Le voci dei profeti
annunziano il Signore,
che reca a tutti gli uomini
il dono della pace.
Ecco una luce nuova
s'accende nel mattino,
una voce risuona:
viene il re della gloria.
Nel suo primo avvento,
Cristo venne a salvarci,
a guarir le ferite
del corpo e dello spirito.
Alla fine dei tempi,
tornerà come giudice;
darà il regno promesso
ai suoi servi fedeli.
Or sul nostro cammino
la sua luce risplende:
Gesù, sole di grazia,
ci chiama a vita nuova.
Te, Cristo, noi cerchiamo;
te vogliamo conoscere,
per lodarti in eterno
nella patria beata.
A te lode, Signore,
nato da Maria Vergine,
al Padre e al Santo Spirito
nei secoli dei secoli. Amen.
IN LATINO
Magnis prophétae vócibus
veníre Christum núntiant,
laetae salútis praevia,
qua nos redémit, gratia.
Hinc mane nostrum prómicat
et corda laeta exaestuant,
cum vox fidélis pérsonat
praenuntiátrix glóriae.
Advéntus hic primus fuit,
puníre quo non saeculum
venit, sed ulcus térgere,
salvándo quod períerat.
At nos secúndus praemonet
adésse Christum iánuis,
sanctis corónas réddere
caelíque regna pándere.
Aetérna lux promíttitur
sidúsque salvans prómitur;
iam nos iubar praefúlgidum
ad ius vocat caeléstium.
Te, Christe, solum quaerimus
vidére, sicut es Deus,
ut perpes haec sit vísio
perénne laudis cánticum.
Sit, Christe, rex piíssime,
tibi Patrique glória
cum Spíritu Paráclito,
in sempitérna saecula. Amen.
Leonardo Rossi e Petra Rossi. Suona Leonardo Rossi.
Questo è uno degli inni più belli dell’Avvento, perché riesce a tenere insieme tre dimensioni del cristianesimo:
il ricordo della venuta storica di Cristo a Betlemme,
la sua presenza oggi nel cammino dell’uomo,
l’attesa del suo ritorno finale nella gloria.
È quasi una sintesi poetica di tutto l’Avvento.
Dal punto di vista storico, questo tipo di inni nasce dalla tradizione della Liturgia delle Ore latina, soprattutto dall’ambiente monastico medievale. Non sono semplici “canzoni religiose”: erano testi pensati per accompagnare il ritmo quotidiano della preghiera nei monasteri e nelle cattedrali.
L’Avvento, nei primi secoli, aveva anche un tono molto più austero rispetto a oggi. Non era soltanto preparazione al Natale, ma soprattutto attesa del ritorno glorioso di Cristo. E questo si sente chiaramente nell’inno.
La prima strofa:
“Le voci dei profeti
annunziano il Signore”
mette subito al centro i profeti dell’Antico Testamento.
Isaia, Geremia, Michea… sono loro le “voci” che attraversano i secoli annunciando una pace che il mondo da solo non riesce a costruire.
Poi arriva una delle immagini più tipiche dell’Avvento:
“Ecco una luce nuova
s’accende nel mattino”
La luce che nasce nel buio è simbolo universale di speranza. Nei testi cristiani richiama Cristo come “sole che sorge”, tema molto presente nei Vangeli e nei Padri della Chiesa.
Bellissima anche la terza strofa:
“Cristo venne a salvarci,
a guarir le ferite
del corpo e dello spirito.”
Qui c’è una spiritualità molto concreta: Gesù non salva soltanto “l’anima” in modo astratto, ma l’uomo intero.
Le “ferite” sono:
il peccato,
il dolore,
le divisioni,
la fragilità umana.
Cristo appare quasi come medico dell’umanità.
Ma improvvisamente l’inno cambia prospettiva:
“Alla fine dei tempi,
tornerà come giudice”
Questa è la dimensione escatologica dell’Avvento. I cristiani non attendono solo il ricordo di una nascita passata, ma il compimento finale della storia. Però il tono non è minaccioso: il giudice è lo stesso Cristo che è venuto a salvare.
Molto moderna e intensa è anche questa immagine:
“Or sul nostro cammino
la sua luce risplende”
Qui l’Avvento diventa esperienza personale. Non riguarda solo Betlemme o la fine dei tempi: riguarda oggi. La fede è descritta come un cammino illuminato da una presenza.
L’ultima parte ha il tono della ricerca spirituale:
“Te, Cristo, noi cerchiamo”
È quasi la preghiera dell’uomo contemporaneo:
non possedere Dio, ma cercarlo.
E il finale trinitario:
“al Padre e al Santo Spirito”
chiude l’inno nella lode, come spesso avviene nella liturgia antica.
Spiritualmente questo inno ha un’atmosfera molto particolare:
attesa,
alba,
cammino,
luce crescente.
Non è ancora la gioia piena del Natale.
È il momento in cui il cielo comincia appena a schiarire.