Giovanni 17,20-26: "Ad immagine e somiglianza".



Parola del Signore
Dal Vangelo secondo Giovanni 17,20-26

Testo del Vangelo
In quel tempo, Gesù, alzàti gli occhi al cielo, pregò dicendo:
«Non prego solo per questi, ma anche per quelli che crederanno in me mediante la loro parola: perché tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato.
E la gloria che tu hai dato a me, io l'ho data a loro, perché siano una sola cosa come noi siamo una sola cosa. Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell'unità e il mondo conosca che tu mi hai mandato e che li hai amati come hai amato me.
Padre, voglio che quelli che mi hai dato siano anch'essi con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria, quella che tu mi hai dato; poiché mi hai amato prima della creazione del mondo.
Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto, e questi hanno conosciuto che tu mi hai mandato. E io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere, perché l'amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro».

 

Recita
Sabrina Boschetti

Musica di sottofondo
P.H.Erlebach. Halleluja. Performer Michel Rondeau. Diritti Creative Commons. musopen.org

Meditazione
Don Franco Mastrolonardo

Meditazione
Abbiamo contemplato lo Spirito Vivicante, Cristificante e Santificante. Ci terrei ovviamente a precisare che non esistono tre Spiriti Santi. Lo Spirito Santo è uno come uno è Dio, ma precisarne le caratteristiche ci aiuta a capire meglio la sua identità e la sua missione. Non so, facendo un paragone banale con il calcio se commento una partita presentando una squadra che gioca con il 4-3-3 la identifico meglio rispetto al dire giocano dieci giocatori in campo più il portiere. Poi magari la domenica dopo gioca più sbilanciata in avanti con un 3-4-3 ma se facciamo il conto sono sempre dieci più il portiere. La squadra è sempre quella. Quindi lo Spirito è uno, ma gioca su tre linee: vivifica, cristifica e santifica.
Ora abbiamo detto che il processo di santificazione è legato necessariamente alla cooperazione umana. Più l’uomo risponde, più lo Spirito agisce. Più agisce e più l’uomo viene santificato e cristificato. Si diceva di san Francesco che era divenuto, un alter Cristus, un altro Cristo, anche poi in virtù del dono delle stigmate. In effetti l’opera di santificazione più esemplare è quella legata alla vita dei santi, che si chiamano appunto così perché investiti dallo Spirito Santificatore. I loro meriti non risiedono tanto nelle loro virtù umane, quanto nella capacità di rispondere sì allo Spirito Santo. Umanamente i santi non sono più di noi, anzi. Confrontando la grafia di san Francesco nei pochissimi scritti rimastici alcuni studiosi hanno riscontrato in lui elementi patologici e più di uno lo ha definito pazzo. Eppure Francesco si è lasciato così coinvolgere nell’opera di santificazione che le sue fragilità psicologiche sono divenute strumento di salvezza per la Chiesa e per la storia degli uomini.
In effetti lo Spirito di santificazione viene a recuperare uno strappo, una lacerazione profonda che segna drasticamente la nostra umanità. Stiamo parlando del peccato. Perché l’azione dello Spirito Santo è così fondamentale? Perché nel corso della nostra storia permette di ripristinare in noi la somiglianza con Dio ferita inesorabilmente dal peccato. Faccio anche qui un esempio tecnologico. Le mappe di Google in macchina attraverso il GPS ci dicono dove siamo e dove andiamo. Noi siamo quel puntino che si sposta lungo le mappe. Le mappe sono la Via quindi nell'esempio rappresentano Gesù, il Figlio. Andiamo verso una meta che è il Padre. Ora chi permette di far funzionare tutto questo è la connessione. Se si interrompe la connessione probabilmente vedremo il nostro pallino sulla mappa ma non vediamo più né dove siamo, né dove andiamo.  Gesù ci ha detto che Lui è la Via, la Verità e la Vita e ci ha anche detto che lo Spirito ci ricorderà tutto quello che Gesù ci ha insegnato e ci ha lasciato la connessione della vita, lo Spirito Santo. Se noi non accendiamo quella connessione, in germe tecnico ci scolleghiamo, beh a quel punto faremo molta, molta fatica a raggiungere la meta, perchè senza spirito non vediamo neppure la Vis, cioè Gesù. E se non vediamo Gesù rischiamo di girare a vuoto. La mancanza di connessione è il peccato, che non è questione morale, è questione di fede, è scegliere di fare senza Dio, di non fidarsi più di Lui. Insomma cercare altre wifi....
Noi siamo stati fatti tanto bene, siamo stati fatti ad immagine e somiglianza di Dio, l'immagine è il pallino...ci siamo...siamo noi. La somiglianza è la connessione perduta. Allora lo Spirito Santo viene a ripristinare quella somiglianza. Vedremo domani come. 
  

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