San Beniamino (31 Marzo)



La storia di San Beniamino (31 Marzo)
Siamo in Persia.
Quinto secolo dopo Cristo.

Un grande impero.
Antico.
Potente.

Qui il cristianesimo
è una minoranza.

Vive ai margini.
Spesso tollerata.
A volte perseguitata.

In questo contesto
vive Beniamino.

Diacono.

Beniamino ha un compito preciso.

Annunciare.
Servire.
Sostenere la comunità.

Non è un uomo famoso.

Ma è presente.

Vicino ai fedeli.
Fedele nel quotidiano.

E soprattutto
non tiene per sé la fede.

Parla di Cristo.

Con discrezione.
Ma con convinzione.

E proprio questo
diventa il problema.

Le autorità non accettano
che la fede cristiana si diffonda.

Beniamino viene arrestato.

Resta in prigione.

Secondo la tradizione
un ambasciatore interviene
per ottenere la sua liberazione.

Una condizione.

Smettere di parlare di Cristo.

Tacere.

Beniamino esce.

Ma non smette.

Non sa trattenere
ciò che ha ricevuto.

Continua ad annunciare.

Continua a testimoniare.

E questo lo espone di nuovo.

Viene arrestato una seconda volta.

Questa volta
la richiesta è più dura.

Rinnegare.

O soffrire.

Le torture sono pesanti.
Prolungate.

Ma Beniamino non cede.

Non risponde con rabbia.
Non risponde con sfida.

Resta.

Resta nella fede.
Resta nella fiducia.
Fino alla fine.

Il martirio arriva.

Il suo corpo cede.

Ma la sua testimonianza
rimane.

Per la Chiesa d’Oriente
diventa segno di fedeltà.

Di una parola
che non si spegne.

San Beniamino ci insegna questo.

La fede non è fatta
per essere nascosta.

Quando è vera
diventa parola.

Diventa vita.

Anche quando costa.

Signore Gesù,
hai donato a San Beniamino
il coraggio di annunciare il tuo nome.

Donaci una fede viva,
che non abbia paura di testimoniare.

Insegnaci a non tacere il bene,
a restare fedeli nella prova
e a vivere il Vangelo con coraggio.

San Beniamino,
diacono e martire,
prega per noi.

Amen.

Musica di sottofondo
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Testo elaborato con IA

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