Giovanni 16,23b-28: "La preghiera che rigenera".



Parola del Signore
Dal Vangelo secondo Giovanni 16,23b-28

Testo del Vangelo
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«In verità, in verità io vi dico: se chiederete qualche cosa al Padre nel mio nome, egli ve la darà.
Finora non avete chiesto nulla nel mio nome. Chiedete e otterrete, perché la vostra gioia sia piena.
Queste cose ve le ho dette in modo velato, ma viene l'ora in cui non vi parlerò più in modo velato e apertamente vi parlerò del Padre. In quel giorno chiederete nel mio nome e non vi dico che pregherò il Padre per voi: il Padre stesso infatti vi ama, perché voi avete amato me e avete creduto che io sono uscito da Dio.
Sono uscito dal Padre e sono venuto nel mondo; ora lascio di nuovo il mondo e vado al Padre».

Meditazione
In questo Vangelo che abbiamo ascoltato e che termina il discorso di addio, coincide secondo la prospettiva di Giovanni dal capitolo 14 al capitolo 16. Ecco, ancora una volta, dopo aver parlato del terzo grande della Trinità, vi ricordo che è Giovanni e San Paolo che introducono in maniera esplicita e rivelano il mistero della Trinità giovanni poi lo fa in una maniera sorprendente e unica ecco emerge ancora una volta fortemente il rapporto che gesù aveva col padre pensate a quest'uomo che ha vissuto lungo i suoi tre cinque anni di vita pubblica e tanti scontri tanti confronti con avversari e prove, difficoltà, trabocchetti, trappole, mi viene da dire, come faceva, io me lo chiedo, come faceva il figlio di Dio a rimanere in piedi, a stare dentro la vita, stare dentro le realtà, senza scoraggiarsi, perché era Dio? Sì, forse era Dio, ma era, no forse era Dio chiaramente, ma era pienamente umano. E qui si vede il rapporto che lui aveva con il Padre. Il Padre diventa per lui quella stanza profonda in sé stesso, in cui lui si rifugiava, in cui lui andava, in cui lui trovava sé stesso, trovava pace. La preghiera con il Padre diventava il luogo della rigenerazione, dell'affetto, del bene, dell'amore. Io credo che Gesù è proprio in questo rapporto che lui trovava la forza proprio per andare avanti. E qui, in questi versetti che abbiamo ascoltato, Gesù ribadisce ciò che comunque aveva già detto in precedenza. La sua morte non è una morte, non è una chiusura definitiva, ma è un ritorno al Padre. Diremo qualcosa nei prossimi giorni perché lo schema del Vangelo di Giovanni ci aiuta a capire il senso anche della nostra esistenza. Questo ritorno al Padre per un'azione ed una vita più efficace ancora. Cristo sta per essere immolato, diventa il nome attraverso il quale chiedere. Il nome che ci consente di trovare la nostra identità. Pensate a Genesi, al racconto di Babilonia. Venite, costruiamoci una città e una torre, la cui cima tocchi il cielo e facciamoci un nome. Il nome non ce lo diamo noi, il senso alla nostra vita non ce lo diamo noi, ci viene da qualcun altro ed è importante avere questa consapevolezza. Noi non riusciremo mai a dare pienezza, nome, identità alla nostra vita.

Concludo con una piccola perla preziosa. Provate ad andare a vedere all'inizio proprio del Vangelo di Giovanni Quali sono le parole con le quali il Vangelo si apre, parole dirette dette da una persona? Le troviamo sulla bocca di alcuni scribi mandati da Gerusalemme a chiedere a Giovanni, chi sei? Che non significa dire, no, io sono il figlio di... Faccio questo, no. Chi sei tu? Lui risponda con il nome che gli è proprio. Io sono voce di uno che grida nel deserto, preparate la strada al Signore. Il nome ce lo dà qualcun altro, Giovanni lo riceve dal profeta Isaia ed è in riferimento a Cristo.

Recita
Sabrina Boschetti

Musica di sottofondo
P.H.Erlebach. Halleluja. Performer Michel Rondeau. Diritti Creative Commons. musopen.org

Meditazione
Don Vittorio Metalli

Letture di Sabato 16 Maggio 2026
VI settimana di Pasqua

Prima Lettura
Dagli Atti degli Apostoli
At 18,23-28

Trascorso ad Antiòchia un po' di tempo, Paolo partì: percorreva di seguito la regione della Galàzia e la Frìgia, confermando tutti i discepoli.
Arrivò a Èfeso un Giudeo, di nome Apollo, nativo di Alessandria, uomo colto, esperto nelle Scritture. Questi era stato istruito nella via del Signore e, con animo ispirato, parlava e insegnava con accuratezza ciò che si riferiva a Gesù, sebbene conoscesse soltanto il battesimo di Giovanni.
Egli cominciò a parlare con franchezza nella sinagoga. Priscilla e Aquila lo ascoltarono, poi lo presero con sé e gli esposero con maggiore accuratezza la via di Dio.
Poiché egli desiderava passare in Acàia, i fratelli lo incoraggiarono e scrissero ai discepoli di fargli buona accoglienza. Giunto là, fu molto utile a quelli che, per opera della grazia, erano divenuti credenti. Confutava infatti vigorosamente i Giudei, dimostrando pubblicamente attraverso le Scritture che Gesù è il Cristo.


Salmo Responsoriale
Dal Salmo 46 (47)

R. Dio è re di tutta la terra.
Popoli tutti, battete le mani!
Acclamate Dio con grida di gioia,
perché terribile è il Signore, l'Altissimo,
grande re su tutta la terra. R.

Perché Dio è re di tutta la terra,
cantate inni con arte.
Dio regna sulle genti,
Dio siede sul suo trono santo. R.

I capi dei popoli si sono raccolti
come il popolo del Dio di Abramo.
Sì, a Dio appartengono i poteri della terra;
egli è eccelso. R.

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