Giovanni 10,11-18: "Gesù, il buon Pastore...".



Parola del Signore
Dal Vangelo secondo Giovanni 10, 11-18

Testo del Vangelo
In quel tempo, Gesù disse: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario - che non è pastore e al quale le pecore non appartengono - vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore.
Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore.
Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio».

 

Recita
Massimo Alberici

Musica di sottofondo
P.H.Erlebach. Halleluja. Performer Michel Rondeau. Diritti Creative Commons. musopen.org

Meditazione
Don Franco Mastrolonardo

Meditazione
Il Buon Pastore conosce la voce delle sue pecore. Siamo noi che invece rischiamo di non conoscere le Sua voce. Il problema è di stabilire la connessione giusta. Avete presente quando il nostro smartphone va alla ricerca di reti wifi? Ne trova tante. Di quelle solamente una è quella giusta. Alcune non si agganciano, altre potrebbero anche aggganciarsi ma non ci danno la connessione ad Internet. Una invece si aggancia e ci permette di navigare. Ecco, dobbiamo essere capaci di agganciare Gesù, il Buon pastore.
Gesù parla di mercenari che approfittano delle pecore e li abbandonano ai lupi. Tutto perchè noi pecore non sappiamo distinguere tra il vero e il falso. Prendiamo lucciole per lanterne. Come quando su Internet ci offrono servizi o prodotti gratis, aderiamo subito consentendo con un clic a tutto ciò che ci chiedono e di lì a poco siamo in balia di lupi rapaci. Non abbiamo pagato nessun prodotto, ma noi stessi siamo diventiati prodotto di scambio.
È la legge di Internet: "Se non lo stai pagando non sei il cliente, sei il prodotto venduto".
Ma al di là di Internet il problema più grosso ci accade quando sbagliamo a trovare la felicità, fermandoci a quei surrogati che ci lasciano briciole di piacere e grandi vuoti interiori.
No il Vangelo del Buon Pastore è chiaro: dobbiamo riconoscere la sua voce. E allora vi lascio con un profeta di questo secolo che ha messo in guardia i giovani dai lupi e dai mercenari e ha urlato a gran voce la direzione da prendere.

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