La storia di San Michele dei Santi (10 Aprile)
Siamo in Spagna.
Fine del Cinquecento.
Città vive.
Strade animate.
Una fede presente.
Qui nasce Michele.
Un bambino vivace.
Curioso.
Pieno di energia.
Fin da piccolo
mostra qualcosa di particolare.
Ama il gioco.
Ama correre.
Ma è attratto anche
dalla preghiera.
Come se due mondi
crescessero insieme in lui.
Rimane presto senza padre.
La vita cambia.
Non è più solo leggerezza.
Arrivano responsabilità.
Fatica.
E dentro di lui
la ricerca si fa più profonda.
Entra tra i religiosi.
Prima tra i Trinitari.
Poi sceglie una riforma più austera.
Vuole una vita essenziale.
Silenziosa.
Radicata in Dio.
La sua strada
diventa sempre più interiore.
Preghiera lunga.
Meditazione.
Un rapporto con Dio
semplice e intenso.
Non cerca visioni.
Cerca presenza.
Eppure la tradizione racconta
esperienze profonde.
Momenti di unione con Dio.
Una pace che lo attraversa.
Non per sé.
Ma per amare di più.
Michele non si chiude.
Vive in comunità.
Serve.
Obbedisce.
La sua santità
non lo separa dagli altri.
Lo rende più vicino.
Muore giovane.
Nel 1625.
Una vita breve.
Ma intensa.
Come un fuoco
che arde forte.
San Michele dei Santi ci insegna questo.
La profondità
non è lontana.
È accessibile.
Nel silenzio.
Nella preghiera.
Nella fedeltà quotidiana.
E Dio
non è distante.
Si lascia incontrare
da chi lo cerca davvero.
Signore Gesù,
hai donato a San Michele dei Santi
un cuore ardente di amore per te.
Donaci il desiderio della preghiera,
il gusto del silenzio
e la ricerca della tua presenza.
Insegnaci a vivere con profondità,
a non restare in superficie
e a lasciarci trasformare dal tuo amore.
San Michele dei Santi,
testimone di vita interiore,
prega per noi.
Amen.
Recita
Gennj Fabbrucci, Patrizia Sensoli
Musica di sottofondo
www.motionarray.com
Testo elaborato con IA