Il libro di Giona, la storia sovversiva di un profeta ribelle che odia Dio per chi ama i suoi nemici.
Il libro di Giona è unico tra i libri profetici dell'antico testamento che tipicocamente sono delle raccolte di messaggi divini annunciate attraverso dei profeti. Ma questo libro di fatto non si concentra sulle parole pronunciate dal profeta è piuttosto la storia di un profeta, un uomo davvero gretto e sgradevole. Giona compare nell'antico testamento soltanto un'altra volta è durante il regno di Gerobuomo II, uno dei peggiori re d' Israele E Giona profetizzò a suo favore promettendogli che avrebbe vinto una battaglia e riconquistato tutto il territorio lungo il confine settentrionale di Israele. Ora è importante sapere che anche il profeta Amos aveva affrontato Geroboamo e per mezzo di lui Dio ribaltò proprio la profezia di Giona, annunciando che Geroboamo avrebbe perso tutti quegli stessi territori poiché era un re davvero orribile dunque ancor prima che inizi la storia di Giona abbiamo già dei sospetti sul suo carattere. Il libro di Giona ha una struttura meravigliosa grazie alle sue associazioni letterarie e alla sua particolare simmetria.
I capitoli uno e i tre narrano la storia dell'incontro tra Giona e i non israeliti, prima con alcuni marinai e in seguito i suoi nemici giurati i niniviti in entrambi i casi notiamo il comico contrasto tra l'egoismo di Giona e l'umiltà e il pentimento dei pagani. I capitoli 2:04 contengono le preghiere di Giona Una è una sorta di preghiera di pentimento e l'altra è una preghiera in cui Giona rimprovera Dio per la sua eccessiva bontà a questa accurata struttura del libro corrisponde uno stile narrativo davvero unico. La storia è zeppa di personaggi stereotipati, i quali ironicamente si comportano in modo da sovvertire totalmente le nostre aspettative E allora scopriamo che il profeta l'uomo di Dio si ribella e odia il suo stesso Dio.
I marinai che invece immaginiamo siano davvero immorali in realtà hanno il cuore tenero si pentono e si rivolgono umilmente a Dio. Il re dell'impero più potente e sanguinario del pianeta si umilia dinanzi a Dio toccato da un sermone di cinque parole di Giona e persino le sue mucche si pentono oggi definiremmo satira questo tipo di narrazione. Si tratta di storie che riguardano personaggi ben noti posti in circostanze estreme per criticare la loro stupidità e i difetti caratteriali vengono usati l'umorismo e l'ironia approfondiamo e vediamo la struttura del libro.
La storia comincia nel momento in cui Dio affida a Jona il compito di andare a predicare contro il male e l'ingiustizia a Ninive, la capitale dell'impero assiro, acerrimo nemico di Israele, ma anziché andare verso est a Ninive, Giona va nella direzione opposta e trova una nave diretta al punto occidentale più estremo verso Tarsis. Ora la domanda che naturalmente ci poniamo è perché perché Gionah fugge ha forse paura non gli piacciono gli abitanti di Ninive ancora non ci viene detto in buona sostanza l'uomo di Dio cerca di fuggire da Dio e sale a bordo di una nave piena di marinai pagani scende in fondo alla nave e si addormenta. Dio scatena una violenta tempesta per svegliare il suo profeta, mentre ironicamente i marinai a bordo sono pienamente consapevoli di quanto stia succedendo. Capiscono che è all'opera una forza divina dunque tirano a sorte e scoprono che il colpevole è Giona quando gli chiedono di dar loro delle spiegazioni, Giona comincia a blaterare una serie di paroloni religiosi. Dice che sì è ebreo temo il signore Dio del cielo che ha fatto il mare e la terraferma sta forse scherzando vuoi dire che Dio ha creato in modo perfetto il mare e la terraferma e Giona è tanto sciocco da fuggire da questo Dio a bordo di una nave quando i marinai chiedono a Giona che cosa dovrebbero fare egli dice uccidetemi prendetemi e gettatemi in mare Il che in un primo momento potrebbe sembrare un gesto nobile finché non ci rendiamo conto che potrebbe trattarsi della sua mossa più egoista fino a questo momento. Voglio dire quale modo migliore per evitare di andare a Ninive?
Giona sporca del suo stesso sangue le mani di questi marinai innocenti, costringendoli a ucciderlo. I marinai sono certamente riluttanti e si pentono dinanzi a Dio. nel momento stesso in cui lo gettano in mare. La tempesta si placa e i marinai dimostrano un evidente timore verso il Dio di Israele a differenza di Giona adorano davvero Dio. ma Dio rovina i piani di Giona di fuggire da Ninive, mentre Giona sta negando Dio gli prepara una strana sepoltura acquatica lo stomaco di un grosso pesce naturalmente in circostanze normali, ciò avrebbe significato una morte certa, ma in questa storia tutto va alla rovescia così la morte per annegamento di Giona si tramuta nel suo ritorno alla vita intrappolato nello stomaco di questa bestia, Giona recita una preghiera tecnicamente non dice mai di essersi pentito, ma ringrazia Dio per non averlo abbandonato e promette che da quel momento in poi ubbidirà a Dio, nonostante tutto e la risposta di Dio è alquanto comica.
La balena vomita a Giona sulla terraferma ancora una volta Dio dà a Giona il compito di andare a Ninive a predicare. e questa volta egli obbedisce ci viene detto che Ninive era una città gigantesca tanto che ci volevano giorni di cammino per attraversarla. Giona arriva nella città dopo una giornata di cammino e preannuncia ancora 40 giorni e Ninive sarà distrutta in ebraico sono cinque parole. Il suo sermone è molto breve e anche strano vediamo cosa manca non vengono menzionati gli errori dei Niniviti né il modo in cui essi avrebbero dovuto reagire non viene menzionato chi li distruggerà e cosa ancora più rilevante non vi è alcuna menzione di Dio che sta succedendo Giona ha diffuso intenzionalmente il minimo indispensabile di informazioni è come se stesse cercando di sabotare il suo stesso messaggio o volesse assicurarsi che i Nini viti fossero effettivamente distrutti Giona qui non fa alcuno sforzo, ma qualunque siano le sue ragioni, il piano non funziona perché appena pronuncia questo sermone di cinque parole, il re di Ninive e la città intera incluse le mucche si pentono vestendosi di tela di sacco e sedendo sulla cenere. dunque per la seconda volta questi pagani malvagi dimostrano di essere più sensibili del profeta di Dio. Dio perdona gli abitanti di Ninive e non distrugge la città. Ora ecco la parte più brillante della storia.
L'ultima parola del breve sermone di Giona distrutta significa semplicemente rivoltata e può riferirsi a una città distrutta come Sodoma e Gomorra, ma può anche essere usata per indicare qualcosa in fase di cambiamento come rivoltata e trasformata nel suo opposto. Comicamente le parole di Giona diventano realtà, ma non nel modo in cui egli voleva Ninive non viene distrutta e i nemici di Giona si pentono e trovano la misericordia di Dio. Il capitolo finale riunisce tutti i temi trattati nel corso del libro. Giona è furioso e recita la sua seconda preghiera prima di tutto rivela Dio la ragione della sua fuga nel capitolo uno non fuggì perché aveva paura, ma perché sapeva che Dio è estremamente misericordioso. La cosa fantastica è che Giona cita realmente la descrizione che Dio fece di sé nel libro dell'Esodo e gliela rinfaccia come un insulto. Dice di sapere che Dio è misericordioso e che avrebbe trovato il modo di perdonare quegli orribili ininiviti. Possiamo quasi sentire lo sdegno nella voce di Giona. Giona interrompe subito il discorso e prega che Dio lo uccida all'istante. Preferisce morire che vivere con un Dio che perdona i suoi nemici fortunatamente per Giona Dio non lo accontenta e gli chiede semplicemente se la sua ira sia giustificata. Giona ignora la domanda ed esce dalla città per accamparsi su una collina vicina in attesa di vedere cosa succederà.
Dopotutto i niniviti potrebbero cancellare il loro pentimento e venire comunque distrutti. Quello che accade subito dopo è molto strano. Dio fa crescere una pianta di rigino per riparare Giona dal sole cosa che lo rende parecchio felice. Poi però Dio invia un piccolo parassita a rosicchiare la pianta e così Giona non può più beneficiare dell'ombra E lì sotto un caldo sole Giona chiede nuovamente Dio di ucciderlo dunque ancora una volta Dio chiede a Giona se la sua ira sia giustificata e Giona risponde sbraiitando sì faccio bene a irritarmi così fino a desiderare la morte E queste sono le ultime parole di Giona nella storia, ma sono le parole finali di Dio a concludere il libro. Egli dice che questa vicenda del ricino è stato un tentativo di comunicazione con Giona giusto Giona si era preoccupato e commosso per quel ricino del quale aveva potuto godere solo per un giorno e Dio chiede a Giona non sono gli uomini un po' più importanti di un ricino? Non può Dio nutrire lo stesso tipo di emozioni e preoccupazioni per la città di Ninive con le sue migliaia di abitanti che hanno smarrito la retta via e anche le loro mucche. Il libro si conclude in questo modo con Dio che chiede a Giona il permesso di mostrare misericordia ai suoi nemici. E qual è la risposta di Giona? La storia non lo dice perché non è quello il punto. Il punto è che il libro sta cercando di provocarci.
Le domande di Dio sono in realtà rivolte a noi i lettori del libro e a noi sta bene il fatto che Dio ami i nostri nemici e così questo libro mette il lettore davanti a uno specchio. In Giona vediamo in qualche modo ingigantita la parte peggiore del nostro carattere, il che dovrebbe generare umiltà e gratitudine per il fatto che Dio ama i suoi nemici e sopporta il Giona che c'è in ognuno di noi dunque questa storia strana in realtà diventa un messaggio di positività sulla grandezza della misericordia di Dio che dovrebbe stimolarci nel profondo e questo è il libro di Giona
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Guarda il bellissimo video su youtube https://youtu.be/vOjr4AerGqE?si=moYK4DphXRkFpICA
Riconoscimenti:
Contenuti Originali in lingua Inglese e Produzione a cura di: BibleProject, Portland, Oregon, USA
Produzione e Localizzazione in lingua Italiana: Superhuit, Losanna, Svizzera.
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