San Gregorio Giovanni Barbarigo (18 Giugno)



La storia di San Gregorio Giovanni Barbarigo (18 Giugno)
Siamo a Venezia.

Diciassettesimo secolo.

Palazzi sul mare.
Navi nei canali.
Commerci che attraversano l'Europa.

Qui nasce Gregorio.

In una famiglia nobile.

Una vita che sembra destinata
alla carriera
e agli onori.

Ma Dio prepara strade inattese.

Gregorio studia.

Impara le lingue.
La diplomazia.
Le scienze.

È intelligente.
Colto.
Promettente.

Eppure sente che la sua vita
non gli appartiene del tutto.


Da giovane accompagna
un ambasciatore veneziano
alle trattative che porteranno
alla Pace di Vestfalia.

L'Europa è stanca di guerre.

E lì,
tra uomini di Stato e negoziati,

Gregorio comprende
quanto il mondo abbia bisogno
di pace.

Un incontro cambia il suo cammino.

Conosce il cardinale Fabio Chigi.

Diventerà Papa.

Con il nome di
Alessandro VII.

Tra i due nasce
una profonda stima.

E quando Gregorio diventa sacerdote,

viene chiamato a Roma.

Poco dopo,
la peste colpisce la città.

Molti fuggono.

Molti hanno paura.

Gregorio resta.

Visita i malati.

Consola gli afflitti.

Aiuta gli orfani e le vedove.

Non guarda il rischio.

Guarda le persone.

Più tardi diventa vescovo.

Prima a Bergamo.

Poi a Padova.

E qui si rivela
il suo cuore di pastore.

Non rimane chiuso nei palazzi.

Visita le parrocchie.

Ascolta la gente.

Cammina tra i poveri.

C'è una cosa
che gli sta particolarmente a cuore.

L'educazione.

Vuole sacerdoti preparati.

Vuole giovani istruiti.

Vuole che la fede
sia compresa e amata.

Per questo rinnova il seminario.

Apre scuole.

Promuove il catechismo.

Persino nel linguaggio quotidiano del popolo,
perché tutti possano capire.

La tradizione racconta

che fosse generoso con tutti.

Ma severo con sé stesso.

Mentre aiutava gli altri,

conduceva una vita semplice.

Senza lusso.

Senza ricerca di privilegi.

Passano gli anni.

Le opere crescono.

Le scuole si moltiplicano.

I seminari si riempiono.

E Gregorio continua a lavorare.

Come un seminatore paziente.

 

Muore nel 1697.

Durante una visita pastorale.

Come aveva vissuto.

Tra la sua gente.

San Gregorio Barbarigo ci insegna questo.

La santità non consiste
nel fare cose straordinarie.

Ma nel prendersi cura.

Delle anime.

Delle menti.

Dei cuori.

Educare.

Ascoltare.

Servire.

Sono gesti semplici.

Ma possono cambiare una vita.

E persino una città.

Signore Gesù,

hai donato a San Gregorio Barbarigo
uno spirito di sapienza
e un cuore di pastore.

Donaci il desiderio
di servire con generosità
e di educare con amore.

Insegnaci a prenderci cura degli altri,
a cercare il bene comune
e a vivere con umiltà
i compiti che ci affidi.

San Gregorio Giovanni Barbarigo,
vescovo e maestro di carità,

prega per noi.

Amen.

Musica di sottofondo
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Testo elaborato con l'ausilio dell'IA

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