Giovanni 16,23b-28: "Perché chiedere?".



Parola del Signore
Dal Vangelo secondo Giovanni 16,23b-28

Testo del Vangelo
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«In verità, in verità io vi dico: se chiederete qualche cosa al Padre nel mio nome, egli ve la darà.
Finora non avete chiesto nulla nel mio nome. Chiedete e otterrete, perché la vostra gioia sia piena.
Queste cose ve le ho dette in modo velato, ma viene l'ora in cui non vi parlerò più in modo velato e apertamente vi parlerò del Padre. In quel giorno chiederete nel mio nome e non vi dico che pregherò il Padre per voi: il Padre stesso infatti vi ama, perché voi avete amato me e avete creduto che io sono uscito da Dio.
Sono uscito dal Padre e sono venuto nel mondo; ora lascio di nuovo il mondo e vado al Padre».

Meditazione
L'argomento della preghiera di richiesta e del suo esaudimento è cosa antica. Già Filone d'Alessandria ebreo, ancor prima della nascita di Cristo, era criticato dai suoi contemporanei filosofi greci circa l'immutabilità di Dio. Questi sostenevano che il Dio degli ebrei era instabile in quanto andava dietro ai capricci degli uomini cambiando e ricambiando gli eventi della storia in base alle loro richieste. E così più avanti nei secoli il filosofo Spinoza scriveva che "richiedere con la preghiera o con la richiesta di un miracolo una modifica delle regole della natura significa turbare nello stesso tempo le leggi naturali e la volontà divina che quelle leggi ha stabilito e a quelle sovrintende.  Insistere in richieste del genere è una manifestazione superstiziosa e, in casi estremi, addirittura blasfema".
Beh, a questo punto potremmo mettere nella lista dei blasfemi anche Gesù, dato che proprio nel Vangelo di oggi ci dice "Se chiederete qualche cosa al Padre nel mio nome, egli ve la darà" e ancora "chiedete e otterrete". Ovviamente sto ironizzando.
Ma la questione non è per nulla scontata. Certo forti della parola del Vangelo rimaniamo ben trincerati di fronte alle provocazioni. Però...c'è un però... Perché onestamente non possiamo ritenere ragionevole che ogni volta che chiediamo otteniamo. Può anche accadere che le preghiere per intenzioni serie, come la guarigione di un bambino malato ad esempio, non vengano esaudite. Quindi è un Dio che fa preferenze? E se è un Dio che fa preferenze come posso pensare che sia un Dio credibile?
Allora voglio scomodare il principe dei teologi San Tommaso d'Aquino il quale  inizia una dialettica facendo interagire più tesi contrastanti. Così comincia: la preghiera di per sé tende a piegare l'anima di chi l'ascolta. Ma l'anima di Dio è immutabile e inflessibile. Perciò è irrazionale pregare Dio. Inoltre il Padre sa già di cosa abbiamo bisogno. Per cui chiederle é inutile. E ancora: ogni cosa è prestabilita e non è soggetta a cambiamenti. Anche qui sarebbe inutile pregare. Quindi? Ci domandiamo. E lui continua: però Gesù ci ha chiesto di pregare. Quindi dobbiamo capire il perchè.
Se Dio sa già quello di cui abbiamo bisogno, la preghiera a Lui certamente non aggiunge nulla di nuovo. Ma la aggiunge a noi: perché siamo noi che non sappiamo in realtà ciò di cui abbiamo bisogno. Quindi la preghiera serve anzitutto a chiarire a noi stessi il bisogno che chiediamo. E per quello che riguarda l'esaudimento è vero che Dio non può sottostare al nostro desiderio «come se» fosse la mia preghiera a muovere Dio a fare questo o quello. E ciò non perché Dio sia indifferente, ma perché un «reale» ascolto della mia preghiera trascinerebbe Dio dalla parte della creatura e Dio diventerebbe dipendente dalle creature. Ma la preghiera va ad agire non sugli effetti, ma sulle cause degli eventi. Cioè la preghiera, sostiene mirabilmente San Tommaso e prima di lui un altro grande padre della Chiesa Origene, supera lo spazio e il tempo e arriva nell'eternità di Dio dove tutto è presente. Quindi Dio costruisce la storia con la preghiera degli uomini che non vanno così a cambiare capricciosamente l'ordine delle cose, ma a ottenere quanto Dio aveva già disposto di donarci dall'eternità. Ecco in questo modo San Tommaso salva l'immutabilità di Dio e la potenza della preghiera di richiesta.
Concludo con un esempio affascinante, meno teologico e più popolare. Tutti sappiamo ormai del terzo mistero di Fatima. Un uomo bianco viene ucciso. Ora a Fatima compare Maria e chiede di pregare. Nasce una catena fortissima di preghiere. Quarant' anni dopo nello stesso giorno dell'apparizione, un uomo bianco, Papa Giovanni Paolo II, cade sotto due colpi ravvicinati di pistola. Cade ma non muore. Una pallottola ha sparato e una ha guidato il proiettile dirà in seguito il Papa. E il medico curante sostiene ancora oggi l'andatura perlomeno strana della pallottola che sembra essere andata a zig zag saltando tutti gli organi vitali. Capite il meccanismo? La risposta di preghiera in quarant' anni ha lavorato in sinergia con la volontà di Dio di tenere in vita il papa.  Quando prego per qualcosa, qualcosa succede! Tranquilli.

 

Recita
Sabrina Boschetti

Musica di sottofondo
P.H.Erlebach. Halleluja. Performer Michel Rondeau. Diritti Creative Commons. musopen.org

Meditazione
Don Franco Mastrolonardo

Letture di Sabato 16 Maggio 2026
VI settimana di Pasqua

Prima Lettura
Dagli Atti degli Apostoli
At 18,23-28

Trascorso ad Antiòchia un po' di tempo, Paolo partì: percorreva di seguito la regione della Galàzia e la Frìgia, confermando tutti i discepoli.
Arrivò a Èfeso un Giudeo, di nome Apollo, nativo di Alessandria, uomo colto, esperto nelle Scritture. Questi era stato istruito nella via del Signore e, con animo ispirato, parlava e insegnava con accuratezza ciò che si riferiva a Gesù, sebbene conoscesse soltanto il battesimo di Giovanni.
Egli cominciò a parlare con franchezza nella sinagoga. Priscilla e Aquila lo ascoltarono, poi lo presero con sé e gli esposero con maggiore accuratezza la via di Dio.
Poiché egli desiderava passare in Acàia, i fratelli lo incoraggiarono e scrissero ai discepoli di fargli buona accoglienza. Giunto là, fu molto utile a quelli che, per opera della grazia, erano divenuti credenti. Confutava infatti vigorosamente i Giudei, dimostrando pubblicamente attraverso le Scritture che Gesù è il Cristo.


Salmo Responsoriale
Dal Salmo 46 (47)

R. Dio è re di tutta la terra.
Popoli tutti, battete le mani!
Acclamate Dio con grida di gioia,
perché terribile è il Signore, l'Altissimo,
grande re su tutta la terra. R.

Perché Dio è re di tutta la terra,
cantate inni con arte.
Dio regna sulle genti,
Dio siede sul suo trono santo. R.

I capi dei popoli si sono raccolti
come il popolo del Dio di Abramo.
Sì, a Dio appartengono i poteri della terra;
egli è eccelso. R.

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