I colori del Diavolo
Abbiamo visto come il cinema rappresenti in maniera diversa e a volte dissonante la figura del diavolo. Abbiamo scelto due film, anzi un film e una serie tv per fare un confronto veloce, ma eloquente. Di film sul diavolo ce ne sono a migliaia, anche perchè è molto più affascinante la narrazione dell'elemento demoniaco rispetto all'elemento virtuoso che risulta sempre più noioso. Però solo a prenderne in esame due come "State buoni se potete" e "Lucifer", già notiamo la differenza stilistica e contenutistica. Due diavoli diametralmente opposti che rivelano anche una diversa spiritualità intorno alla demonologia. Molto lineare e popolare quella del primo di Jhonni Dorelli, mentre più di nicchia quella su Lucifer. Che però trova alcune assonanze con il diavolo di Ivan nei fratelli Karamazov del grande Dostoiewskij.
Insomma un diavolo dai mille colori. Colori che cambiano nel cinema, ma sopratutto nella iconografia dei dipinti lungo i secoli. La figura del diavolo fino al medioevo ad esempio, era di colore blu e non rosso. Il rosso era il colore della grazia, della passione di Gesù. Poi, nel corso dei secoli il diavolo cambia vestito e acquisisce il color rosso che in tempi più recenti ha simboleggiato la lussuria e la paura.
Un epoca in cui il diavolo viene veramente mostrificato è quella del tardo medioevo. Qui arrivano le prime rappresentazioni di un diavolo con corna, zampe animali, corpo villoso, sensualità accentuata, espressioni feroci. La paura dell'arrivo dell'alba dell'anno 1000 faceva incontrare il diavolo ovunque. Si pensava che con quell'alba arrivasse anche la fine del mondo e il diavolo andasse in cerca di anime da portare all'inferno. Poi la fine del mondo non è arrivata, ma la paura nei secoli a venire non è diminuita. Anzi. L'iconografia del diavolo diventa sempre più minacciosa e pare proprio seguire la storia e le paure degli uomini: più crescono le angosce collettive, più il demonio diventa grande, mostruoso e onnipresente nelle immagini sacre.
E' la tesi certamente accreditata della professoressa Laura Pasquini di cui ascoltiamo una sequenza da una conferenza on line su youtube
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Una grande costruzione iconografica che comincia in realtà a Bisanza nell'iconografia bizantina, ma succede un fatto importante, cioè nel giudizio universale il demonio in trono sul suo trono di serpenti diventa più grande del Cristo giudice. Cioè la paura di finire all'inferno è superiore alla speranza di andare in paradiso. Questa è la traduzione in realtà si possono dire tante altre cose ovviamente su queste immagini, però per comprendere come il diavolo ha cambiato le sue forme, questo è fatto fondamentale è tale la paura di finire all'inferno che il diavolo e l'inferno che è tutta questa parte a destra vanno ad occupare uno spazio quasi superiore rispetto al paradiso.
Su youtube trovate l'intero video cercando "Iconografia del Diavolo nel Medioevo: storia, simboli e capolavori (con Laura Pasquini).
Dopo il medioevo arriva l'umanesimo e il Rinascimento e nel Seicento nasce con forza l’immagine del diavolo bello e ribelle, favorita anche dal Paradiso perduto di Milton: Satana non è più solo il mostro infernale, ma diventa una figura tragica, sensuale, potente, quasi eroica.
Il Settecento, con l’Illuminismo, tenta di “uccidere” il diavolo, riducendolo a superstizione. Ma il male non scompare.
Nell’Ottocento il demonio diventa sempre più affascinante: non fa più paura come i mostri medievali, ma seduce. Il problema, ora è proprio questo: se il male appare bello, diventa più difficile riconoscerlo.
E si arriva ai giorni nostri con l’emoticon del diavoletto su WhatsApp. È il segno della nostra familiarità pericolosa con il male: lo usiamo per scherzare, per dire che siamo arrabbiati o birichini. Ma il messaggio finale è serio: il male continua a esistere e l’uomo continuerà sempre a cercare immagini per rappresentarlo. Conoscerlo serve, in fondo, a ... riconoscerlo. E vedremo più avanti quanto è importante dargli un nome e un volto.
Quindi un diavolo che cambia con la cultura, l'arte, ma anche con la teologia.
Una cosa ci è chiara: non è lui il Dio del male. Non è lui il creatore, è semplicemente una creatura di Dio. Esatto, una figlio della creazione. E se Dio come abbiamo visto in lungo e in largo ha fatto buone tutte le cose, anche il diavolo in principio era buono.
Il Catechismo della Chiesa Cattolica (CCC 391) afferma che il Diavolo è un angelo caduto che si è ribellato a Dio per superbia. È un essere reale, creato buono ma trasformato in malvagio per sua libera scelta. Ora questa libera scelta è tema dibattuto. Opera del diavolo o pedagogia di Dio. E il diavolo avrà mai sentito nostalgia del paradiso? Ascoltiamolo...
"Dunque è questa la sede che abbiamo guadagnato contro il bagliore del cielo.
Tutt’intorno fiamme che non danno luce e tenebre roventi nelle quali si agitano visioni di sventura e fumi di zolfo maleodorante pongono i sensi.
È diverso questo luogo da cui ero, da cui siamo caduti.
La mia sorte ormai è segnata. Sono rimesso al dolore eterno.
Come potrei soffrire di più in questo sprofondo in cui mi trovo?
Quale pena peggiore potrei immaginare?
Ma il destino mi riservava un altro tormento ancora: la nostalgia e il rimpianto del paradiso perduto.
Così nei miei occhi ruppe la visione immensa, lo sgomento e l’odio tenace e l’orgoglio ferito, e nulla poteva saziare.
Non posso sperare.
Funzione naturale di ogni patimento, la morte non è contemplata nella mia natura.
Sono condannato a durare in eterno, dovunque in fuga e sempre in inferno,
poiché sono io l’inferno".
Questo è Tomas Milton dal suo Paradiso perduto. E su Youtube trovate la bellissima interpetazione integrale di Rosario Diana, musica di Rosalba Quindici
E ora giusto per mettere carne sul fuoco ci lasciamo provocare da altre domande: chi ha spinto Lucifero ad opporsi a Dio? Cioè se Adamo ed Eva sono stati provocati dal serpente e la tradizione ha identificato il serpente con il diavolo, Lucifero da chi è stato provocato nel suo peccato, dato che il diavolo ancora non c'era? O forse anche il serpente non era il diavolo?
Recita
Don Franco Mastrolonardo
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