Parola del Signore
Dal Vangelo secondo Matteo 11,28-30
Testo del Vangelo
In quel tempo, Gesù disse:
«Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro.
Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».
Meditazione
Gesù non fa sconti. Nel Vangelo non dice:"Venite voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi toglierò il giogo che vi trovate a portare".
Gesù non dice: "Non avrete nessun giogo da portare." Dice qualcosa d'altro.
"Prendete il mio giogo sopra di voi... Il mio giogo è dolce e il mio peso leggero."
Come a dire: un giogo lo devi portare comunque. La domanda non è se porterai un peso, ma quale. Sapete, i vecchi qui raccontano spesso questo proverbio che credo sia abbastanza internazionale: chi non ha croci se le va a cercare. Ecco sono proprio quelle croci che ti vai a cercare che ti appesantiscono. Come se non fossimo capaci di vivere senza un peso.
Se non ti viene imposto dalla vita, spesso lo vai a cercare. E una cosa interessante è questa: a volte queste croci che ci prendiamo non esistono. Sono solo frutto delle nostre paure.
Gesù invece è onesto. Non promette una vita senza giogo, senza croci. Ci invita piuttosto a sostituire i pesi che ci imponiamo da soli con il suo giogo, con la sua croce. Perché il peso più leggero non è quello che ci fabbrichiamo o che non esiste, ma è quello condiviso con Lui.
Quando Gesù dice: "Prendete il mio giogo", significa che non stiamo tirando da soli. Lui è già sotto quel giogo con noi. Ecco perché il peso diventa leggero: non perché scompare, ma perché è condiviso. E se Gesù è con noi. Di cosa potremo aver paura?
Recita
Vittoria Salvatori
Musica di sottofondo
Arrangiamento musicale con chitarra di Gabriele Fabbri
Meditazione
Don Franco Mastrolonardo
Letture di Giovedì 16 Luglio 2026
XV settimana del Tempo Ordinario
Prima Lettura
Dal libro del profeta Isaìa
Is 26,7-9.12.16-19
Il sentiero del giusto è diritto,
il cammino del giusto tu rendi piano.
Sì, sul sentiero dei tuoi giudizi,
Signore, noi speriamo in te;
al tuo nome e al tuo ricordo
si volge tutto il nostro desiderio.
Di notte anela a te l'anima mia,
al mattino dentro di me il mio spirito ti cerca,
perché quando eserciti i tuoi giudizi sulla terra,
imparano la giustizia gli abitanti del mondo.
Signore, ci concederai la pace,
perché tutte le nostre imprese tu compi per noi.
Signore, nella tribolazione ti hanno cercato;
a te hanno gridato nella prova, che è la tua correzione per loro.
Come una donna incinta che sta per partorire
si contorce e grida nei dolori,
così siamo stati noi di fronte a te, Signore.
Abbiamo concepito,
abbiamo sentito i dolori
quasi dovessimo partorire:
era solo vento;
non abbiamo portato salvezza alla terra
e non sono nati abitanti nel mondo.
Ma di nuovo vivranno i tuoi morti.
I miei cadaveri risorgeranno!
Svegliatevi ed esultate
voi che giacete nella polvere.
Sì, la tua rugiada è rugiada luminosa,
la terra darà alla luce le ombre.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 101 (102)
R. Il Signore dal cielo ha guardato la terra.
Tu, Signore, rimani in eterno,
il tuo ricordo di generazione in generazione.
Ti alzerai e avrai compassione di Sion:
è tempo di averne pietà, l'ora è venuta!
Poiché ai tuoi servi sono care le sue pietre
e li muove a pietà la sua polvere. R.
Le genti temeranno il nome del Signore
e tutti i re della terra la tua gloria,
quando il Signore avrà ricostruito Sion
e sarà apparso in tutto il suo splendore.
Egli si volge alla preghiera dei derelitti,
non disprezza la loro preghiera. R.
Questo si scriva per la generazione futura
e un popolo, da lui creato, darà lode al Signore:
«Il Signore si è affacciato dall'alto del suo santuario,
dal cielo ha guardato la terra,
per ascoltare il sospiro del prigioniero,
per liberare i condannati a morte». R.
Per domande, ricerca di contenuti e approfondimenti clicca qui