Parola del Signore
Dal Vangelo secondo Giovanni 15, 9-11
Testo del Vangelo
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore.
Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore.
Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena».
Recita
Massimo Alberici
Musica di sottofondo
P.H.Erlebach. Halleluja. Performer Michel Rondeau. Diritti Creative Commons. musopen.org
Meditazione
Don Davide Arcangeli
Meditazione
Se il Padre ha amato il Figlio, ciò non è accaduto in qualche momento particolare della storia. Con questo verbo al tempo passato l’evangelista intende considerare globalmente tutto l’itinerario della Parola Dio, da sempre rivolta verso Dio, che si è fatta carne e ha piantato la sua tenda in mezzo a noi ed è ritornata al Padre con la sua morte e resurrezione. Tutta la vita del Figlio, Parola del Padre, consostanziale a lui, è sostenuta dall’unico atto con cui da sempre e per sempre il Padre ha amato il Figlio.
Proprio tale atto fonda e rende possibile, l’amore del Figlio per i suoi discepoli. Il “come” con cui spesso il Vangelo di Giovanni collega il rapporto tra Padre e Figlio con gli uomini ha un valore speciale. Potremmo tradurre meglio la frase così: con l’amore con cui il Padre ha amato me, anch’io ho amato loro. Quello di Gesù verso i discepoli non è un’imitazione dell’amore che lega il Padre e il Figlio, ma è proprio lo stesso amore.
Solo questa consapevolezza ci fa uscire dall’eterna tentazione spirituale del moralismo, ossia la tendenza a considerare la perfezione morale, che potrebbe essere intesa con l’espressione “osservare i suoi comandamenti”, come un frutto della volontà umana. Non c’è alcuna vera perfezione dell’uomo senza partecipazione al dono dell’amore. L’uomo non può pretendere di elevarsi a Dio con le sue forze, ma solo la grazia di Dio, che è proprio l’amore che lega il Padre e il Figlio, può innalzarlo.
Quanti scontri nel nostro intimo, quanti scrupoli, quante paure nascono dal fatto che poniamo nelle nostre forze il raggiungimento di determinati obiettivi. Se il Signore permette ricadute e fragilità che a volte ci sconcertano, è perché arriviamo a confidare nel Suo amore. Solo abbandonando ogni pretesa di giustizia nel nostro cuore, possiamo permettere al Suo amore di vincere il nostro peccato.