Parola del Signore
Dal Vangelo secondo Giovanni 4,43-54
Testo del Vangelo
In quel tempo, Gesù partì dalla Samarìa per la Galilea. Gesù stesso infatti aveva dichiarato che un profeta non riceve onore nella propria patria. Quando dunque giunse in Galilea, i Galilei lo accolsero, perché avevano visto tutto quello che aveva fatto a Gerusalemme, durante la festa; anch'essi infatti erano andati alla festa.
Andò dunque di nuovo a Cana di Galilea, dove aveva cambiato l'acqua in vino. Vi era un funzionario del re, che aveva un figlio malato a Cafàrnao. Costui, udito che Gesù era venuto dalla Giudea in Galilea, si recò da lui e gli chiedeva di scendere a guarire suo figlio, perché stava per morire.
Gesù gli disse: «Se non vedete segni e prodigi, voi non credete». Il funzionario del re gli disse: «Signore, scendi prima che il mio bambino muoia». Gesù gli rispose: «Va', tuo figlio vive». Quell'uomo credette alla parola che Gesù gli aveva detto e si mise in cammino.
Proprio mentre scendeva, gli vennero incontro i suoi servi a dirgli: «Tuo figlio vive!». Volle sapere da loro a che ora avesse cominciato a star meglio. Gli dissero: «Ieri, un'ora dopo mezzogiorno, la febbre lo ha lasciato». Il padre riconobbe che proprio a quell'ora Gesù gli aveva detto: «Tuo figlio vive», e credette lui con tutta la sua famiglia.
Questo fu il secondo segno, che Gesù fece quando tornò dalla Giudea in Galilea.
Meditazione
Marta Ricci
Musica di sottofondo
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Convivenza spirituale al Punto Giovane dal 9 al 28 marzo 2026
Meditazione
Se non vedete segni e prodigi, voi non credete. Questa frase mi ha colpito fin da subito. Credo che qui risieda l'essenza del Vangelo di oggi e forse anche quello che il Signore mi vuole dire. In diversi momenti della mia vita mi sono resa conto di cercare e aspettare grandi segni, grandi dimostrazioni, come una conferma, e anzi di pensare che fosse la normale modalità di dare e ricevere. Credevo, in realtà ogni tanto ancora mi capita, che nella quotidianità della vita proprio quei grandi segni avessero più valore. Questo mi ha fatto fare e mi fa fare fatica, mi mette in difficoltà, perché si scontra con un mio modo di fare di essere completamente opposto. In un mondo in cui contano le grandi cose, il mostrare e il mostrarsi, i piccoli gesti di cura quotidiani bastano? Ecco, forse il Vangelo di oggi e la frase in particolare mi ricordano che non devo necessariamente cambiare il mio fare e il mio essere. Mi ricordano che il bene, la verità, la fede sono anche e soprattutto nei piccoli gesti, in un sorriso, in un abbraccio, in una parola di conforto. Sono nei piccoli gesti di cura quotidiani, che a volte si danno per scontati, ma che invece sono preziosi e che meritano di essere coltivati. Mi ricordano che nella vita non servono grandi prove, perché a volte tutto sta in una mano tesa a cui affidarmi o in una voce amica a cui dare ascolto.