Esulti di gioia il cielo,
risuoni sulla terra
la lode degli apostoli.
Voi giudici del mondo,
araldi del Vangelo,
udite la preghiera.
Voi che aprite e chiudete
le porte della vita,
spezzate i nostri vincoli.
A un cenno vi obbediscono
le potenze del male:
rinnovate i prodigi.
Quando verrà il Signore
alla fine dei tempi,
ci unisca nella gloria.
Sia lode al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo
nei secoli dei secoli. Amen.
Danilo Concordia e Federico Fabbri. Canta Susanna Rossi e Danilo Concordia, suona Federico Fabbri.
“Esulti di gioia il cielo” è un inno per la Festa degli Apostoli, usato spesso nei Vespri delle celebrazioni apostoliche.
L’inno latino originale è:
Exsultet caelum laudibus
ed è uno dei grandi inni apostolici della tradizione latina medievale.
Probabilmente nasce tra il VI e l’VIII secolo, nell’ambiente liturgico romano o monastico.
L’inizio:
“Esulti di gioia il cielo,
risuoni sulla terra…”
ha un tono trionfale e festoso.
L’universo intero viene invitato a lodare Dio per la missione degli apostoli.
Questa idea è molto antica:
gli apostoli non sono visti semplicemente come “collaboratori” di Gesù, ma come le fondamenta stesse della Chiesa.
Per questo l’inno li presenta quasi come:
colonne spirituali,
luci del mondo,
giudici delle tribù d’Israele,
ma soprattutto testimoni della Risurrezione.
Storicamente questi inni venivano cantati nelle feste di:
San Pietro,
San Paolo,
Sant’Andrea,
San Giovanni Evangelista,
e degli altri apostoli.
C’è una spiritualità molto bella dietro questo testo:
gli apostoli vengono celebrati non perché perfetti, ma perché trasformati dalla grazia.
Infatti quasi tutti:
erano fragili,
impulsivi,
paurosi,
pieni di limiti.
Eppure Dio costruisce su di loro la Chiesa.
Questo è uno dei messaggi più profondi dell’inno:
la santità apostolica nasce dall’incontro con Cristo, non dalla perfezione umana.
Molto tipica della spiritualità medievale è anche la dimensione cosmica:
il cielo esulta,
la terra canta,
la Chiesa gioisce.
Gli apostoli sono visti come uomini che hanno riaperto la strada tra terra e cielo attraverso l’annuncio del Vangelo.
Dal punto di vista musicale, Exsultet caelum laudibus ha un tono molto solenne e processionale.
È il tipo di inno che immagini cantato in una basilica antica, con il suono grave del gregoriano che riempie le navate.
E spiritualmente lascia questa idea:
la fede cristiana non nasce da un libro o da una teoria, ma da uomini concreti che hanno visto, ascoltato e trasmesso una presenza viva.