' come mezzi uomini e mezze donne. Alcuni ce le mettono tutte per far vedere che è così, ma non è così. Più ti avvicini a Dio e più fiorisci come persona.

C'è un altro aspetto che mi incuriosisce ma a cui non so dare risposta perché non sono un biblista, sono un appassionato di scrittura, sono come dico sempre un medico di base, non sono un cardiochirurgo. E che questa cosa che segue, tu sei Pietro e su questa pietra, che a volte è stata un po' ingigantita, le famose chiavi, il regno, ciò che chiudi sarà chiuso, ciò che apri sarà aperto. è un affidamento che Gesù fa, Simone, a tutta la Chiesa. Cioè, ecco, tu hai le chiavi per entrare nel cuore di Dio, spalancalo questo cuore, non decidere tu, non fare, come diceva benissimo Papa Francesco, la dogana. Cioè, non è una roba per cui diventiamo i giudici o lo sceriffo della Chiesa, no! No, ma tu che hai scoperto la serratura per aprire il cuore di Dio, lascialo fare. E vi dicevo, non riesco a capacitarmi di questa cosa. Sapete che quelli che studiano queste cose dicono che probabilmente dietro il Vangelo di Marco c'è Pietro. Quindi Marco è un discepolo di Pietro, quindi è un po' la testimonianza di Pietro. Ebbene, nel Vangelo di Marco non trovate questa seconda parte. La trovate invece in Matteo, che quindi è un'altra comunità, con un altro approccio, con un altro modo di vedere, un'altra angolazione di vedere Cristo. Non so, mi incuriosisce molto questo. Simone, Pietro, nel Vangelo di Marco non ne parla, Matteo sì, forse perché appunto... La chiesa matteana che viene dopo quella di Marco, ha scoperto che questo grande dono della figura di Pietro a cui viene affidato la custodia del deposito della fede. Insomma, tanta roba per questa domenica d'estate, in questo tempo un po' di marosi, un po' di odissea, ritorno a Itaca abbiamo qualcosa su cui riflettere, la domanda che il Signore fa a me e a te è di chi sono io per te? Sappiatevi amati perché lo siete, scegliete di amare se lo volete, come potete. Buona domenica.

Scarica la nostra App su